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POLITICA 24 Maggio Mag 2016 0800 24 maggio 2016

Radicali: i vertici frenano Emma Bonino

Bonino è pronta a tornare nell’agone radicale. Ma i vertici del partito nicchiano. Pesa la frattura tra giovani dirigenti e militanti storici. Staderini: «Serve unità».

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Emma Bonino è stata la storica compagna delle battaglie politiche di Pannella.

Venerdì era in silenzio davanti alla bara di Marco Pannella, tra i primi nella camera ardente di Montecitorio.
Sabato si trovava in piazza Navona, ai funerali laici, quando si è scagliata contro «alcuni omaggi postumi che puzzano di ipocrisia lontano un miglio».
Domenica è arrivata a Teramo per la sepoltura della salma del leader radicale, accanto alla sua storica compagna, Mirella Paracchini.
Emma Bonino non vedeva Marco Pannella da anni. L’allieva e il maestro non si sono riavvicinati neppure durante la processione d’addio, che ha visto tutta la classe politica italiana (e non solo andare) salutare il vecchio leader radicale nella mansarda di via della Panetteria.
UN RAPPORTO CONFLITTUALE. I due hanno sempre avuto un rapporto conflittuale. I primi screzi nel 1996, quando Pannella le chiese di dimettersi da commissario europeo. Richiesta reiterata quando la Bonino era, prima, ministro del Commercio estero per Prodi e, poi, ministro degli Esteri per Letta.
Chi la conosce dice che dietro questo presenzialismo c’è soprattutto il rammarico di non essersi chiarita con l’uomo più importante della sua vita.
Fatto sta che, al di là dei motivi, l’ex ministro torna al centro della scena radicale. Dalla quale l’ex capo e il suo cerchio magico l’avevano allontanata.
«LA LEADERSHIP NON SI DÀ, SI ESERCITA». Di più, la sua presenza basta da sola a candidarla per la successione di Pannella. Lo dice uno dei pochi radicali che mai le è stato ostile come Marco Cappato.
«La leadership», ha spiegato, «non si dà, si esercita. La sfida non è raccogliere l’eredità di Pannella, perché l'eredità va bene per le cose. Abbiamo un patrimonio di idee da portare avanti come la legalizzazione, la questione del diritto alla giustizia, delle carceri e la questione federalista europea. E su questo c'è una leadership radicale forte con Emma Bonino. Ed Emma si sta attivamente impegnando su questi temi».

Staderini: «Qui non ci sono poltrone da spartire»

Marco Pannella ed Emma Bonino furono protagonisti delle lotte per l'introduzione del divorzio e dell'aborto nell'ordinamento italiano.

Cappato, però, forse parla anche alle altre figure più eminenti e vicine fino alla fine a Pannella: Rita Bernardini, Maurizio Turco, Elisabetta Zamparutti o Sergio D’Elia.
Cioè i principali azionisti della galassia radicale, negli ultimi mesi in posizioni molto dialettiche con il segretario Riccardo Magi. Il quale ha dovuto forzare non poco per presentare una lista in aiuto del candidato del Pd al Campidoglio, Roberto Giacchetti.
BONINO ATTENDE UN CENNO. Proprio alle mosse di tutti questi soggetti guarda la Bonino.
La quale avrebbe detto a chi la conosce bene di attendere gli eventi. Ma sarebbe anche pronta a prendersi le sue responsabilità e tornare ad avere un ruolo più diretto nel partito. Nonostante la malattia, è molto attiva. Ed è pronta a metterci la faccia, come quando ha scritto una mail ai militanti per appoggiare la lista Magi a Roma. Altro gesto non passato inosservato.
Spiega un ex militante, che da un po’ si è allontanato da via di Torre Argentina: «Da anni è in atto una frattura tra gli storici militanti e quelli che un tempo erano i giovani leoni del partito. Gente purtroppo invecchiata all’ombra di Marco. Ma morto lui, non hanno la forza di tenere assieme un mondo tanto variegato, che ha fatto dell’eterogeneità proprio la sua forza».
Gli ultimi giorni avrebbero dimostrato che il gruppo ora alla testa delle varie sigle della galassia radicale rivendica anche di guidare la transizione. Qualcuno ha notato che alle esequie civili di piazza Navona non è stata data la parola a personaggi importanti nella storia radicale come Gianfranco Dell’Alba, un tempo assistente principe di Panella e adesso direttore generale di Confindustria a Bruxelles.
LA FRATTURA TRA VECCHIO E NUOVO. L’ex segretario Mario Staderini dice che «alla fine si deciderà il futuro del partito in base alle idee, non ai personalismi, perché qui non ci sono poltrone da spartire. Stiamo portando in discussione una legge popolare sull’eutanasia, stiamo lavorando sulla legalizzazione delle droghe e sul tentativo di votare la riforma costituzionale su singole parti per evitare il referendum pro o contro Renzi. In passato anche personaggi come Spadaccia, Vecellio e la Bernardini stessa hanno avuto dissidi con Pannella, ma questo non gli ha impedito di restare nel partito».
Eppure la differenza è proprio questa: non c’è più Pannella a fare la sintesi o – storico cruccio radicale – a garantire una copertura mediatica.
Per questo spiega l’ex militante: «Se vogliamo che il partito vada avanti, giovani e vecchi devono sedersi allo stesso tavolo e fare quadrato. E i primi devono avere la pazienza di imparare qualcosa dall’esperienza di personaggi come Spadaccia, Strik Lievers e la Bonino. In quest’ottica Emma, non certo amata come Marco, deve essere una figura di riferimento per tutti».

Twitter @FrrrrrPacifico

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