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CONFLITTI 20 Maggio Mag 2016 1703 20 maggio 2016

Siria, Putin fa il doppio gioco

Mosca propone agli Usa raid congiunti e aiuti ai civili per via aerea. Ma non intende risolvere il nodo Assad, la «madre di tutti i problemi». Il Pentagono: «Non abbiamo ricevuto offerte di collaborazione militare».

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Un bambino davanti alle rovine di Kobane.

La Russia ha annunciato di aver proposto agli Usa raid congiunti delle forze aeree a partire dal 25 maggio per colpire «i gruppi di Jabhat Al Nusra e formazioni armate illegali che non sostengono la tregua in Siria nonché carovane con armi e munizioni e unità armate che attraversano illegalmente il confine turco-siriano», ha dichiarato il ministro della Difesa russo Serghiei Shoigu.
Secondo il ministro, citato dall'agenzia Tass, la Russia avrebbe già iniziato a concordare le azioni congiunte con gli Usa contro i terroristi in Siria.
Il Pentagono ha riferito di non aver ricevuto alcuna proposta da parte di Mosca, e ha precisato che al momento non sta collaborando con la Russia in alcuna operazione.
PUTIN TEMPOREGGIATORE INTERESSATO.
Nonostante la collaborazione tra i due più potenti attori del conflitto siriano sarebbe un passo necessario verso la pacificazione della regione, non deve diventare uno strumento del presidente Vladimir Putin per continuare a fare gli interessi propri e dei suoi alleati.
«Riteniamo», ha dichiarato Shoigu, «che il varo di queste misure ci permetterà di passare al processo di soluzione pacifica del conflitto in tutto il territorio siriano. Naturalmente queste misure sono concordate con le autorità della repubblica araba siriana e ieri abbiamo iniziato a concordarle con i nostri colleghi in Oman e a Ginevra».
«AZIONI UNILATERALI CONTRO TERRORISTI». Mosca si è comunque coperta le spalle, riservandosi il diritto di condurre attacchi unilaterali contro le stesse «organizzazioni terroristiche e le formazioni armate illegali che non hanno aderito al regime di cessate il fuoco».
La distinzione arbitraria tra opposizione e gruppi terroristici è spesso usata da Mosca per colpire gli avversari di Assad a proprio piacimento, e un eventuale appoggio Usa potrebbe dare nuova legittimazione ad attacchi che in molti casi hanno assunto la forma di crimini di guerra.
Mosca ha inoltre proposto a Washington, che non ha smentito, un'operazione congiunta per far arrivare nelle città assediate da Assad aiuti umanitari dall'aria nel caso il presidente siriano si rifiutasse di lasciar passare i convogli con cibo e medicine.
NYT: «FA IL DOPPIO GIOCO». «In superficie anche questa mossa sembra un gesto da elogiare e apprezzare da parte di Putin. «Quello che veramente mette in luce», ammonisce un editoriale del New York Times, «è ancora una volta il doppio gioco del presidente russo, in Siria e altrove».
Bashar al Assad è ancora in carica principalmente grazie all'assistenza militare di Mosca. È difficile credere che Putin, che si mostra come un uomo in grado di ottenere qualsiasi cosa, non riesca a persuadere Assad di lasciar passare gli aiuti verso le città via terra.
ASSAD, «LA MADRE DI TUTTI I PROBLEMI». Come è stato sottolineato da molti, l'inviato dell'Onu Staffan de Mistura in primis, il ruolo del presidente alawita resta ancora la chiave del conflitto siriano («la madre di tutti i problemi», secondo de Mistura).
Se la Russia intende veramente mandare avanti il processo di pace, dovrebbe cercare una soluzione alternativa alla sua presidenza, tentando di trovare una strada per la sua sostituzione.
Da quando gli uomini e i mezzi del Cremlino sono atterrati in Siria (ottobre 2015), tuttavia, una seria proposta per la rimozione di Assad non è stata portata avanti. E mentre il cessate il fuoco è praticamente andato a monte, sempre più report parlano di nuovi raid russi contro le opposizioni al dittatore di Damasco.

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