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CENTRODESTRA 27 Maggio Mag 2016 1700 27 maggio 2016

Parisi, gli intrecci (poco limpidi) con la Liguria

Da Genova arriva Della Bianca. Rinviata a giudizio per le spese pazze in Regione. E la Enrico, ex spalla di Giannino. Sulle liste pesa la longa manus di Sciaboletta.

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Stefano Parisi.

Esiste un curioso fil rouge che avvicina ancor di più Lombardia e Liguria.
Sull’asse Milano-Genova si snodano incroci in una sorta d’immaginaria e trafficata autostrada della politica.
Se l'attuale governatore della Liguria Giovanni Toti ha lasciato Segrate, dove era contemporaneamente direttore del Tg4 (in sostituzione del licenziato Emilio Fede) e di Studio Aperto per abbracciare la carriera politica propostagli da Silvio Berlusconi, percorso contrario, invece, è stato disegnato da Francesca Balzani.
DA VINCENZI A PISAPIA. Genovese doc, già assessore al Bilancio nella giunta presieduta da Marta Vincenzi, un’esperienza al parlamento europeo prima di ricoprire l’incarico di assessore al Bilancio e vicesindaco, a Milano, fortemente voluta da Giuliano Pisapia.
Il quale, peraltro, l’ha sostenuta senza esitazione durante le Primarie del centrosinistra (perse) contro il favorito Giuseppe Sala.
FIDANZA CON TOTI. Verso la “Superba”, viaggia, attualmente, la carriera politica di Carlo Fidanza.
Il giovane di Fratelli d’Italia, ex europarlamentare, uomo con cui Giorgia Meloni vorrebbe rottamare (e rifondare) il partito all’ombra del Duomo per toglierlo dalla sfera d’influenza dei fratelli La Russa, è stato scelto da Toti quale commissario straordinario dell’agenzia “In Liguria”.
L’obiettivo? Riorganizzare il settore del turismo - non solo balneare, ma anche sportivo e culturale - strategico per la regione.
Una nomina che garantisce a Fidanza un compenso di 78 mila euro (lordi) annui.
La stessa cifra appostata in bilancio per il suo predecessore. È bene ricordare che il politico di Fdi è impegnato da tempo sui temi che riguardano il turismo tanto da risultare, in Europa, uno dei paladini contro la direttiva Bolkestein, che permette a tutti gli operatori dei Paesi dell'Unione europea di partecipare ai bandi pubblici per l’assegnazione delle concessioni demaniali.
PARISI ALLA LIGURE. Anche Stefano Parisi, candidato sindaco del centrodestra a Milano, strizza l’occhio alla Lanterna.
Collaborano, all’interno dello staff della lista civica che porta il suo nome, due figure con chiare radici liguri: Raffaella Della Bianca e Silvia Enrico.

Della Bianca, dalle spese pazze allo staff del candidato milanese

Raffaella Della Bianca.

Della Bianca, molto vicina a Claudio Scajola, ha una lunga carriera istituzionale strettamente connessa a Forza Italia, grazie alla quale è stata eletta in Consiglio comunale, provinciale e poi regionale (anche se sotto la sigla del Popolo della libertà).
Al momento è la prima dei non eletti (sempre in Regione Liguria) per gli azzurri berlusconiani.
Un piede a Milano, dice a Lettera43.it, l’ha sempre avuto, complice il lavoro del marito.
Da un anno circa ha lasciato Genova inseguita da una brutta storia di “spese pazze” - per cui è stata rinviata a giudizio insieme ad altri 22 colleghi (il processo è previsto per giugno 2016) - sostenute con i soldi dei gruppi regionali tra il 2010 e il 2012.
CONTESTATI 930 EURO. A Della Bianca (al tempo nel Gruppo misto dopo aver abbandonato il Pdl) vengono contestati 930 euro spesi al negozio di gioielli “Funny Shop” nel dicembre del 2011.
Cinque paia d’orecchini, 10 bracciali e cinque collane.
Davanti ai magistrati si è difesa dicendo che gli acquisti erano «spese di rappresentanza» richieste da Luigi Morgillo (ai tempi collega di partito).
Inoltre sono state rilevate, durante l’indagine, delle anomalie riguardanti alcuni viaggi verso Roma.
«SONO MOLTO SERENA». Spostamenti che Della Bianca giustifica così a L43: «Sono tutte spese documentate e riguardano missioni istituzionali, non certo vacanze. Sono molto serena sulla questione. Una persona che ricopre il ruolo di consigliere regionale fa anche politica, quindi è normale che partecipi a delle riunioni fuori sede. Tra l’altro conservo tutti i biglietti del treno di seconda classe...».
Il desiderio di sostenere Parisi, nonostante la stessa provenienza socialista, ammette che è casuale, nato dopo un confronto con alcuni amici milanesi.

Enrico, la ex guida del partito di Giannino

Silvia Enrico, avvocato e cofondatrice di Fermare il declino.

Meno chiacchierata la seconda figura femminile.
Si tratta dell’avvocato Silvia Enrico, classe 1976, nata ad Albenga, balzata agli onori delle cronache per aver guidato il movimento “Fare per fermare il declino” dopo le dimissioni di Oscar Giannino, a causa della vicenda dei “titoli di studio fasulli” che ha investito il noto giornalista.
Per Parisi l’avvocato Enrico è stata incaricata del ruolo delicato (Fratelli d’Italia docet) di delegato della lista civica, sia per Palazzo Marino sia per i Municipi.
DOPPIA MORALE. Parisi, è noto, ha imposto agli alleati liste pulite e inattaccabili (nonostante qualche macchia), motivo per cui è stato impedito a CasaPound (poi accasatasi col candidato Nicolò Mardegan) di inserire tra le scelte della Lega Nord due indipendenti legati a ''Sovranità''.
Un’intransigenza venuta meno, evidentemente, con i collaboratori che lo sostengono.
Perché, al di là del rinvio a giudizio in capo a Raffaella Della Bianca, nel team dell’ex direttore generale di Palazzo Marino figura anche la bresciana Silvana Mura, tra i fondatori dell’Italia dei valori, esclusa da Antonio Ingroia (ai tempi di “Rivoluzione civile”) dalle liste alla Camera poiché indagata in una vicenda relativa alla titolarità di un dominio internet collegato al nome di Di Pietro.
LONGA MANUS DI SCAJOLA. In tutti questi intrecci è interessante notare come spesso ricorra la longa manus di Claudio Scajola, guarda caso ligure di Imperia, che non si limita alla presenza tra i “parisiani” della sola Raffaella Della Bianca.
Un ruolo molto delicato è stato, per esempio, delegato ad Andrea Orsini, uno dei “responsabili” a sostegno del IV governo Berlusconi.
In gioventù ghostwriter dell’ex ministro dello Sviluppo economico, ex deputato di Forza Italia ed ex deputato Pdl è, insieme con Carlo Masseroli, (già assessore all’Urbanistica di area ciellina con Letizia Moratti e in predicato di diventare city manager in caso di vittoria del centrodestra), colui che ha elaborato il programma dell’ex amministratore delegato di Fastweb.
COME RIENTRARE IN GIOCO. Masseroli, per la cronaca, è lo stesso che nel marzo del 2013 disse dopo le sue dimissioni: «Oggi interrompo la mia attività consiliare dopo 12 anni, ma il politico non è un mestiere che si è obbligati a fare per tutta la vita».
Infatti gli va riconosciuta la coerenza di non essersi candidato. Tuttavia, alla politica, potrebbe chiedere di rientrare in gioco passando da altri lidi.
Per scoprirlo bisogna attendere il probabile ballottaggio tra Sala e Parisi.


Twitter @_MagliaNera_

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