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VOTO 23 Maggio Mag 2016 0841 23 maggio 2016

Bolzano, Caramaschi è il nuovo sindaco

Il candidato del Pd vince il ballottaggio con Tagnin. Da city manager a primo cittadino. «Ho già in mente la Giunta».

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Renzo Caramaschi (a destra), nuovo sindaco di Bolzano. A sinistra lo sfidante sconfitto, Mario Tagnin.

Bolzano ha un nuovo sindaco, ma la giunta mantiene lo stesso colore. È stato Renzo Caramaschi, candidato del Partito democratico e city manager del capoluogo altoatesino tra il 2001 e il 2011, a conquistare il ballottaggio contro il candidato del centrodestra Mario Tagnin. A Caramaschi è andato il 55,27% dei voti, a Tagnin il 44,73%, ma il dato più indicativo, forse, è il bassissimo 41,22% di affluenza alle urne.
«AL LAVORO DA SUBITO». «Domani mattina mi metterò al lavoro per dare a Bolzano una solida maggioranza», ha detto ai cronisti il nuovo primo cittadino la sera del 22 maggio. A lui il compito di guidare il Comune dopo un periodo di commissariamento a seguito delle dimissioni di Luigi Spagnolli.
«Con il nostro programma», ha aggiunto, «non abbiamo promesso ai cittadini la luna, ma interventi fattibili e necessari per la città».
Caramaschi, 70 anni, ama le montagne come il suo look casual con giacca, cravatta e jeans. Ha pubblicato varie guide di montagne, come anche romanzi storici. Ora, l'ex direttore generale torna al suo vecchio posto di lavoro, o quasi. Le stanza del sindaco distano infatti solo pochissimi metri dai suoi vecchi uffici.
«AZZERARE IL DEBITO DEL COMUNE». «Conosco bene il municipio», ha detto Caramaschi, «e so bene che non ci sono pulsanti nascosti per fare miracoli. Cosa possiamo però fare è azzerare il debito del Comune».
Il sindaco ha, infine, ringraziato il suo rivale Mario Tagnin, «che mi ha fatto i suoi sinceri complementi, quando lo scrutinio era ancora in pieno corso e non era tenuto a farlo». I due sfidanti, durante tutta la campagna elettorale, si sono sempre confrontati in modo pacato. «Su molti punti la pensiamo in modo simile», ha ammesso Caramaschi. Se fosse per la Svp, questo rapporto di rispetto potrebbe addirittura sfociare in una collaborazione nella stessa giunta.
La Svp, che al ballottaggio ha dato un decisivo sostegno al candidato Pd nei rioni di lingua tedesca, chiede con insistenza un'apertura della maggioranza verso il centro e i cosiddetti 'rappresentabili' del centrodestra, primo tra tutti appunto Tagnin.
LA SVP METTE IL VETO SUI VERDI. La Volkspartei ha anche posto un pesante veto su un ritorno in giunta dei Verdi, accusati della caduta dell'ex sindaco Luigi Spagnolli, che nell'autunno del 2015 gettò la spugna a causa della mancanza di una maggioranza stabile.
Il suo successore, Caramaschi, ha comunque ribadito in serata la sua speranza di poter ricucire questo strappo.
«Il nostro collocamento naturale è quello del centrosinistra, del quale fanno parte i Verdi», ha confermato le segretaria del Pd, Liliana Di Fede. Caramaschi ha ora 30 giorni di tempo per formare una Giunta, che dice di «avere già pronta in testa», e di presentarsi in consiglio comunale con una maggioranza ancora tutta da formare.

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