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MAMBO 24 Maggio Mag 2016 1130 24 maggio 2016

Napolitano non si cossighizzi e stia fuori dalla mischia

Al pari di Renzi, personalizza il referendum. Ma così fa solamente danni.

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Il premier Matteo Renzi con il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Si è offeso Giorgio Napolitano. Dispiace, siamo stati in molti, ma con tanti contrari, suoi supporter quando era al Quirinale.
Si è offeso perché quelli del no al referendum dicono e scrivono che la riforma è contro la Costituzione. Ma non perché colpito dall'asprezza del contrasto, perché la battaglia politica si è fatta scioccamente dura e persino indecente.
Si è offeso 'personalmente'. Questa riforma lui l'ha firmata e quelli del no, criticandola come contraria alla Costituzione, gli hanno procurato una ferita politica e umana. Hai voglia a dire che la personalizzazione della stagione referendaria sta raggiungendo livelli surreali e persino un po' buffi. Ora bisogna stare attenti perché, se non si vota sì, si offende Napolitano.
BASTA PERSONALIZZAZIONI DEL VOTO. Il vecchio presidente - che fa bene, visto che ci crede, a sostenere Rensi e la riforma - farebbe anche bene a non mettere sul piatto della bilancia se stesso per una serie di buone ragioni.
Perché quello referendario è un voto su una legge, quindi né su Renzi né tanto meno su Napolitano. Chi vota ed è di sinistra non può essere costretto a pensare che se vota no fa offendere l'ex inquilino del Colle.
Con tutto il rispetto per l'Emerito sono in gioco tante più cose. Lui che è stato a lungo minoranza nel suo partito precedente, e soprattutto nel congresso di Roma del nuovo Pci occhettiano, quando la nouvelle vague fece fuori tanto 'miglioristi' ed escluse dal vertice tutti, dicesi tutti, i suoi giovani seguaci, dovrebbe sapere che cosa succede in una formazione politica quando la leadership diventa prepotente e personalizzata.
GIORGIO, RICORDI OCCHETTO? Il buon Occhetto liquidò la corrente di Napolitano perché spostò a sinistra l'asse del suo partito. Renzi vorrebbe liquidare la sua sinistra perché la detesta, a meno che gli ex comunisti non si pentano platealmente facendo sottomissione.
Napolitano non può avere atteggiamenti diversi di fronte a circostanze simili.
Tutto questo c'entra col referendum, perché nel voto di ottobre entreranno anche valutazioni politiche e la guardia armata renziana fa sapere che chi si schiera per il no deve dimenticarsi di tornare o di entrare in parlamento.
Chavez era un vero liberale, visto da Firenze.
TANTE BUONE RAGIONI PER VOTARE NO. Io insisto nel voler valutare nel merito e resto convinto che, senza l'impegno a cambiare la riforma e l'Italicum, cose che potrebbero allargare la area del sì, con l'impianto attuale, anche se si offende Napolitano, quelli del no hanno hanno tante buone ragioni.
In ogni caso deve ancora iniziare la primavera, poi verrà l'estate, poi ottobre e Giorgio ha tanto tempo per offendersi personalmente.
Ora lasci stare. Stia fuori dalla mischia, non si 'cossighizzi'.
Tra l'altro Cossiga picconava il potere, non chi non ce l'aveva.

Twitter @giuseppecaldaro

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