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CONTAGIO 25 Maggio Mag 2016 0800 25 maggio 2016

Dopo l'Austria, anche la Germania teme l'effetto Hofer

L'exploit della destra austriaca angoscia Merkel. Gli estremisti di AfD, i populisti di Pegida e i neonazisti di Npd avanzano. E crescono le violenze anti-profughi.

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Norbert Hofer, candidato dell'Fpo per le presidenziali austriache.

L'exploit elettorale di Norbert Hofer in Austria ha fatto drizzare le antenne a diversi osservatori in Germania.
L'aspirante presidente sconfitto per un pugno di voti è il leader della destra radicale dell'Fpö: il partito fondato nel 1956 (anche) da veterani nazisti - liberista, anti-clericale, ora anti-europeista e anti-immigrati, in special modo musulmani -, del quale è stato capo anche Jörg Haider, noto per essersi poi staccato e aver guidato una formazione ancora più estremista e razzista (Bzö).
Il bottino sorprendente di voti (48,2% e oltre il 51% se si escludono i voti inviati dall'estero) - che Hofer ha definito un «investimento per il futuro» - è stato subito applaudito dalla leader degli euroscettici tedeschi Alternative für Deutschland (AfD).
LA SVOLTA ESTREMISTA. Frauke Petry è la giovane chimica prestata alla politica, dal volto gentile come Hofer, nella sostanza un personaggio abbastanza sinistro che ha sbaragliato il nucleo di accademici ideologi del movimento che da anni non riuscivano nel salto di popolarità.
I professori non sono stati cacciati: se ne sono andati loro, preso atto della svolta estremista della leader, non a caso una ragazza dell'Est.
Altre leve sono entrate in di AfD e alla maggioranza degli iscritti fa comodo Petry.
NAZI E POPULISTI VICINI. L'accoppiata del ''no Ue'' e ''stranieri raus'' fa avvicinare agli euroscettici tedeschi gli altri due gruppi pericolosi nel Paese.
E cioè i populisti di Pegida (Patrioti europei contro l'islamizzazione dell'occidente), movimento di protesta nato dal basso in modo abbastanza sgangherato che ha assorbito anche diversi simpatizzanti dei Pirati, e l'estrema destra del Partito nazionaldemocratico (Npd), post e neo-nazista, che esiste dal Secondo dopoguerra.

L'Est depresso è ancora molto diffidente verso gli immigrati

Attivisti neo nazisti protestano contro Angela Merkel.

Sia Pegida sia l'Npd (almeno dalla riunificazione) vivono grazie ai voti dell'ex Ddr.
Nell'Est la diffidenza verso gli immigrati è ancora alta e molte zone restano economicamente depresse: nelle periferie urbane e nei comuni più afflitti dalla disoccupazione, dove le bande di naziskin hanno pestato e anche ucciso stranieri e senzatetto, l'estrema destra nazionalista che dagli Anni 70 ha perso seguito nella Germania Occidentale ha sacche di consenso che, alle tornate elettorali del 2004 e del 2006, hanno toccato punte del 9% e del 7%.
Alle ultime Legislative del 2013, comunque, l'Npd ha superato il 3% solo nelle roccaforti della Sassonia e della Turingia, e il 2,5% negli altri bastioni dell'Est in Brandeburgo e della Pomerania.
Un anno dopo, alle Europee, ha conquistato un seggio in parlamento con appena l'1% grazie alla caduta, per dichiarata incostituzionalità, della soglia di sbarramento.
L'EREDITÀ DI HITLER. I Nazionaldemocratici sono nati nel 1964 come eredità del Deutsche Reichspartei, il partito degli hitleriani fondato dai nazisti nel 1948 e abolito nel 1952 da una sentenza della Corte costituzionale perché giudicato un movimento antidemocratico e illegale.
Per la sua storia l'Npd è il partito tedesco più simile al Partito della Libertà austriaco (Fpö) di Hofer e lo è ancora di più, per estremismo e xenofobia, all'ala scissionista di Haider dell'Alleanza per il futuro (Bzö): un movimento per la verità in declino dalla tragica morte dell'ex governatore della Carinzia, oggi allo 0,5% dei consensi.
I ROGHI XENOFOBI. Numerose volte la questione della legittimità dell'Npd è stata portata al vaglio dei giudici in Germania, l'ultima nel 2016, in seguito ai crescenti roghi contro i dormitori per i profughi e alle apologie di Hitler e del nazismo da parte di alcuni suoi leader.
Ma la Corte costituzionale non ha mai ritenuto ci fossero gli estremi per sciogliere il partito.
Al contrario che in Austria, dove prima di Haider l'Fpö aveva stretto coalizioni anche con i socialdemocratici per governare Land, in Germania le formazioni tradizionali di destra radicale non hanno mai attecchito né, di conseguenza, sono entrate nel Bundestag.

L'ala dura della Csu applaude ai muri ungheresi

Ma è rischioso sottovalutare il bacino di voti mobili dell'Npd, campanello d'allarme per diversi fattori.
Intanto la frattura aperta (soprattutto a destra) dalla cancelliera Angela Merkel sui profughi: i cristiano-democratici baveresi (Csu), più conservatori e anche, per influenza, più vicini alle destre austriache e ungheresi, contestano duramente le politiche d'accoglienza del governo di Grande coalizione ed esprimono solidarietà a Vienna e Budapest.
Il governatore della Baviera Horst Seehofer, dell'ala dura della Csu, ha chiesto controlli alla frontiera come al Brennero e applaudito ai muri ungheresi: parte di questo elettorato potrebbe sfuggire di mano anche nell'Ovest della Germania, dove dal 2015 crescono le aggressioni e gli incendi ai centri per richiedenti asilo, e cedere agli slogan populisti e razzisti che riempiono le piazza dell'Est.
PROTESTA VEEMENTE. Il fenomeno più preoccupante è l'incanalarsi del malcontento del movimento esploso, tra il 2014 e il 2015, di Pegida in una sigla più strutturata come Alternative für Deutschland.
Gli autoproclamati patrioti anti-islamici con la roccaforte a Dresda contano, tra i supporter, anche alcuni militanti dell'Npd della Germania Est: con gli attacchi terroristici in Europa, la protesta di Pegida si è fatta sempre più veemente.
Il movimento ha aperto succursali anche all'estero, organizza cortei in tutta la Germania, in Austria, Danimarca, Belgio, Norvegia, ed è anche sospettato di avere avuto dei legami con alcuni attacchi xenofobi, incluso il tentato omicidio, da parte di un estremista di destra, dell'attuale sindaco di Colonia Henriette Reker.
Le aggressioni contro gli stranieri e a sfondo razzista sono più numerose e gravi in Germania che in Austria.
CLIMA DI SCONTRO. Un'escalation: 850 reati registrati (tra i quali 70 roghi appiccati) nel 2015, nel 90% dei casi da parte di gruppi di estrema destra.
Su questo clima incandescente, di manifestazioni e contromanifestazioni anti-naziste e per la solidarietà, soffia ora convinta la leader di Alternative für Deutschland.
Alle Regionali di marzo 2016 Petry ha portato il movimento al record del 30% nella Sassonia Anhalt, al 13% in Renania e soprattutto al 15% nel BadenWürttemberg, con la Baviera lo stato più ricco e conservatore dell'Ovest.
Poi è volata alla festa elettorale dell'Fpö in Austria, sposandone in toto il programma.
Un altro sintomo del virus in espansione dell'effetto Hofer.

Twitter @BarbaraCiolli

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