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EMERGENZA 24 Maggio Mag 2016 0837 24 maggio 2016

Migranti, la Grecia sgombra il campo di Idomeni

Oltre 400 agenti mobilitati. I profughi verranno ricollocati in nuove strutture. Popolazione stimata di 8.400 persone.

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Una famiglia fatta evacuare dalla polizia greca.

Le autorità greche hanno dato il via all'operazione per sgomberare gradualmente il campo profughi di Idomeni, il più grande del Paese. Il campo è situato al confine con la Macedonia e vi ha trovato rifugio per mesi una popolazione stimata di oltre 8.400 persone, ma che nel suo momento di massima espansione ha toccato le 15 mila unità. L'operazione è cominciata martedì all'alba e ai giornalisti non è stato permesso l'accesso alla zona.
TRASFERITI IN ALTRI CAMPI. Governo e agenti di polizia hanno comunicato che i migranti verranno trasferiti gradualmente verso campi organizzati e allestiti appositamente e nella sola giornata del 24 maggio, 1.500 persone sono state ricollocate. Sin dall'alba 32 pullman hanno iniziato a portar via gli abitanti del campo - soprattutto verso ex capannoni industriali nella zona di Salonicco.
Il portavoce per la crisi dei rifugiati, Giorgos Kyritsis, ha detto che la polizia non userà la forza. Circa 20 unità di polizia anti-sommossa, per un totale di circa 400 agenti, si trovano sul posto per portare a termine l'operazione.
LA CHIUSURA DELLA MACEDONIA. I rifugiati hanno iniziato a concentrarsi a Idomeni quando il governo macedone ha iniziato a limitare gli ingressi ad alcune nazionalità alla fine di novembre 2015. A marzo 2016, il confine è stato chiuso completamente e il campo è diventato l'emblema del fallimento europeo (insieme alla cosiddetta “giungla” di Calais) nella gestione dell'emergenza umanitaria.
TUTTI VOGLIONO RESTARE. Le autorità greche hanno provato per settimane a trasferire la popolazione in altre strutture. Ma molti rifugiati si sono mostrati riluttanti ad andarsene per la speranza di una riapertura della “rotta balcanica”. Come Rezan, siriano, che alla Bbc ha detto che non voleva andarsene, nonostante le condizioni in cui viveva: «Ho preparato la borse. Se non useranno la forza, resterò. Ma se la useranno, me ne andrò, perché sono scappato dalla Siria proprio perché non voglio combattere contro nessuno».
PREOCCUPATI D FINIRE IN CENTRI GOVERNATIVI. Altri hanno sperato di passare con l'aiuto di contrabbandieri, tutti sono preoccupati di finire in centri governativi fatti alla spicciolata che a volte assomigliano più a prigioni che a centri di accoglienza.
Le ong - dalla Croce rossa a Medici senza frontiere hanno confermato che non ci sono state particolari tensioni e hanno auspicato che l'operazione continui così.
In tutto il Paese sono circa 50 mila i rifugiati rimasti bloccati da marzo, quando i Paesi dei Balcani hanno chiuso il corridoio umanitario che porta al centro Europa, alla Germania e agli Stati scandinavi.

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