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PROTESTE 31 Maggio Mag 2016 1958 31 maggio 2016

Istanbul, Gezi park blindato a tre anni dalle proteste

Piazza Taksim transennata in occasione della manifestazione in memoria delle dimostrazioni del 2013. La stretta di Erdogan sempre più forte.

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Piazza Taksim transennata.

Un anniversario ad alta tensione. Per evitare che i manifestanti di Gezi Park tornassero 'a casa', celebrando nell'area verde al centro di Istanbul i tre anni dall'inizio delle proteste che la salvarono, la Turchia ha deciso di sbarrare l'accesso a piazza Taksim con centinaia di agenti in assetto antisommossa.
Un muro di poliziotti e mezzi blindati che martedì pomeriggio hanno bloccato il corteo di alcune centinaia di manifestanti che attraverso viale Istikal, l'arteria pedonale cuore dello shopping, volevano dirigersi verso Taksim.
3 ANNI FA MILIONI DI PERSONE. Intorno all'ora di pranzo, Gezi Park era già stato sgomberato da famiglie e turisti di passaggio e circondato da un muro di transenne, protetto dagli agenti e dai Toma, i cannoni ad acqua diventati famosi proprio per il loro uso massiccio durante la repressione delle proteste di 3 anni fa, che in tutta la Turchia portarono in piazza circa 3 milioni di persone contro il presidente Recep Tayyip Erdogan e il suo sistema di potere.
Tra i timori per il pugno duro 'annunciato' della polizia e quelli per i rischi di attentati terroristici contro le manifestazioni di piazza, come avvenne lo scorso ottobre contro i curdi alla stazione di Ankara, al corteo non sono giunte le folle oceaniche che avevano segnato le proteste in passato.
IN CORTEO OPPOSIZIONI E ATTIVISTI. In prima fila, gli organizzatori storici della 'resistenza' contro il progetto di pedonalizzazione di piazza Taksim, che prevedeva la distruzione del parco per sostituirlo con un centro commerciale in stile neo-ottomano. In piazza con loro sono scesi anche alcuni deputati dei partiti di opposizione. Di fronte al muro di polizia, i manifestanti hanno letto il loro messaggio alla stampa, promettendo di continuare la lotta.
ERDOGAN SEMPRE PIÙ RIGIDO. La Turchia di Erdogan, sempre più rigida con le manifestazioni di dissenso, non ha concesso di più. «Taksim è ovunque, la resistenza è ovunque», scandivano al corteo, rievocando i cori diventati un leitmotiv durante quella rovente fine primavera del 2013. Tra bandiere della sinistra extraparlamentare e quelle del movimento lgbt, vessilli di gruppi ambientalisti e ragazzi con la chitarra in mano, un distillato dello spirito eterogeneo delle proteste di 3 anni fa.
Poi, il ricordo delle vittime dei giorni di Gezi, citate e applaudite una per una.

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