Juncker, da noi no tagli pensioni-salari
ECONOMIA 17 Maggio Mag 2016 1624 17 maggio 2016

Ue, malumori nordici per la flessibilità concessa ai Paesi del Mediterraneo

Insofferenza per il trattamento riservato a Spagna, Portogallo e Italia. Ma Juncker la spunta comunque.

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La flessibilità e la linea morbida nei confronti del club Med (come sono stati ribattezzati i Paesi del Sud Europa che si affacciano sul Mediterraneo) passerà il 18 maggio, ma non i mal di pancia che diversi commissari covano nei confronti di quei Paesi Ue che ne beneficeranno.
Perché le frizioni, o meglio un'insofferenza crescente lungo la linea di faglia Nord-Sud, anche se finora tenuta a freno dal savoir faire del navigato presidente cristianodemocratico Jean-Claude Juncker, non si è mai sopita.
REGOLE AGGIRATE. Il ragionamento che si fa in diversi gabinetti dei piani alti del Berlaymont - a partire dal responsabile per l'euro Valdis Dombrovskis, ex premier della Lettonia, seguito non solo o non tanto dalla Germania, ma da altri Paesi nordici come Svezia, Estonia, Lituania o anche Olanda - è che la flessibilità non sia altro che l'aggirare regole già fissate e imposte con ricette 'lacrime e sangue' ai cittadini di quegli Stati membri. Che ora si trovano a essere tra i più virtuosi, con debito e deficit tra i più bassi, crescita buona e crollo della disoccupazione.
«ARGOMENTI CHE NON REGGONO». Non solo da noi ha funzionato come ricetta economica, ma siamo stati anche rieletti», si sfoga un commissario che ha chiesto di mantenere l'anonimato.
«Quindi l'argomentazione principale addotta ora per usare 'clemenza' nei confronti di Italia, ma soprattutto di Portogallo e della Spagna che dovrà votare a giugno, non regge».
Per di più questi Paesi - si osserva ancora ai piani alti della sede storica dell'esecutivo europeo - hanno dovuto convincere la propria opinione pubblica della necessità di salvare la Grecia, con soldi che i contribuenti non rivedranno mai indietro. Certo, si è scelto il male minore, e di questo c'è consapevolezza politica, non si poteva fare altrimenti nel passato recente.
TOLLERANZA FINITA. Ora, però, la disponibilità a tollerare 'errori' di conti pubblici dalle maglie larghe come quelli che alcuni commissari reputano siano stati commessi per esempio all'epoca d'oro di Zapatero in Spagna, dalla bolla immobiliare in su, si è esaurita. E se con l'Italia, tutto sommato, è stata trovata una soluzione di compromesso destinata a essere nel corso della riunione del Collegio dei commissari Ue, per Madrid e Lisbona - si avverte - è finito il tempo in cui si poteva chiudere un occhio.

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