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POLITICA 18 Maggio Mag 2016 1709 18 maggio 2016

Renzi: «Taglio tasse al ceto medio, Equitalia non arriva al 2018»

Il premier nel corso di #Matteorisponde: «Buonuscite ai dirigenti delle banche fallite? Una cosa squallida». 

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Matteo Renzi.

Il 'talk show' di Matteo Renzi, com'era stato ribattezzatto l'appuntamento col tradizionale #Matteorisponde nell'inedita versione 'prime time', si è rivelato l'ennesima occasione per gli annunci del premier.
Che ha colto l'occasione per pensionare, di fatto, Equitalia.
«Stiamo riorganizzando le Agenzie: tutto il sistema del rapporto tra il cittadino e il pubblico amministratore. Al 2018 Equitalia non ci arriva», ha detto Renzi. «La riorganizzazione di questo sistema prevederà un modello del tutto diverso. Stiamo riorganizzando il sistema perché sia sempre più a disposizione del cittadino e non vessatorio».
«RIDUZIONE ALIQUOTE IRPEF». Il premier ha promesso anche una riduzione delle tasse per il ceto medio a partire dal 2017.
«Dal governo è arrivata la più grande rivoluzione fiscale mai fatta. Ora nella legge di Stabilità andremo nella direzione di dare di più al ceto medio e alle famiglie», ha aggiunto Matteo Renzi. «Stiamo discutendo come, se farlo con la riduzione delle aliquote Irpef, ma questa è una priorità».
«BOLLO AUTO, GRANDE IDEA LO STOP». L’abolizione del bollo auto? «È una grande idea, ne stiamo discutendo». Un’altra è la voluntary disclosure: «È stato un successo: stiamo lavorando alla versione 2.0. E con quei soldi potremo dare una mano a ceto medio e famiglie».
«SCRITTE BALLE SULL'OCCUPAZIONE». Toni duri per i dirigenti di banche fallite che hanno ricevuto buonuscite milionarie. «Una cosa squallida», ha detto Renzi, che ha bollato come «balle» i dati sull'occupazione secondo cui con incentivi più bassi è precipitato il numero dei contratti stabili. «Gli incentivi hanno funzionato, è il loro compito», ha proseguito il premier. «Hanno funzionato nel 2015. Nel giro di due anni abbiamo recuperato 400 mila posti di lavoro. Abbiamo interrotto la caduta. Nel dare i dati trimestrali dell'Inps si è visto che il saldo positivo è più piccolo dello scorso anno. Non è che ci sono meno posti di lavor, ma siccome gli incentivi sono ridotti, è cresciuta meno l'occupazione, va meno veloce ma continua a crescere».

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