Jean Claude Juncker 150505162611
UNIONE 18 Maggio Mag 2016 1908 18 maggio 2016

E ora l'Ue ci raccomanda di aggiustare il Jobs Act

Bruxelles chiede conto delle politiche attive sul lavoro. Ma anche di concorrenza e prescrizione.

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Jean-Claude Juncker e Matteo Renzi.

Se ne parlerà poco, in mezzo ai dibattiti sulla prossima manovra finanziaria necessaria a tornare sul sentiero dell'aggiustamento dei conti e sui malumori del Nord Europa, ma tra le richieste che Bruxelles ha inviato all'Italia in cambio della flessibilità «senza precedenti, mai richiesta né ricevuta da nessun altro» - perché in realtà nessuno aveva insistito sui meccanismi di compensazione inseriti nel Fiscal compact -, c'è anche la raccomandazione di completare il Jobs Act con il secondo pilastro della riforma. E cioè con le politiche attive, la riforma dei centri per l'impiego, la creazione dell'agenzia nazionale del lavoro promessa ma non ancora realizzata dal governo Renzi, una partita da 7 - 9 miliardi di euro, ma cruciale, soprattutto se come i dati Inps pubblicati il 19 maggio hanno dimostrato i soli sgravi per le assunzioni a tempo indeterminato non sono sufficienti a spingere le assunzioni. E non solo, l'Unione domanda un'accelerazione sulle liberalizzazioni, la stretta sull'elusione fiscale e l'allungamento della prescrizione, il compimento della riforma della Pa e dei servizi pubblici locali..
DALLA PRESCRIZIONE ALLE BANCHE. Nella lettera della Commissione si elencano cinque ampie raccomandazioni, veri e propri pacchetti di riforme. Per prima cosa si chiede di limitare la deviazione temporale dagli obiettivi di aggiustamento del Pil per tornare dall'attuale 0,75% allo 0,5 entro la primavera del 2017 e raggiungere un aggiustamento fiscale annuale pari allo 0,6% del Pil. E ancora accelerare il programma di privatizzazioni, la riforma fiscale - vedi deduzioni e detrazioni - e il catasto entro la metà del prossimo anno. E prendere misure contro l'evasione, avvantaggiando i pagamenti elettronici. Insomma il limite al contante dovrà, essere rivisto. Il secondo punto comprende l'implementazione della riforma della pubblica amministrazione adottando e ampliando i decreti attuativi necessari e in particolare, si legge nel documento, «quelli che riformano le imprese pubbliche, i servizi pubblici locali e la gestione delle risorse umane». Dunque si tratta di mettere mano alle regole delle partecipate e rendere operativi licenziamenti e valutazione dei dirigenti e impiegati della Pa. C'è poi il capitolo giustizia che dà una mano al governo Renzi in due direzioni: chiede di intensificare la lotta contro la corruzione rivedendo i termini di prescrizione entro la fine del 2016 e allo stesso tempo di ridurre la durata dei processi civili. Al terzo posto poi la Ue chiede la riduzione dello stock dei crediti deteriorati, anche migliorando le norme su insolvenze e recupero crediti. E qui non è chiaro se si tratti di una bocciatura dei provvedimenti approvati finora. Ma in ogni caso l'Ue domanda anche di completare la trasformazione della governance del sistema bancario: dunque quotazioni per le popolari e attuazione della riforma degli istituti di credito cooperativo.
POLITICHE DI CONCORRENZA. Al quarto posto arriva la richiesta di rafforzare l'efficacia dei servizi per l'impiego, adottare e applicare la strategia nazionale contro la povertà e rivedere e razionalizzare la spesa sociale.In sostanza mantenere le promesse finora fatte dall'esecutivo, che peraltro potrebbe appellarsi proprio alle linee guida dell'Ue per realizzarlo. Infine con la quinta raccomandazione la Commissione invita l'Italia a una nuova lenzuolata di liberalizzazioni. Ad adottare e applicare il ddl concorrenza, ma anche a «prendere nuove iniziative per aumentare la concorrenza all'interno delel professioni, nel trasporto, nella salute e nei settori di vendita al dettaglio (vedi farmacie, ndr) e il sistema delle concessioni». Dunque l'Ue chiede di prendere provvedimenti sulle lobby professionali, dagli avvocati ai notai, ma anche sulle ferrovie e, si potrebbe intendere, anche sulle concessioni autostradali. Un programma che sembra in linea con gli impegni presi dal premier. E che ora bisognerebbe realizzare.

  • La lettera inviata dalla Commissione europea all'Italia.

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