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L'ULTIMO MARXIANO 24 Maggio Mag 2016 0858 24 maggio 2016

Il Jobs Act francese è un massacro programmato dei diritti

La lotta di classe esiste e la stiamo perdendo, sia in Italia sia Oltralpe. Abbandonati come siamo da sindacati e sinistra.

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Il primo ministro della Francia, Manuel Valls.

Francesco Starace, l’amministratore delegato di Enel, così si è recentemente espresso in una conferenza presso l’Università Luiss di Roma: «Bisogna ispirare paura nei dipendenti. Colpire chi si oppone al cambiamento nella maniera più plateale e manifesta possibile».
E ancora: «Bisogna distruggere fisicamente i centri di potere che si vuole cambiare», «creare malessere all’interno di questi», «colpire le persone opposte al cambiamento, nella maniera più plateale possibile, sicché da ispirare paura».
Questi alcuni passaggi del suo intervento. Passaggi che definire agghiaccianti è ancora poco.
SINISTRA AL SOLDO DEL CAPITALE. Parole da condannare, che in altri tempi avrebbero scatenato giuste reazioni nel mondo dei lavoratori e destato una ferma reazione da parte dei sindacati e dei partiti vicini alle lotte del Servo.
Oggi, invece, nel tempo del massacro di classe post-1989, nel tempo delle sinistre al soldo del Capitale e pronte a lottare solo per i diritti civili (il grande alibi per non occuparsi di lavoro e di diritti sociali), le parole dell’amministratore delegato possono passare tranquillamente. Come se fossero del tutto normali, fisiologiche, coerenti.
Nessuna reazione, nessuna piazza mobilitata, nessun partito che prenda posizione.
IL 1989 FU L'INIZIO DELLA TRAGEDIA. L’ho detto e lo ridico: il 1989 è l’inizio e non la fine di una tragedia. Un anno di lutto e non di festa.
Il solo a dover festeggiare dovrebbe essere, a rigore, il Capitale.
Il 1989 è l’anno in cui il Capitale, senza il suo rivale storico, può iniziare a riprendersi tutto. Può trasformare la lotta di classe biunivoca in un massacro di classe univoco gestito dal Signore neofeudale. E il Servo precarizzato e riplebeizzato subisce in silenzio, muto e non più rappresentato.
E mentre i lavoratori vengono umiliati, offesi, sfruttati, sottopagati, le sinistre che li hanno traditi hanno come unico orizzonte della lotta le battaglie contro l’omofobia.
RIMOZIONE LINEARE DI DIRITTI E TUTELE. Si parla spesso di “benaltrismo”, l’ennesima categoria della neolingua: ecco, se proprio dobbiamo usare tale categoria, quale più grande “benaltrismo” che occuparsi di tutto fuorché dei lavoratori e dei diritti sociali?
I lavoratori oggi subiscono in silenzio la rimozione lineare dei diritti e delle tutele.
La lotta di classe c'è e la stanno vincendo i dominanti. È massacro di classe. Fino a quando?
Il Jobs Act in Italia, la Loi Travail in Francia: sono tutte “riforme” che – la tendenza è a livello europeo – andrebbero onestamente ribattezzate massacri programmati dei lavoratori e dei diritti.
Se solo si avesse ancora il coraggio di chiamare le cose con il loro nome. È questo, in fondo, il primo gesto rivoluzionario.

Twitter @DiegoFusaro

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