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CONFLITTI 27 Maggio Mag 2016 1706 27 maggio 2016

Siria, Msf: «100 mila civili intrappolati tra Isis e Turchia»

La popolazione a Nord di Aleppo, in fuga dalla nuova avanzata dello Stato islamico, bloccata al confine turco. Continua l'offensiva curdo-arabo-americana su Raqqa. Ankara: «Inaccettabile Usa insieme a nostri nemici».

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Circa 100 mila persone sono intrappolate tra il confine turco e le linee del fronte in Siria, a seguito della nuova avanzata dell'Isis a Nord di Aleppo.
Lo sostiene l'ong Medici senza Frontiere (Msf), citata dai media turchi.
Secondo Human Rights Watch (Hrw), i civili bloccati al confine turco-siriano, quasi totalmente chiuso da circa un anno, potrebbero essere fino a 165 mila.
AVANZATA ISIS A NORD DI ALEPPO. La nuova avanzata dell'Isis a Nord della metropoli siriana era stata segnalata dall'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), secondo cui i jihadisti si sono avvicinati per la prima volta alla zona controllata dai curdi nel distretto di Afrin.
L'avanzata dello Stato islamico va a scapito delle milizie arabe filo-turche, ora strette tra jihadisti e curdi attorno al distretto di Marea.
Fonti locali affermano che anche le milizie curdo-siriane sono ora in massima allerta per l'avanzata dello Stato islamico a ridosso dell'area da loro controllata.

La mappa di Siria e Iraq. In nero, le zone controllate dall'Isis, in marrone quelle dove riceve supporto dalla popolazione e in rosso quelle dove si stanno svolgendo combattenti (Fonte: Isw).


Circa 150 chilometri più ad Est, le forze curdo-arabe appoggiate dagli Usa sono invece al quarto giorno di un'offensiva per conquistare Raqqa, la 'capitale' dell'Isis nel Paese.
LENTA AVANZATA VERSO RAQQA. Sempre l'Ondus afferma che le Forze democratiche siriane, una coalizione di cui fanno parte gruppi arabi e curdi dell'Ypg, sono riuscite finora ad avanzare per 5 chilometri a partire dalla cittadina di Ayn Issa, una cinquantina di chilometri a nord di Raqqa, che già era nelle loro mani.
Giovedì 26, sono state pubblicate alcune foto di Special Operations Forces americane con la bandiera Usa cucita sulle uniformi. I soldati sono armati di fucili Mk47 e indossano equipaggiamento inequivocabilmente americano.

Soldati Usa in Siria (Fonte: Afp).

La conferma della presenza di truppe statunitensi in prima linea ha suscitato alcuni dubbi sulle dichiarazioni, a lungo ripetute delle autorità di Washington. Pentagono e Casa Bianca hanno sempre sostenuto che la presenza di soldati si sarebbe limitata esclusivamente alle retrovie, da dove avrebbero dovuto dare assistenza logistica e strategica alle truppe arabo-curde.
LE PROTESTE DI ANKARA. Retrovie o prima linea, a poco è interessato ad Ankara, irritata dal fatto che le Special Forces abbiano cucito le bandiere dell'Ypg (le unità combattenti curde in Siria, alleate del Pkk) sulle uniformia. è 'inaccettabile' per la Turchia e costituisce 'un doppio standard e un'ipocrisia' di 'un Paese alleato', ha detto il ministro degli Esteri di Ankara, Mevlut Cavusoglu.
La Turchia, diversamente dagli Usa, considera l'Ypg un'organizzazione terroristica.
300 MILA IN FUGA DA RAQQA. Una decina tra villaggi e fattorie sono stati conquistati dalle forze anti-Isis, grazie anche alla copertura della Coalizione internazionale a guida americana che ha effettuato non meno di 150 raid aerei. La stessa fonte parla di almeno 30 uccisi tra le file dello Stato islamico e di perdite non quantificate per l'alleanza curdo-araba.
Mentre le notizie dell'avanzata si fanno più pressanti, quasi 300 mila persone hanno deciso di fuggire dalla roccaforte dell'Isis in Siria.
Lo riporta l'agenzia statale turca Anadolu, citando fonti locali. I civili starebbero fuggendo verso le zone di Bab, Manbij, Jarabulus e Cobanbey a nord di Aleppo e Deir el Zor a Sud.

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