Juncker,Renzi non offenda commissione Ue
CONTI PUBBLICI 17 Maggio Mag 2016 1240 17 maggio 2016

Commissione Ue, ok alla flessibilità per l'Italia

Bruxelles propone margini dello 0,85% del Pil. Ma chiede un maggiore sforzo sui conti.

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Via libera per l'Italia a una flessibilità di 14 miliardi di euro, pari allo 0,85% del Pil per il 2016 da parte della Commissione europea. Bruxelles ricorda che il Paese, come prevedono le regole, dovrebbe fare uno sforzo superiore allo 0,5% nel 2017 e 2018. Secondo quanto si è appreso da fonti Ue, nella lettera inviata lunedì 16 a Roma, inoltre, si chiede all'Italia di impegnarsi a evitare una deviazione significativa da questo obiettivo, da verificare in autunno.

Flessibilità in cambio del rispetto degli obiettivi

I commissari Dombrovskis e Moscovici raccomandano al collegio dell'esecutivo Ue di concedere all'Italia un totale di 0,85% di flessibilità, una somma «senza precedenti mai ricevuta da nessun altro». In cambio l'Italia si impegna a sanare il 'gap' evidenziato da Bruxelles sul 2017, pari a 0,15%-0,2%, circa tre miliardi di euro, così da evitare un'eventuale «deviazione significativa» dagli obiettivi.
«SERVE UN IMPEGNO IMPEGNO CHIARO E CREDIBILE». «La nostra valutazione dello sforzo di bilancio pianificato per il 2017 è particolarmente importante. In sostanza, la Commissione ha bisogno di un impegno chiaro e credibile che l'Italia rispetti i requisiti del preventivo del Patto di stabilità nel 2017 per poter ottenere la flessibilità supplementare richiesta per il 2016», scrivono i commissari.
DEFICIT ALL'1,8% NEL 2017. L'esecutivo riconosce l'impegno italiano a portare il deficit all'1,8% nel 2017. «In termini strutturali, in base alla matrice pubblicata dalla comunicazione della Commissione sulla flessibilità, un Paese con un debito superiore al 60% dovrebbe fare uno sforzo di bilancio più ampio dello 0,5% sia nel 2017 sia nel 2018. Per evitare di essere considerato in deviazione significativa, lo sforzo italiano deve essere entro lo 0,5%», si legge nella lettera. I commissari però spiegano che 'la nostra valutazione attuale dello sforzo pianificato per il 2017 indica un gap di 0,15%-0,2%, dipende dai parametri usati per calcolare l'output gap (ovvero la differenza fra il prodotto interno lordo effettivo e quello potenziale). Affrontare questo gap è essenziale per evitare una deviazione significativa e per rispettare le condizioni per ottenere la flessibilità su riforme e investimenti nel 2016».
CONCEDERE LO 0,5% PER LE RIFORME. Per quanto riguarda quest'ultima, l'Italia «ha richiesto flessibilità significativa per il 2016». Pertanto, scrivono i commissari, «è nostra intenzione raccomandare al collegio di concedere tutto lo 0,5% disponibile per le riforme, lo 0,25% per gli investimenti, lo 0,04% per l'aumento dei costi legati al flusso di migranti e lo 0,06% per le spese eccezionali legate alla sicurezza».
ATTESA LA CONFERMA DI PADOAN. In conclusione, i commissari chiedono al ministro Padoan la conferma che riconosce la loro analisi. «È cruciale per la Commissione che l'Italia sia pronta a prendere misure per assicurare che questo gap non si materializzi e che il bilancio 2017 sia almeno sostanzialmente in linea con le regole del Patto. L'abrogazione delle clausole di salvaguardia dovrebbe essere condizionale al raggiungimento di questo obiettivo».

Renzi: «Meno di quello che avrei voluto ma è un fatto importante»

«L'Europa in queste ore ci riconosce un ulteriore elemento di flessibilità. È ancora meno di quello che avrei voluto ma è un fatto importante, un riconoscimento all'intero Paese. Abbiamo ottenuto un accordo significativo, importante. Non è la soluzione di tutti i mali ma afferma un principio: sulla flessibilità l'Europa c'è» ha commentato il premier Matteo Renzi.
IL MEF: «BASE PER AGGIUSTARE LE FINANZER PUBBLICHE». La decisione della Commissione «consente al Governo di implementare il percorso di aggiustamento delle finanze pubbliche e al tempo stesso di sostenere la ripresa e stimolare la crescita, condizione chiave per la riduzione del rapporto debito/Pil». E' quanto scrive il ministero dell'Economia sul proprio sito presentando il carteggio Ue-Mef.
VALUTAZIONE SUL PROGRAMMA DI FINANZA 2016. Il Tesoro ricorda che mercoledì 18 è in programma il collegio dei Commissari Ue che probabilmente licenzierà le raccomandazioni specifiche per Paese. In questa occasione la Commissione europea renderà anche la propria opinione definitiva sul programma italiano di finanza pubblica per il 2016.
Riguardo al confronto con le autorità ue il mef sottolinea che «per valutare l'interazione tra il programma di finanza pubblica per il 2016 e il programma di stabilità 2017-2019, in particolare con riferimento all'andamento del debito pubblico, nelle ultime settimane la Commissione europea ha chiesto al Governo documentazione utile a chiarire le ragioni delle scelte operate».

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