Renzi, no a lezioncine da tecnici
MAMBO 20 Maggio Mag 2016 1131 20 maggio 2016

A questa sinistra stupida auguro più idee socialiste

Basta trasversalismo: la vera battaglia al renzismo si fa armando cervelli e culture.

  • ...

Un giorno quelli di sinistra ricorderanno questi come i tempi della follia. Per una strana combinazione di fattori quel campo politico che chiamiamo sinistra, e di cui nessuno è proprietario al 100%, ha dominato la vita pubblica italiana. Ed è accaduto proprio a ridosso di un risultato elettorale deludente che è cascato sulle spalle del povero Pier Luigi Bersani.
Matteo Renzi, spodestando Enrico Letta, ha colto due onde che si andavano formando. L’una portava via il vecchio gruppo dirigente della sinistra che si riteneva intramontabile. L’altro, grazie anche alla magistratura, accelerava la fine politica di Berlusconi e del suo mondo. L’unica diga al prevalere della sinistra nel dibattito pubblico è stata quella grillina, vero coagulo di tutti i mal di pancia degli italiani. Il caso Salvini invece va iscritto alla fisiologica presenza di un’area radicale di destra che generalmente si svuota quando emerge una forza moderata di centro-destra.
LA SINISTRA AVEVA VINTO ALLA LOTTERIA. Insomma, per farla breve, alla sinistra - non per proprio merito, anzi nel momento di sua maggiore caduta di auto-stima dopo il pareggio elettorale - è capitato il biglietto vincente della lotteria. Questo biglietto è finito nelle mani di un giovanotto arrogante ma pieno di idee e di energie. Così Matteo Renzi è diventato, e lo è ancora, il dominus della politica italiana.
Non sappiamo quanti voti abbia, sappiamo che “comanda” e poco alla volta alla sua corte si sono inchinati manager di Stato, imprenditori, quasi tutti i direttori dei giornali di carta, e, per non farsi mancare niente, lui si è preso anche la Rai, affidandola a uno al quale dovremmo pure pagare il canone in bolletta.
La sinistra, a questo punto, avrebbe potuto dire a se stessa: siamo una somma di tribù smandrappate ma alla fine “la storia siamo noi”. Infatti è stato così: ha prevalso la storia e la storia dice che la sinistra sono le sinistre e le sinistre, anche senza l’apporto culturale di Stalin, si considerano le une nemiche delle altre.
In questo contesto è nato uno scontro feroce che il premier vorrebbe interrompere con una proposta di tregua.
È formidabile questo Renzi! Propone una tregua come fosse un regalo personale da ricevere, non un atto politico che spetta a lui per primo compiere. Quando tutta questa storia sarà finita, avremo gli orfani renziani e quelli che godranno per la sua caduta (non gliela sto augurando ma statisticamente prima o poi capiterà), ma potremo dire, scusate la volgarità, che la sinistra dei nostri tempi, quella che si vanta di non avere più ideologie, è diventata un movimento di coglioni.
RENZI CHIEDE TREGUA, MA LUI COSA CONCEDE? Io, per esempio, prenderei sul serio la proposta di tregua offerta dal premier. La prenderei sul serio, interrogandolo su che cosa mette lui sul piatto della bilancia. Mette qualche modifica necessaria alla legge riforma istituzionale e a quella elettorale? Mette un briciolo di idee su che cosa deve diventare questo Paese nei grandi assetti economici? Mette qualcosa contro la povertà? Ha qualcosa da dire a quel manager pubblico che vuole terrorizzare i suoi dipendenti? Insomma, quattro o cinque domande che diano la certezza che, pur essendosi avvicinato troppo a Verdini, il caro leader davvero sia diventato un animale fra i tanti che affollano la giungla della sinistra.
Fossi un leader dell’opposizione a Renzi mi occuperei poco di rincorrerlo in tutte le cose che dice e fa, per non parlare di quelle che dicono e fanno i suoi ragazzi o ragazze e i suoi trombettieri. Dura minga.
Mi occuperei di definire che cos’è l’anti-renzismo, quale profilo politico e culturale deve avere.
Mi sto facendo l’idea che ci sono due o tre cose che stanno declinando inavvertitamente. Una è il culto della giovinezza. Storicamente c’è sempre stato un tempo in cui i più giovani, o il più giovane, vincono. Poco dopo, però, il mondo entra in una fase in cui alla febbrile giovinezza si associa un tempo diverso, di costruzione, magari di più tranquilla navigazione. E non voglio qui discutere quanto valgano i giovani politici di oggi. Essendo vecchio, trovo di cattivo gusto questo approccio.
Il secondo fattore che vedo declinare riguarda l’ideologia - la più nefasta del nostro tempo - del trasversalismo, del non siamo né di destra né di sinistra, cosa che è all’origine di questa incultura dominante.
Ho l’impressione, o forse scambio il desiderio per impressione (non credo), che se troveremo una risposta alla domanda di sinistra e di nuovo socialismo avremo fatto il più bel colpo anti-renziano.
Un colpo senza spargimenti di sangue, senza lacerazioni, se non quelle di un vivace dibattito politico-culturale, ma un colpo vero, di quelli che restano nel dibattito pubblico.
Allora viva la tregua e armiamo i cervelli e le culture che la battaglia, questa battaglia, potrebbe essere veramente bella.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso