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ELEZIONI 23 Maggio Mag 2016 1715 23 maggio 2016

Van der Bellen, presidente di un'Austria spaccata

Austria, vince il candidato dei Verdi. Con lui donne, laureati, abitanti delle città. Con Hofer uomini, operai e montanari. La sfida ora sarà mettere tutti d'accordo.

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Il verde Alexander van der Bellen ha sconfitto Norbert Hofer per una manciata di voti. Il pericolo è scampato, alla fine ha vinto l'Austria che accoglie.
Un'altra buona notizia da Vienna è che (in controtendenza) l'affluenza a un voto europeo è tornata alta, un picco ormai raro del 73%, tanto più a un secondo turno.
Quella cattiva è che l'Austria è spaccata.
VITTORIA AL CARDIOPALMA. Il risultato definitivo delle Presidenziali 2016 ha consegnato al Paese un capo di Stato che dovrà rappresentare - anche - la sua metà opposta. 50,35% contro 49,64%, 31.026 preferenze in più e l'ex profugo aristocratico l'ha spuntata contro il paladino dei muri che piace così tanto a contadini e operai.
Habemus Bundespräsident, titolano i media austriaci, e a Vienna l'inquilino dell'Hofburg deve essere ora il presidente di tutti, garante dello Stato e della Costituzione come in Italia e non influencer del governo.

L'ambientalista van der Bellen, nono presidente austriaco per un soffio (Getty).  

Una grande sfida per Van der Bellen, protagonista della rimonta grazie ai voti dall'estero.
Il ballottaggio del 22 maggio ha stagliato sulle Alpi oltre il Brennero il profilo di un Paese polarizzato: l'elettorato popolare si è mobilitato per un presidente che chiuda le frontiere agli stranieri e rinneghi l'euro, quello istruito per un presidente europeista che ama l'ambiente e accoglie i bisognosi.
UN ELETTORATO SPACCATO. Donne contro uomini, città contro montagne, solidarietà contro paura: le mezze misure si sono dissolte, come i partiti dell'inconcludente grande coalizione che in Austria, socialdemocratici e popolari, governa da anni annacquando le idee altrui.
Una fotografia dai ritratti netti, specchio (anche) di come la sinistra avrebbe potuto fare molto di più.

1. Istruiti con Van der Bellen (76%), operai con la destra di Hofer (62%)

La prima discriminante è l'istruzione, che in Austria è ancora gratuita e statale, il Paese ha rette universitarie tra le meno alte d'Europa, ma i socialdemocratici hanno contribuito a tagliarne i fondi.
Un sondaggio sull'elettorato dei due candidati, commissionato dalla tivù pubblica Orf agli istituti Isa e Sora, parla chiaro: il 76% dei sostenitori di Van der Bellen ha la maturità o un grado d'istruzione più alto. Percentuale che per Hofer crolla al 38%: il 62% di chi ha dichiarato di votarlo appartiene alla 'classe operaia' e non ha il diploma che consente l'accesso all'università.

2. Città per l'accoglienza con Van der Bellen, Comuni di montagna a destra

La seconda discriminante tra i quasi 6,4 milioni di elettori austriaci è stata geografica.
Nella grande maggioranza delle città (Vienna, Graz, Linz, Salisburgo e Klagenfurt) Van der Bellen era in vantaggio già al primo turno, nonostante lo stacco complessivo tra il leader della destra radicale (Fpö) e l'indipendente ma storico ex rappresentante dei Verdi fosse molto più ampio (il 35% del primo contro il 21% del secondo).
Con con l'eccezione della roccaforte tirolese di Kaunertal, dove Van der Bellen è cresciuto e ha il record di gradimento dell'85%, Hofer la fa da padrone nei centri alpini del Tirolo e nelle campagne del Burgenland, al confine con l'Ungheria.

  • Gli sfidanti Van der Bellen e Hofer al termine del faccia a faccia in tivù (Getty).

3. La maggioranza delle donne è per Van der Bellen, gli uomini per Hofer

Un'altra distinzione abbastanza marcata tra i votanti è la preferenza dichiarata dalle donne per Van der Bellen (circa il 60%), speculare alla simpatia degli uomini (60%) per Hofer.
Solo il 40% di loro si è schierato con l'ambientalista 72enne, il figlio di esuli dalla Russia zarista che ha fatto dell'accoglienza dei profughi la sua principale connotazione politica e nel quale le donne hanno invece riconosciuto forse il loro volto materno.
Il trend degli uomini era per il 45enne Hofer: ultra-nazionalista dal sorriso accomodante e dai toni soft, in realtà erede della leadership del partito di Jörg Haider, che ha definito il suo exploit un «investimento per il futuro».

4. Hofer avanti 'in casa', ma le buste dall'estero premiano Van der Bellen

Singolare, nello scrutinio al cardiopalma delle Presidenziali austriache, è stato infine anche il record del voto dall'estero.
Sono state spedite 885.437 buste, circa il 14% degli aventi diritto al voto: percentuale mai toccata prima e sintomatica - come il tasso di affluenza sopra il 70% così insolito per un ballottaggio - del forte clima di contrapposizione interna.
Nello scrutinio casalingo Hofer è risultato in vantaggio al 51,9%. Ma, come in passato, nelle buste dall'estero ha prevalso l'elettorato verde e di centrosinistra che ha spostato gli equilibri in maniera decisiva.


Twitter @BarbaraCiolli

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