Marò Pinotti Girone 160528202114
FACCIAMOCI SENTIRE 30 Maggio Mag 2016 1103 30 maggio 2016

Smettiamola di denigrarci, il caso Girone insegna

Le parole del marò, la gestione dei migranti, la finale Champions: l'Italia fa un figurone.

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L'abbraccio tra Salvatore Girone e il ministro della Difesa Roberta Pinotti.

Finalmente anche Salvatore Girone è in Italia.
Non ancora in modo definitivo poiché l’India ha solo accettato di eseguire quanto imposto dai giudici della Corte Internazionale dell’Aia, ossia che il fuciliere di Marina dovesse rientrare nel nostro Paese per attendere in patria che lo stesso tribunale decida quale Stato avrà il diritto di aprire un processo contro di lui e contro l’altro marò Massimiliano Latorre.
Latorre è già da qualche tempo in Italia per ragioni di salute.
Il loro attuale soggiorno con le rispettive famiglie è quindi soggetto a tutta una serie di vincoli che ne limitano la totale libertà di movimento.
La loro odissea giudiziaria non è ancora finita, ma è comunque estremamente positivo che in questo momento entrambi siano a casa.
NIENTE STRUMENTALIZZAZIONI. Non entro nel merito della vicenda e spero che anche i politici di ogni partito rispettino il dramma di questi due marò evitando di appropriarsi della loro storia a puri fini elettorali.
L’occasione è ghiotta stante la vicinanza del 5 giugno 2016, primo turno delle elezioni amministrative.
Con tutto il rispetto che si deve ai due militari e alle loro famiglie, speriamo anche che tra le restrizioni per la permanenza in Italia ci sia soprattutto quella di non poter partecipare ai soliti talk show televisivi.
In ogni caso quello che mi preme sottolineare in questa (triste) vicenda è la cosa che più mi ha colpito del ritorno di Girone.
Una delle sue prime dichiarazioni è stata: «L’Italia è bella, amo l’Italia, ringrazio tutti, siamo un bel popolo».
Sentirlo dire da un fuciliere di Marina che è stato per più di quattro anni in India sostanzialmente prigioniero delle autorità locali (insieme al collega Latorre), con una vicenda giudiziaria che è ancora lontana dalla conclusione e considerando che buona parte degli italiani considerava (e considera) che le nostre autorità non abbiano tutelato adeguatamente i due militari è un bel segnale e lascerebbe intendere che la loro percezione non è affatto quella di essere stati abbandonati.
PERCEZIONE DISTORTA. Chissà se adesso alcuni scopriranno che l’Italia è realmente migliore di quella che percepiamo grazie anche al contributo dei media che si sentono a proprio agio solo quando possono parlare in negativo.
Anche io sono convinto che l’Italia sia bella e che siamo un bel popolo e che quindi andrebbe amata più di quanto riusciamo a fare, ma è più facile essere apprezzati all’estero che da noi stessi.
Gli stranieri che hanno visitato l’Expo se ne sono andati entusiasti, segno che almeno da un punto di vista organizzativo, pur essendo arrivati (come al solito) all’ultimo momento, ce l’abbiamo fatta.
Con milioni di visitatori da moltissime parti del mondo non sono volati neanche due schiaffi a conferma che, quando si vuole, anche sul tema della sicurezza sapremmo cosa fare.
Per evitare ogni malinteso lungi da me l’idea di fare qualunque riferimento a uno dei due candidati sindaci di Milano.
FINALE CHAMPIONS PERFETTA. Rimanendo su Milano il 28 maggio a San Siro 180 milioni di persone via etere e 80 mila direttamente allo stadio hanno potuto assistere alla finale di Champions league tra Real Madrid e Atletico Madrid.
Tutto è filato via alla perfezione e sia l’immagine di Milano sia dell’Italia più in generale ne hanno avuto un ritorno positivo.
Ai recenti campionati europei di nuoto abbiamo collezionato 32 medaglie, ma preferiamo continuare a lamentarci della scarsità delle piscine piuttosto che gioire dei nostri successi.
Dettagli, dirà il lettore. I problemi sono altri.
CHE LAVORO CON I MIGRANTI. Bene, il nostro Paese sta sopportando uno sforzo sovraumano per far fronte ogni giorno a flussi migratori sempre più importanti.
A tutti coloro che hanno formule magiche per risolvere il problema in 24 ore consiglierei di pensare solo per un momento a quanti lavorano quotidianamente e in modo indefesso per salvare centinaia di vite umane.
Mi sembra che questo impegno inizi a esserci riconosciuto anche da quei Paesi che ci criticavano in modo feroce perché toccati solo marginalmente dal fenomeno.
Chi non dimentica mai il contributo di queste persone è solo il Santo Padre (forse perché risiede in Vaticano).
Io credo che il nostro Paese, pur con tanti problemi da risolvere, non sia messo peggio di tanti altri considerati più blasonati.
GLI ALTRI COME SE LA PASSANO? Se negli Stati Uniti tutto funzionasse benissimo uno come Donald Trump non sarebbe così popolare. E lo stesso dicasi per la Francia non tanto con riferimento a Marine Le Pen, ma ai disagi sociali che la stanno interessando dopo la riforma del lavoro.
In Spagna si ritorna alle elezioni il 26 giugno 2016, in quanto tutti i tentativi di trovare un’intesa tra i principali partiti usciti dalle elezioni di sei prima sono naufragati.
Il Belgio, che qualche anno fa veniva additato come modello di federalismo “funzionante”, ha le sue gatte da pelare e lo stesso Bric (Brasile, Russia, India e Cina), che rappresentava l’eldorado del terzo millennio per ragioni diverse, non se la passa più così bene come poteva sembrare.
Il tema che molti dimenticano è che stiamo attraversando la più grande crisi mondiale dal 1929 a oggi e con la globalizzazione il mondo non è stato ancora in grado di trovare nuove élite che siano capaci di gestirla.
VA DI MODA SOLO ESSERE “CONTRO”. Capisco che oggi vada di moda solo chi è “contro”, ma un’analisi più approfondita dovrebbe consentirci di apprezzare almeno un po’ di più questo nostro Paese.
Per questo ringrazio Salvatore Girone per la sua dichiarazione: «L’Italia è bella, amo l’Italia, ringrazio tutti, siamo un bel popolo». Proviamo a ripartire da qui.

Twitter @FrancoMoscetti

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