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POLITICA 19 Maggio Mag 2016 1742 19 maggio 2016

Marco Pannella, i 'figli' politici che l'hanno tradito

Rutelli, Quagliariello, Capezzone. Chi ha esordito in politica con i Radicali e ha finito per tradirne gli ideali.

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Un giovanissimo Francesco Rutelli con Marco Pannella ed Emma Bonino.

Si può essere radicali per una vita intera come Marco Pannella, fino all'ultimo sciopero della fame e al giorno dell'addio. Oppure si può prendere un'altra strada, qualche volta opposta, trasformandosi nel contrario di ciò che si è stati per anni, allontanandosi dagli insegnamenti del proprio maestro.
È la scelta che hanno fatto alcuni dei numerosi politici cresciuti da Marco Pannella e dal Partito radicale in via di Torre Argentina.
RUTELLI, CATTOLICO RIBELLE. Il più celebre è senza dubbio Francesco Rutelli. Cresciuto in una famiglia cattolica, negli Anni 70, a 19 anni, decise di abbracciare le battaglie laiche dei Radicali, ricoprendo la carica di segretario regionale per il Lazio nel 1979, per poi essere eletto alla Camera nel 1983, restando in parlamento fino al 1990, quando lasciò il seggio a Emma Bonino per il principio di rotazione interno al partito.
Dopo 20 anni di battaglie per i diritti civili, al fianco delle minoranze Lgbt, con toni spesso anticlericali, Rutelli fondò i Verdi arcobaleno, fu ministro dell'Ambiente per un giorno nel governo Ciampi (dimettendosi per protesta contro il parlamento che non aveva concesso l'autorizzazione a procedere per l'arresto di Bettino Craxi), divenne sindaco di Roma nel 1993 col centrosinistra.
IL RITORNO ALLA CHIESA CON LA MARGHERITA. Nel 2001 la sconfitta alle politiche, da candidato premier dell'Ulivo, poi la fondazione della Margherita e il ritorno su posizioni cattoliche, rinnegando le battaglie per la laicità dello Stato, tenendo un atteggiamento ambiguo sulle unioni civili anche quando, nel 2008, fu nuovamente candidato a sindaco di Roma: «Non rientrano nel mio programma».
Gaetano Quagliariello, invece, al tema si è opposto in maniera esplicita. Così come Eugenia Roccella, inorridita dalla Cirinnà che «equipare le unioni gay al matrimonio». Con buona pace degli ideali sostenuti da giovani.
Una lite con Pannella fu invece all'origine dell'addio di Daniele Capezzone, ex enfant prodige dei Radicali, giovanissimo segretario nazionale, prima di passare nelle file di Forza Italia, con un ruolo di portavoce, ben dopo la fine dell'alleanza tra i due partiti.
UN SOTTOSEGRETARIO E UN CANDIDATO SINDACO A ROMA. Un percorso simile a quello di Elio Vito, Marco Taradash e Benedetto Della Vedova, che dopo esser stato al fianco di Gianfranco Fini nella svolta di Futuro e libertà ha abbracciato la causa di Scelta civica per finire membro del gruppo misto al Senato e sottosegretario agli Esteri del governo Renzi.
Nel Partito democratico è sbarcato invece Roberto Giachetti, che tra i dem ha portato istanze e, soprattutto, tecniche di lotta radicali. Come gli scioperi della fame sostenuti per invocare una nuova legge elettorale. Ora, per lui, è arrivata la sfida del Campidoglio, con la candidatura a sindaco di Roma. Sarebbe il secondo 'figlio' di Pannella a guidare la Città eterna in poco più di 20 anni. Ma per riuscirci, anche lui, ha dovuto abbandonare il purismo radicale, che dopo la morte del fondatore sembra avere un solo, ultimo, campione: Emma Bonino.

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