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POLEMICA 26 Maggio Mag 2016 1949 26 maggio 2016

Selmayr, l'attacco ai populisti imbarazza l'Ue

Il capo di gabinetto di Juncker accomuna Grillo, Le Pen, Trump e Johnson. E finisce nel mirino di M5s e web.

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da Bruxelles

Chi di populismo ferisce, di populismo perisce. È quello che è successo al capo di gabinetto del presidente della Commissione europea, Martin Selmayr.
Il funzionario tedesco, reduce da uno scontro avvenuto dietro le quinte con il governo italiano qualche mese fa quando criticò la mancanza di un interlocutore a Roma, non rinuncia a fare polemica ed esporsi in prima persona.
L'ATTACCO A GRILLO & CO. Questa volta è attraverso il suo account ufficiale Twitter che ha sferzato un attacco ai leader di alcuni partiti euroscettici.
Il 26 maggio, dal summit del G7 in corso a Iso-Shima, in Giappone, il braccio destro di Juncker ha twittato: «#G7 2017 con Trump, Le Pen, Boris Johnson, Beppe Grillo? Uno scenario d'orrore che mostra bene perché vale la pena di combattere il populismo. Con Juncker».

Lo scenario d'orrore: Trump, Grillo, Le Pen e Johnson al G7

Un tweet che ha subito scatenato l'ira dei grillini: «Con Juncker 122 milioni di poveri, 26 milioni di disoccupati, un paradiso per le lobby e per scandali fiscali», è la risposta che si legge sull'account ufficiale del M5S Europa.
JUNCKER NEL MIRINO. A Bruxelles, a chiedere conto della frase scritta dal capo di gabinetto di Juncker sono stati alcuni giornalisti che, durante il tradizionale briefing di mezzogiorno della Commissione europea, hanno domandato al portavoce Alexander Winterstein se il tweet di Selmayr fosse da considerare un'opinione personale o un pensiero del presidente Juncker riportato dal suo capo di gabinetto.
«È nota la posizione del presidente sul populismo», si è limitato a rispondere il portavoce. «Nessun Paese dell'Ue, da solo, ha il peso, né politicamente né economicamente, per affrontare le sfide globali che sono davanti a noi», ha concluso Winterstein.
IMBARAZZO IN COMMISSIONE. Ma per ora, più che di sfide globali, la Commissione si deve occupare di sfide individuali. Quelle lanciate da Selmayr.
Mettendo infatti sullo stesso piano in un possibile «scenario d'orrore» il leader del M5s Grillo, l'ex sindaco di Londra Boris Johnson, leader del fronte del 'no' all'Ue nel Partito conservatore britannico, e due politici di estrema destra, il candidato alla 'nomination' repubblicana per le elezioni presidenziali americane Donald Trump e la leader del Front National francese Marine Le Pen, Selmayr ha provocato grande imbarazzo all'interno della stessa Commissione.
FURIA M5S. Per quanto lui specifichi di «twittare a titolo personale», sul suo profilo si presenta al pubblico come «Head of cabinet of Jean-Claude Juncker, president of the European Commission».
Ed è proprio Juncker che è stato attaccato ora dagli europarlamentari grillini per quel tweet.
Marco Zanni parla di «tipica faccia da burocrate non eletto», Marco Affronte sottolinea che «quello che viene chiamato populismo in realtà è democrazia». Fabio Massimo Castaldo scrive di «massacro di cittadini europei con austerità e grazie alla protezione degli evasori fiscali».

Lo scenario di Selmayr? Non è realizzabile

Ma le reazioni in Rete non sono arrivate solo dai politici dei partiti chiamati in causa da Selmayr: c'è chi ha criticato l'accostamento tra i vari possibili leader populisti, anche perché irrealizzabile.
In Italia per esempio le elezioni sono previste nel 2018, quindi a meno che non ci sia una crisi di governo, al G7 del 2017 ci sarà ancora Renzi, e non Grillo, che tra l'altro è ineleggibile a causa di una condanna penale.
«ALMENO BORIS È STATO ELETTO». C'è poi chi difende Johnson, che 10 giorni fa aveva paragonato il tentativo attribuito all'Ue di creare un «super Stato europeo» a progetti simili che secondo lui volevano attuare, con altri metodi e con esiti tragici, Napoleone e Hitler.
Una battuta non gradita a Selmayr che ha deciso di includerlo nel tweet. Ma a difendere l'ex sindaco di Londra sono stati in tanti: «Che razza di insulto», è la risposta a Selmayr di un utente Twitter, Matt57, «almeno Boris è stato eletto a differenza del presidente Juncker, Tusk eSchulz. #VoteLeave».
LE SPINTE EUROSCETTICHE. Insomma, combattere il populismo facendo populismo non sembra portare risultati, soprattutto quando è proprio dentro le istituzioni comunitarie che si alimentano le spinte euroscettiche con iniziative alquanto discutibili.
Come quella presentata ad aprile da alcuni eurodeputati di tre diversi gruppi parlamentari (Ecr, Ppe ed S&D) che hanno invitato la Commissione europea a istituire la 'Giornata europea della cravatta'.
«Con tutti i problemi che ha questa Europa, con tutto le emergenze che ci sono da risolvere, alcuni eurodeputati hanno davvero pensato a istituire una Giornata della cravatta. Questi colleghi impegnano così il loro tempo pagato con i soldi dei cittadini?», ha commentato Affronte del Movimento 5 Stelle, che ha denunciato l'inutilità di un'iniziativa che rischia davvero di alimentare i populismi e la sfiducia verso l'Unione europea.

Twitter @antodem

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