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VOTO 27 Maggio Mag 2016 1957 27 maggio 2016

Spagna, Podemos si avvicina a Rajoy nei sondaggi

Dopo l'alleanza con Izquierda Unida, il leader Pablo Iglesias supera i socialisti di Sanchez e ottiene il secondo posto nelle rilevazioni pre voto. Ma il Pp è ancora il primo partito.

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Il premier Mariano Rajoy, a sinistra, con Pablo Iglesias, leader di Podemos.

A Pablo Iglesias restano 30 giorni, fino alle elezioni politiche spagnole del 26 giugno, per tentare «l'assalto al cielo», conquistare la poltrona di primo ministro della Spagna.
I sondaggi danno al leader di Podemos, ora alleato a Izquierda Unida, buone probabilità di riuscire lo storico sorpasso sul Psoe di Pedro Sanchez, diventando il nuovo partito egemone della sinistra spagnola e il rivale più pericoloso per il premier uscente, il popolare Mariano Rajoy.
«Il cielo non si conquista con il consenso, si prende d'assalto», ha teorizzato il professore con il codino fondando Podemos due anni fa.
FINE DEL BIPARTITISMO. A sei mesi dalle politiche del 20 dicembre che hanno eletto un parlamento ingovernabile, per la prima volta nella nuova Spagna del dopo-dittatura e post bipartitismo Pp-Psoe, Iglesisas non si sente più un outsider ma un possibile nuovo Alexis Tsipras iberico.
L'ultimo sondaggio Metroscopia ha confermato il primo posto nelle intenzioni di voto del Pp di Rajoy, al 29,9% contro il 28,7% del 20 dicembre. Ma ha anche registrato la forte spinta di 'Unidos Podemos', l'alleanza fra Iglesias e Izquierda Unida, salito al 23,2%, tre punti sopra il Psoe, al 20,2%.
SORPASSO SUL PSOE. A dicembre i socialisti erano arrivati secondi con il 22% davanti a Podemos al 20,7% e Ciudadanos di Albert Rivera al 13,9% (ora 15,5% per Metroscopia). Spinto dai sondaggi, Podemos «cerca di consolidare il profilo presidenziale di Iglesias» scrive oggi El Pais. I premier in Spagna sono 'presidenti del governo'.
Il leader 'viola', da qui al 26 giugno, cercherà di abbassare i toni, difendendo il suo progetto come unica alternativa al Pp di Rajoy e ai 'piani della elite'.
LA STRADA DI SYRIZA. Come Syriza in Grecia con il 'vecchio' Pasok, Podemos punta a prendere il posto del partito socialista come forza egemone della sinistra. Iglesias ha già offerto, se vincerà, la poltrona di vicepremier al leader Psoe, in un governo di coalizione. Per i socialisti, e soprattutto per il leader Pedro Sanchez, dopo il fallimento del tentativo di ottenere l'investitura a premier in febbraio, è quasi una lotta per la sopravvivenza. Se ci sarà il sorpasso, Sanchez sarà probabilmente sostituito alla guida Psoe dalla potente presidente dell'Andalusia Susana Diaz. Ma fra Iglesias e la Moncloa resta ancora un ostacolo e non da poco.
RAJOY ANCORA PRIMO. L'inaffondabile Mariano Rajoy, dato più volte per politicamente spacciato negli ultimi mesi di crisi politica, ma che i sondaggi confermano come il leader del sempre primo partito spagnolo. Vincitore per di più, con grande sangue freddo, del braccio di ferro politico degli ultimi sei mesi. Molto dipenderà nel dopo 16 giugno dal risultato dei centristi di Ciudadanos, possibile alleato di governo 'naturale' del Pp. Se insieme avranno o meno la maggioranza assoluta di 176 deputati necessaria per governare e fermare una alternativa di sinistra. Dopo il 20 dicembre, in assenza di maggioranze di centrodestra o sinistra nel Congresso, Rivera aveva tentato una alleanza con il Psoe. Però naufragata per i veti incrociati di Rajoy e Iglesias.

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