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EUROPA 20 Maggio Mag 2016 2106 20 maggio 2016

Brexit, gli artisti inglesi contro l'uscita dall'Ue

Appello di 282 celebrità per evitare la secessione da Bruxelles: «Dannosa per la cultura». Tra le firme, Jude Law, Keira Knightley, Benedict Cumberbatch, John Le Carré, Danny Boyle e Anish Kapoor.

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Gli attori Benedict Cumberbatch e Keira Knightley.

Anche le star scendono in campo contro la Brexit. Circa 280 celebrità, tra cui gli attori Jude Law, Keira Knightley, Benedict Cumberbatch e lo scrittore John Le Carré, hanno firmato una lettera pubblicata sul Telegraph in cui affermano che l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue sarebbe un «danno» per l'industria culturale nazionale e potrebbe fortemente colpire il primato di cinema, musica e arte made in UK.
FONDI EUROPEI VITALI. Nell'appello si legge che i fondi europei sono «vitali« per il settore e la collaborazione fra i Paesi del continente ha permesso di realizzare grandi progetti internazionali. «Dal Bardo a Bowie», prosegue l'appello, «la creatività britannica ispira il mondo». E ancora, solo restando nell'Ue il Regno Unito può essere «protagonista sul palcoscenico mondiale». A scorrere la lunga lista di sostenitori si trovano i nomi più disparati, dall'artista Tracey Emin, al regista Danny Boyle fino all'architetto Richard Rogers.
CAMERON OMAGGIA I BEATLES. E anche il premier David Cameron ha dato il suo contributo all'iniziativa cercando di imitare i Beatles. Insieme alla ex ministro della Cultura laburista Tessa Jowell si è fatto riprendere dalle telecamere, col video dell''impresa' subito finito sui media del Regno, mentre attraversa le strisce pedonali di Abbey Road dove i 'Fab Four' sono stati immortalati per la copertina dell'album che porta il nome della via dei celebri studios.
Il primo ministro era in visita in uno dei 'templi' della musica rock e pop per incontrare alcuni attori e musicisti uniti nel sostenere la campagna anti-Brexit Remain. La 'parata' di star però non è proprio piaciuta agli euroscettici che hanno tentato di controbattere ai loro argomenti.
IL FRONTE PRO BREXIT RISPONDE. Anche il fronte pro Brexit può schierare un certo numero di vip. Come Lord Dobbs, l'autore del romanzo 'House of Cards' da cui sono tratte le omonime serie televisive, che ha criticato l'appello degli artisti sul Telegraph affermando che l'industria creativa del Regno Unito non dipende dall'Europa e che il suo straordinario successo è invece possibile grazie «al talento nel Dna britannico». Prima di lui si erano pronunciati per il 'divorzio' da Bruxelles Michael Caine e Joan Collins.
IL MINISTRO ANTI-IMMIGRAZIONE. E sul fronte prettamente politico interviene a dar man forte il ministro della Giustizia, Michael Gove, che lancia un nuovo allarme sull'aumento dell'immigrazione: secondo l'esponente euroscettico, se non verranno introdotti nuovi controlli alle frontiere, possibili solo con una Brexit, entro il 2030 arriveranno nel Regno più di 5 milioni di cittadini da altri Paesi Ue. In fatto di sondaggi però sembra proprio che gli anti Ue stiano perdendo terreno.
PRO UE IN VANTAGGIO NEI SONDAGGI. Secondo quello pubblicato dal Daily Mail se si tenesse oggi il referendum sulla Brexit il 52% degli elettori voterebbe 'sì' a Bruxelles contro il 41% di 'no'. I britannici però non credono all'allarme lanciato di recente dal premier Cameron secondo cui il divorzio dall'Unione potrebbe far tornare un conflitto nel continente dopo decenni di pace. Il sondaggio del Mail ribadisce una tendenza generale nelle ultime rilevazioni che ha visto una ripresa del fronte pro Ue. Per il Financial Times, che sul suo sito ha un 'termometro' con la media dei principali sondaggi, la campagna Remain è al 47% e quella per la Brexit al 41%, con sempre una percentuale importante di indecisi, attorno al 10%.

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