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CASO 31 Maggio Mag 2016 1540 31 maggio 2016

M5s Roma, Raggi cancella i diritti Lgbt dal programma

Lotta alla transomofobia e al bullismo? Eliminata dall'agenda elettorale definitiva. E nessuno se ne assume la responsabilità.

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Virginia Raggi.

Le parole gay, lesbica, bisessuale, trans? Lotta alla transfobia e all'omofobia? Meglio evitare.
Soprattutto in campagna elettorale.
Specialmente a Roma, dove per qualunque candidato sindaco il peso d'Oltretevere si avverte eccome.
E dove si cerca di raggranellare pure il voto dei delusi di destra.
Il Movimento 5 stelle non fa eccezione, nonostante siano state spese parole e promesse.
DUE SCHEDE SCOMPARSE. Il Tavolo politiche sociali pentastellato della Capitale, infatti, alla fine del 2015 aveva messo a punto due schede da inserire nel programma: la prima si proponeva di rendere Roma una vera capitale europea, con un progetto legato alla cultura e al turismo definito ''Roma Gay Friendly'' e la seconda per avviare una specifica lotta alla transfobia e all'inclusione sociale e lavorativa delle persone trans, come spiega Cristina Leo, componente dell'Osservatorio parlamentare Lgbt dei cinque stelle.
Organo, vale la pena di ricordarlo, nato nel 2013 «con un apposito documento sottoscritto dai parlamentari M5s che hanno a cuore il tema dei diritti civili e che risiedono in commissioni chiave come Giustizia, Affari sociali e Affari costituzionali».
Schede troppo «tecniche» e «specifiche» per entrare nella sintesi del programma di Virginia Raggi, o almeno così sono state definite nelle conversazioni tra attivisti.
LIQUIDATI COME ''ACCOGLIENZA''. Ma la politica, si sa, è compromesso.
E così, come ricorda Leo, ai membri del tavolo che si era occupato della redazione delle schede il gruppo M5s per le politiche sociali aveva promesso di inserire almeno un riferimento alla lotta al bullismo omofobo nelle scuole.
Invece nulla. Grazie e arrivederci.
O quasi. Perché nella sintesi del programma di Raggi la questione diritti civili, che tanto aveva surriscaldato il popolo M5s dopo il voltafaccia sulla Cirinnà, viene liquidata con una riga alla voce ''Accoglienza'': «Organizzazione e promozione di iniziative per una Roma città accogliente e tollerante nei confronti di tutte le diversità» .
«TOLLERIAMO» I «DIVERSI». Già: «Tollerante nei confronti delle diversità», una frase che da sola mette i brividi agli attivisti Lgbt: in una riga si scoprono non solo «diversi», ma pure «da tollerare».
Il tema diritti civili, però, torna utile al momento della bisogna.
E così per attaccare l'avversario Alfio Marchini, che aveva maldestramente dichiarato di non essere intenzionato a celebrare unioni gay, Virginia Raggi ha prontamente replicato di non aver «mai visto un obiettore di coscienza su questi temi».
Salvo poi non aver inserito nel programma i punti dedicati al mondo Lgbt.
CHI HA PRESO LA DECISIONE? «Nessuno si è voltuto assumere la responsabilità della decisione di rimuovere questa voce del programma», ha attaccato Leo su Facebook.
Così ha rilanciato: «Chi ha preso questa decisione? Qualche semplice attivista del Tavolo politiche sociali del M5s di Roma? La stessa candidata sindaco Virginia Raggi? Lo staff nazionale? Chi?».
E ancora: «Il M5s ha sbandierato la bandiera dell'Onestà, ma essere onesti non significa solo non aver compiuto reati, implica anche onestà intellettuale! Allora dove è l'onestà intellettuale di chi ha manomesso il programma delle politiche sociali del M5s di Roma?».
Insomma, il #CoRAGGIo sventolato come slogan dalla candidata su questi temi è sembrato mancare.
A TORINO IL TEMA È AFFRONTATO. Un'assenza che fa ancora più rumore se si sfoglia il programma di un'altra candidata pentastellata: Chiara Appendino.
Per Torino l'aspirante sindaco ha infatti dedicato un capitolo al riconoscimento dei diritti Lgbt.

Il passaggio del programma elettorale di Chiara Appendino sui diritti civili.


«In tutto ciò che viene fatto nella quotidiana amministrazione della città possiamo già ora ridurre le discriminazioni, combattendo il primo grande nemico che è l’ignoranza, con campagne di informazione e di sensibilizzazione, ma soprattutto costruendo una struttura sociale intorno a questi temi», è scritto nel programma di Appendino.
«La nostra città, che è già ricca di realtà culturali e associative sensibili a queste tematiche, deve supportare tutti i soggetti, quali per esempio le scuole, le associazioni, gli enti locali, gli enti sportivi, per mettere in campo con loro un’azione forte contro la paura dell’altro e per far comprendere quanto sia importante poter garantire a tutti il diritto di amare a prescindere dall’orientamento sessuale».
ANCHE MILANO PER IL RISPETTO. A Milano nel programma di Gianluca Corrado è presente una sezione dedicata ai diritti Lgbt, anche se si fa ricorso sempre al termine ''diversità''.
«Milano aperta alle differenze che valorizza la diversità come risorsa e rispetta le persone e i loro diritti a prescindere dagli orientamenti sessuali in aderenza al principio costituzionale di uguaglianza tra tutti i cittadini», recita il documento.
Ma Torino e Milano non sono Roma.
IL CAOS SULLA CIRINNÀ. Senza dimenticare poi che diritti civili e unioni gay hanno creato non pochi problemi al Movimento: al momento di votare il ddl Cirinnà i grillini si sono dimostrati divisi. Almeno quanto il Pd.
E hanno compiuto un'inversione a U rispetto ai proclami di Beppe Grillo del 2012 a favore delle nozze e dell'adozione omosex.
Un voltafaccia secondo molti attivisti, eppure digerito dai candidati.
A Bologna, per esempio, Massimo Bugani - nella cui lista compare Andrea Paci, esponente del mondo Lgbt - non aveva nascosto una certa delusione per la concessione della libertà di coscienza.
«Vuol dire che ci sono alcuni parlamentari contrari alla Cirinnà. Ma penso la cosa potesse essere affrontata in altri modi», aveva dichiarato a la Repubblica Bologna il 7 febbraio.
«Bisognava dire loro di uscire allo scoperto e isolarli, mantenendo la posizione favorevole al ddl del gruppo».
Una manciata di giorni dopo però i toni del socio della Associazione Rousseau erano già cambiati.
«Noi non abbiamo proposto nemmeno un emendamento e abbiamo garantito il voto favorevole del M5s alla legge Cirinnà senza modifiche», aveva messo in chiaro BolognaToday.
«Tutto il resto è noia, comprese le battute tristi e disinformate della Littizzetto».


Twitter @franzic76

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