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BILANCI 26 Maggio Mag 2016 1000 26 maggio 2016

Partiti in crisi, il tesoretto (furbo) dei think tank

Senza più soldi pubblici, cresce l'attività di associazioni e fondazioni politiche. Che non hanno obblighi di trasparenza. I conti in tasca fatti da Open polis.

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Il tabellone del Senato subito dopo il voto dul decreto per i finanziamenti ai partiti.

Tagli alle spese e ristrutturazioni interne, ma anche ricerca di nuovi finanziatori.
Ecco come reagiscono i partiti italiani al cambio di un sistema che nella Seconda Repubblica (intesa come il periodo che va dal 1994 al 2013) aveva permesso allo Stato di erogare quasi 2 miliardi e mezzo di euro, rendendo i bilanci dipendenti dai contributi pubblici.
Ma con la legge 13/2014 (ultimo atto del governo Letta) il finanziamento diretto ai partiti è stato sostituito dal meccanismo del 2 per 1000.
Le forze politiche non ricevono più un contributo proporzionale ai voti ricevuti, ma basato sulla scelta dei cittadini di destinare o meno una quota dell’Irpef a un partito.
ABOLIZIONE TOTALE NEL 2017. L'abolizione totale del sistema dei rimborsi è prevista per il 2017, ma gli effetti della nuova legge sono già visibili.
Nel dossier “Partiti in crisi” Open polis ha analizzato i bilanci dei sette partiti nazionali più rilevanti (Partito democratico, Forza Italia, Movimento 5 stelle, Lega Nord, Sinistra ecologia e libertà, Fratelli d’Italia e Nuovo centrodestra): «Tra il 2013 e il 2014, in un solo anno, la somma dei loro proventi è scesa del 31%».
Tenendo conto che ogni formazione è soggetta a numerose articolazioni spesso autonome (dai gruppi parlamentari alle strutture territoriali) e che chi finanzia i partiti con contributi sopra la soglia dei 5 mila euro può chiedere che il suo nome non venga pubblicato, i dati dimostrano comunque come ogni partito stia cercando un proprio equilibrio.
FORZA ITALIA, TETTO MALEFICO. Il Pd, per esempio, ha aumentato i contributi da persone giuridiche, Forza Italia ha subìto gli effetti del tetto massimo alle donazioni di privati, mentre nel 2013 Fratelli d’Italia ha ricevuto 800 mila euro di contributi da associazioni e movimenti politici, di cui 750 mila provenienti dal Popolo della libertà a seguito della scissione.

Berlusconiani, che disavanzo: 15,6 milioni nel 2013 e 11,9 nel 2014

Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

Come stanno reagendo i partiti al cambio di paradigma?
Tagliando le spese e riducendo i costi della struttura organizzativa: cosa che ha portato tutte le formazioni a migliorare il risultato di esercizio tra 2013 e 2014.
In entrambi gli anni è Forza Italia quella con il disavanzo maggiore: 15,6 milioni di euro nel 2013 e 11,9 nel 2014.
Di 8 milioni quello della Lega Nord, mentre è leggermente inferiore al milione di euro quello del Nuovo centrodestra di Angelino Alfano.
IL PD TORNA IN ATTIVO. Il Pd dal 2014 è tornato in attivo, passando da un disavanzo di 10,8 milioni di euro a un avanzo di 168 mila euro.
M5s e Sel sono gli unici a essere col ''segno più'' per tutti e due gli esercizi.
«In media sono diminuite le uscite per acquisti di beni e servizi, di circa il 45%, e i contributi ad associazioni (-53,5%)», rileva il dossier.
La spesa complessiva per il personale è aumentata del 10,76% nel 2014, anche in conseguenza del fatto che Forza Italia si è fatta carico dei dipendenti del Pdl.
TAGLI ''NASCOSTI''. «Il dato nasconde comunque i tagli», rileva il rapporto, «perché a crescere sono le uscite per Tfr e trattamenti di quiescenza».
Il Pd ha ridotto del 63,5% le spese in servizi e del 15,5% quelle nel personale. Anche la Lega Nord ha diminuito il costo dei dipendenti del 14,33%.

Le fondazioni e i think tank (opachi) si fanno strada

L'aula della Camera dei deputati.

«Dall’analisi dei bilanci», spiega Open polis, «emerge una tendenza al progressivo svuotamento dei partiti».
Che non sembrano più essere i titolari esclusivi dell’iniziativa politica.
Le fondazioni e i think tank, vicine ai partiti o a loro esponenti, hanno acquisito centralità e non sono sottoposte agli obblighi di trasparenza previsti per le forze politiche.
RIMBORSI AI GRUPPI. Il finanziamento pubblico continua a confluire verso i gruppi parlamentari.
«Ecco perché per ricostruire la relazione tra potere politico e chi lo finanza», sottolinea l’osservatorio, «non si può prescindere dalle analisi su think tank, patrimoni dei singoli parlamentari e bilanci dei gruppi di Camera e Senato».
Le forze politiche pubblicano poi bilanci tra loro molto diversi, sia nelle dimensioni che nei contenuti.
Quello del Movimento 5 stelle, per esempio, presenta un attivo di 200 euro e quasi tutte le voci a zero euro, «possibile segno», spiega l’osservatorio, «che l’attività politica svolta non fa capo alla sola associazione».
NESSUNA RENDICONTAZIONE. D’altronde la legge non obbliga a rendicontare anche le attività economiche svolte da formazioni satelliti.
Il Movimento 5 stelle è anche l’unico soggetto, tra quelli analizzati, a non avere accesso ad alcuna forma di finanziamento pubblico, rimborsi o 2 per 1000.
Gli altri partiti maggiori hanno bilanci molto più pesanti, in termini di entrate e anche di disavanzi.

Per Pd e Fi crescono i contributi dalle persone giuridiche (tra cui le aziende)

Matteo Renzi, segretario del Partito democratico.

Chi finanzia oggi i partiti italiani?
«A fronte di una diminuzione dei contributi dallo Stato», sottolineano gli analisti, «aumenta il peso delle cifre versate da privati, sia cittadini sia imprese».
Cosa resta dei rimborsi elettorali?
Per entrambi gli anni considerati, il Pd ne ha ricevuto la quota maggiore: «Costituivano il 66% dei proventi nel 2013 e il 51% nel 2014».
Il trend vale anche per Lega Nord e Sel.
Nullo l’impatto dei rimborsi su Forza Italia e Nuovo centrodestra, assenti nella scheda elettorale del 2013.
Anche il Movimento 5 stelle non ha ricevuto alcun finanziamento pubblico.
BENE ANCHE NCD E FDI. Dopo la riforma ogni forza politica fa storia a sé: tra 2013 e 2014, il Pd e Forza Italia hanno aumentato i contributi da persone giuridiche, tra cui rientrano le aziende.
Ne ricevono di più Ncd (23,9%), Fi (13%), Fdi (8,6%).
In vista dell’abolizione progressiva dei rimborsi, anche per il Pd aumenta - e non di poco - questo tipo di introiti: erano appena lo 0,44% delle entrate nel 2013 (pari a 165 mila euro), sono saliti al 3,65% nel 2014 (quasi un milione di euro).
SEL, SOLDI DALLE PERSONE FISICHE. In entrambi gli anni, M5s e Sel non hanno ricevuto finanziamenti da persone giuridiche. Sel ha incrementato le donazioni da persone fisiche, che nel 2014 costituiscono oltre la metà dei proventi delle attività di partito (51%).
Ma tutti i partiti hanno visto aumentare questa quota. L’eccezione è Forza Italia, «che nel 2013», ricorda Open polis, «ha costruito il suo bilancio attorno ai 15 milioni di euro versati da Silvio Berlusconi».
Operazione diventata «giuridicamente impossibile l’anno successivo perché la legge 13/2014 ha introdotto un tetto di 100 mila euro alle donazioni».
Tra 2013 e 2014 i contributi da persone fisiche per Forza Italia sono così diminuiti dell’83,65%.
M5S, APPENA 200 EURO. Le iscrizioni dei sostenitori, invece, sono il 100% delle entrate del Movimento 5 stelle, ma il dato è poco significativo trattandosi appena di 200 euro.
Circa metà delle entrate delle formazioni di Berlusconi e Alfano derivano dalle quote associative (44% per Fi, 51% per Ncd).
Per Fdi è aumentato il peso delle quote d’iscrizione sulle entrate del partito, passando dal 6 al 31%. Al contrario, per Sel risulta dimezzato: dal 18 al 9%.

Solo dem e leghisti hanno delle società partecipate

Matteo Salvini, leader della Lega Nord.

Per legge i partiti devono pubblicare anche i dati relativi alle loro aziende partecipate, «ma dei sette analizzati solo due si avvalgono di società strumentali alla loro attività».
Si tratta di Pd e Lega.
Quello di Matteo Salvini è il partito con le partecipazioni più consistenti in aziende.
«Possiede la quasi totalità di Pontida Fin srl (società strumentale alla gestione del patrimonio immobiliare) e Fin Group srl (che serve a gestire vecchie partecipate oggi in liquidazione)», riporta Open polis.
EVENTI E FESTE. Il Pd possiede invece “Eventi Italia Feste e Eventi Italia Servizi” funzionali all’organizzazione delle manifestazioni e delle feste.
«Accanto a queste», si spiega del dossier, «troviamo Eyu srl, orientata sulla parte editoriale, e Eventi Italia srl, in liquidazione».
Forza Italia, dopo la dismissione della Tv della libertà non ha più aziende partecipate, così come tutti gli altri soggetti politici analizzati.
DEPOSITI MILIONARI. Pd e Lega sono i partiti con i depositi bancari più consistenti: rispettivamente 8 e 4 milioni di euro. Le cifre, in denaro o valori, contenute nelle casse dei partiti non sono considerevoli.
Fatta eccezione per la Lega Nord. Il Carroccio, negli anni considerati, detiene un totale di circa un milione di euro, con un calo di circa 100 mila euro tra 2013 e 2014. Tutti gli altri partiti custodiscono cifre irrisorie.

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