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COMUNICAZIONE 25 Maggio Mag 2016 1700 25 maggio 2016

Elezioni comunali, la campagna tra Tinder e nudi

Candidati sulle app per incontri. Pure gay. Ma l'allusione al sesso ha lunga storia in politica: dai lati B in bella vista al Partito dell'Amore di Cicciolina e Moana.

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Disinnamoramento nei confronti della politica?
La soluzione c'è: avvicinare i potenziali elettori attraverso canali 'alternativi'.
Non più, o non solo, i soliti Facebook e Twitter, ma anche le chat di incontri hot, mascherati da appuntamenti d'amore come Tinder e Grindr, app dedicate al mondo etero e gay.
CAPPATO 'CI PROVA'. E così sfogliando i profili di Milano è possibile imbattersi nel candidato radicale Marco Cappato.
«Ti piacciono i laici ecologisti federalisti radicali? Scoprimi tutto su Tinder», ha annunciato il consigliere comunale uscente.
Presente, e non potrebbe essere altrimenti essendo radicale ergo libertario, anche su Grindr.

Il profilo Tinder di Marco Cappato.

L'idea è piaciuta anche al bolognese Martelloni

Match o non match (che, per chi non frequentasse l'app, equivale a un like che permette di chattare) l'idea è piaciuta.
Tanto che a Bologna l'ha replicata il candidato sindaco di Coalizione civica Federico Martelloni.
«La gente ha smesso di frequentare la politica perché e disinteressata o sfiduciata. Chi come me si propone di riportare non solo i giovani al voto, ma tutti a occuparsi della cosa pubblica, ha il dovere di andare incontro alle persone», ha scritto su Facebook spiegando la sua scelta.
«UNA INTERAZIONE EASY». «Prevenzione delle Mts, accesso alla contraccezione di emergenza, sessualità consapevole: di tutto questo si può parlare raggiungendo un pubblico nuovo con un linguaggio nuovo. Non c’è motivo per non provarlo. Tutti gli e le abitanti di questa città possono essere raggiunti e coinvolti nel cambiamento, attraverso una interazione easy, liberata da dogmi e liberante di nuove possibilità comunicative. Prendere posizione anche su questi temi fa del privato una questione politica e porta la politica nella sfera del privato. Bologna è sicura se si cura dei desideri e della salute di tutte e tutti».

Il post Fb di Martelloni.


Nessuna chat erotica o appuntamento al buio, sia chiaro. Ma discussioni su programmi e iniziative in filo diretto con il candidato.
Da qui a re-innamorarsi e riappassionarsi della politica ce ne passa: forse è più verosimile che ci si innamori del politico. Ma almeno lo sforzo c'è.
IN USA BANNATO SANDERS. Eppure l'uso elettoral-propagandistico di Tinder non ha avuto fortuna nella patria del privato-che-si-fa-politico e viceversa: gli Usa.
Gli attivisti di Bernie Sanders a febbraio 2016 si sono lanciati nell'app al grido di Feel the Bern.
E non stupisce visto che il candidato socialista alla Casa bianca vada forte tra i millennial, i massimi frequentatori delle chat di incontri.
Ma questa campagna alla californiana Tinder non è andata giù. E così ha bloccato alcuni profili sanderiani marchiandoli come spam.

Anche togliersi la camicia con una mano è un messaggio

Attirare l'elettore con mezzi diciamo non convenzionali, però, è una strategia navigata.
L'ammiccamento, il cuccaggio, il messaggio erotico più o meno esplicito sono stati usati un po' ovunque.
E il nudo è sempre la via maestra.
UNA SFIDA PER IL GAY PRIDE. Anche in questo, il bolognese Martelloni non si è tirato indietro.
E a poche settimane dal voto ha preso parte alla sfida social che consiste nel togliersi la camicia con una sola mano per appoggiare il Gay pride rilanciandola a Gianni Morandi, Angela Baraldi e Immanuel Casto.
Strip sì, ma per una buona causa.

  • Il video in cui Martelloni si toglie la camicia.

Catturare l'attenzione in modo non convenzionale: il lato B

Chi invece non aveva una buona causa, se si esclude quella di essere notato, è Mario Turrini, sconosciuto candidato bolognese con la lista Uniti si Vince in appoggio alla leghista Lucia Bergonzoni.
TUTTI INDIGNATI. Per moltiplicare l'attenzione ai suoi post elettorali ha deciso di sponsorizzarsi con un lato B perfetto.
No, non il suo: quello di una modella.
Scatenando l'indignazione collettiva sui social e non solo. Una pubblicità inaspettata.

L'immagine postata da Turrini su Fb.


IL BIKINI DI BACCHIUDDU. L'idea però non era originale.
Chi non ricorda il post di Paola Bacchiddu a sostegno della lista Tsipras?
Era il 2014 e la capo comunicazione postò a titolo personale una sua foto in bikini con la didascalia: «Ciao. È iniziata la campagna elettorale e io uso qualunque mezzo. Votate L’altra Europa con Tsipras».
In quel caso però la campagna non era fatta col lato B degli altri, ma col proprio.

Il noto post di Paola Bacchiddu per la lista Tispras.


SANTINI, PESARESE A NUDO. E sempre del suo ci ha messo, e prima di Bacchiddu, Massimiliano Santini, candidato a Pesaro con la lista Una citta in Comune a sostegno del piddino Matteo Ricci.
Attaccato sui giornali locali da un anonimo lettore per la sua campagna nature, ha risposto su Facebook: «Preferisco vivere in una città di persone ingegnose e nude piuttosto che in una città grigia, dove c'è chi fa solo dichiarazioni e non ha neanche il coraggio di farsi avanti. Io mi batto per una Pesaro nuda».
La battaglia per la trasparenza, però, non gli ha portato fortuna visto che non è stato eletto.

La risposta social di Santini alla lettera anonima sul Carlino.

Dall'hard alla politica: Cicciolina e Moana

Ilona Staller, in arte Cicciolina, venne eletta deputata nel 1987 con il Partito Radicale.

E poi c'è il capitolo sesso-politica che in Italia ha avuto rappresentanti di prim'ordine: Ilona Staller, Cicciolina, e l'indimenticata Moana Pozzi.
La prima fu eletta nell'87 nelle file dei Radicali con 20 mila preferenze. Tra i punti del personale programma la creazione di parchi dell'amore dove poter consumare senza incorrere in sanzioni.
La sua attrazione per la politica è datata anni prima.
UNGHERIA E LISTA DEL SOLE. Si narra che ancora in Ungheria venne avvicinata nell'albergo di Budapest dove lavorava come cameriera da due personaggi dei servizi segreti che le chiesero di mettere il suo corpo a servizio della Patria.
Lei cambiò Patria, ma in qualche modo 'eseguì' l'ordine. O, meglio, seguì il consiglio.
Nel 1979, infatti, si candidò con la Lista del Sole senza ottenere successo. Lo slogan sui cartelloni? «No all’energia nucleare. Scaldiamoci con il sole e con l’amore», scritto sopra una sua foto che lasciava poco spazio all'immaginazione.
IL PARTITO DELL'AMORE. Con i Radicali andò meglio. Ancora in campagna elettorale disse: «Se non mi eleggeranno, cicciolino Forattini potrà raffigurarmi con una trombetta e scrivere: “Trombata!”».
Cicciolina, che intanto si era assicurata il vitalizio, entrò qualche anno dopo nel Partito dell'Amore (fondato anche dal manager Gianni Schicchi) insieme con la collega Moana, la quale alle Politiche del 1992 ottenne 12.393 preferenze: più di Umberto Bossi, Sergio Garavini di Rifondazione e di Francesco Rutelli senza però entrare in parlamento.
Il primo esperimento, dopo l'Uomo qualunque, di anti-politica.
UNA PASSIONE MAI SPENTA. Ilona non ha abbandonato la passione: prima alle Comunali di Roma del 2013 tornando all'attacco sui parchi dell'amore e poi nel 2015 quando confessò di essere stata contattata da un partito politico.
Lo slogan però l'aveva già pronto: «La pornografia è più pulita della politica perché è capace di mettersi a nudo». E lì si torna: al nudo.

Dalla Danimarca al Belgio: trasparenza di fatto

Il meglio del genere però lo si trova all'estero.
Nel 2015 il danese John Erik Wagner, candidato indipendente a primo ministro, ha tappezzato Copenaghen di manifesti che lo ritraevano nudo, coperto solo da un cinturone da cow boy.

Manifesti elettorali a Copenaghen.


Aveva invece tutto un altro significato la nudità di Yolanda Couceiro Morin, candidata sindaco a Portugalete (Paesi Baschi) per il partito PXL, por la Libertad con las Manos Limpias, insomma il partito Mani pulite.
«I POLITICI CI LASCIANO NUDI». Nel 2015 si è fatta ritrarre come mamma l'ha fatta con lo slogan «los politicos nos dejan en pelotas» (I politici ci lasciano nudi) a coprirle il seno contro la corruzione della politica.

I manifesti di Yolanda Couceiro Morìn.


L'allusione sessuale è stata invece utilizzata provocatoriamente dalla candidata al Senato belga per il partito Nee Tania Dervaux.
Nel 2007 aveva lanciato la sua campagna promettendo - tutto il mondo è Paese - 400 mila nuovi posti di lavoro (Jobs). Che, dopo le tante mail di concittadini non proprio politically correct si sono trasformati in blow Jobs (fellatio).
E così lo slogan è diventato: «Mi dai il tuo voto? Io ti ricambio con il sesso orale».

Il messaggio elettorale della candidata belga.



IL VIZIO DI TOPOLANEK. E infine si è spogliato, questa volta pubblicamente per fini elettorali e non a favore di paparazzo, l'ex premier ceco Mirek Topolanek noto per la sua foto a Villa Certosa completamente al naturale.
Sempre nel 2007 si è fatto ritrarre con alcuni colleghi in costume da bagno.
A 'godere' dell'iniziativa furono i tanti turisti cechi di passaggio in Croazia.
Che dire: Dobro.


Twitter @franzic76

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