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MAMBO 23 Maggio Mag 2016 1052 23 maggio 2016

Boschi e Renzi non sanno niente dell'Italia e del Pci

Le uscite su Berlinguer e Ingrao sono fuori luogo. E creano polemiche autolesioniste.

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Maria Elena Boschi e Matteo Renzi.

Diciamolo: stanno facendo di tutto per rendere il voto referendario una specie di 18 aprile posticipato.
Rubo il concetto a Marco Follini: è buffo che un gruppo politico che ha avuto successo sull'onda della rottamazione oggi guardi indietro e, quel che è peggio, voglia riscrivere politicamente la storia.
La frase della Boschi sui partigiani non è gravissima e le reazioni sono esagerate. È tuttavia una frase presuntuosa perché presume che fra quelli che hanno combattuto armi in mano per la Liberazione dell'Italia, quindi i veri partigiani, ci siano soprattutto sostenitori della sua riforma. Con la stessa presunzione si può dire il contrario.
TANTE CITAZIONI FUORI LUOGO. Stesso ragionamento vale per le indebite citazioni di Berlinguer e Ingrao, criticate dalle figlie Bianca e Celeste, che sono scorrette perché la discussione vera è sull'impianto della riforma unita a una legge elettorale contro la quale i due leader comunisti avrebbero chiamato al 'sussulto democratico' la sinistra e il Paese.
Boschi e Renzi non sanno niente dell'Italia e, soprattutto, della sinistra, odiandola. Non è una colpa, ma mi piacerebbe che combattessero con i propri padri spirituali.
Quello che appare sbagliato e persino ridicolo negli argomenti della coppia (coppia politica, si intende) è il tempo scelto per le polemiche.
Fra poche settimane ci sono le amministrative. Chi ha buone orecchie sa che c'è un mondo di sinistra, assolutamente non radical, che sta pensando di non votare Giachetti e Sala. Il non voto o il voto per altri candidati nascono dai dubbi che i sindaci in pectore del Pd renziano sollevano, ma anche dalla voglia di fare un dispetto a Renzi.
LA STRATEGIA SUICIDA DEL PREMIER. Molti di questi potenziali elettori-non elettori hanno votato al referendum per le trivelle e sono tentati dal No a quello referendario. Perché rompergli le scatole con le storie dei partigiani veri e falsi, con le citazioni di Berlinguer e con il cataclisma in caso vincesse il No? Sembra quasi che il premier voglia perdere a Roma e Milano nel timore che i suoi candidati facciano, una volta diventati sindaco, talmente male da nuocere nella campagna per le Politiche.
Insomma che Renzi abbia la stessa tentazione suicida di Grillo che ha messo in corsa per Roma una visibilmente incapace.
L'ideale di fronte a questo nuovo degrado, auto-procurato, della classe dirigente è chiedere di cambiare la legge e dare il Sì o il No solo di fronte a una risposta. Per le polemiche di ieri, oggi e domani, è meglio decidere di lasciare perdere, sennò non si finirà mai di insultarsi, cosa che prima di essere un errore è un fatto stupidissimo.

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