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MAMBO 31 Maggio Mag 2016 1014 31 maggio 2016

Queste Comunali sono il trionfo del surreale

Pochi programmi, molti candidati simili e dibattiti sul referendum: stranezze italiane.

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Le elezioni comunali sono in programma il 5 giugno 2016.

Il voto amministrativo si avvicina ma la discussione è tuttora tutta concentrata sul referendum.
Stranezze italiane. Eppure si tratta di decidere come verranno amministrate città come Roma e Milano, come Torino e Napoli, oltre Bologna e altre ancora. Il cuore dell’Italia, in pratica.
Lo scontro avviene tra personalità in qualche caso di peso, penso a Fassino oltre che a Sala e Parisi, con la comparsa sulla scena di personaggi di lunga e positiva storia di attività parlamentare come Giachetti, di masanielli impresentabili, a mio parere, come De Magistris, di sindaci provati, come Merola e di giovani dirigenti dei cinque stelle fra cui si distingue una molto apprezzata Appendino a Torino e una spaesatissima Raggi a Roma.
Poi ci sono i candidati gauchisti: Airaudo a Torini, Fassina a Roma, Basilio Rizzo a Milano, che non hanno alcuna possibilità di successo ma possono dare identità a un’area, ma soprattutto danneggiare il Pd.
PERFETTA RAPPRESENTAZIONE DELL'ITALIA. Il mondo berlusconiano è quello più franato, perché a parte l’exploit di Stefano Parisi a Milano, vede contrapposti il trasversale Marchini alla ragazza “de destra” Melloni.
Insomma si può dire che in campo c’è tutto ciò che, nel bene e nel male, offre la scena politica. Due manager di qualità, un ex leader dei Ds-Pd, un demagogo meridionale, tutto il “cinquestellume” raccolto in questi anni, tutto il gauchismo sopravvissuto. Scegliere si può e, per tanti aspetti, si deve.
Immagino che per tanti la scelta sarà fra il voto e il non voto. Per altri ancora sarà la ricerca del male minore. Per una parte sarà un voto di schieramento e di appartenenza. Reputo questa ultima componente la meno vivace.
La scelta del non voto è una rinuncia, legittima ma che non autorizza poi recriminazioni. Chi non vota, in pratica, perde, astrattamente, il diritto di lamentarsi. C’è la scelta di appartenenza che non si mette in discussione perché viene da idee consolidate. Ci sono il meno peggio e il voto di dispetto.
Il voto di dispetto è una caratteristica della sinistra. So, e ascolto, molti di sinistra che vogliono votare a Roma la Raggi subito o al ballottaggio, sostenendo che peggio di così non potrà fare, tanto vale dare uno schiaffo ai vecchi partiti. Come si vede Tafazzi non muore mai.
CI SARANNO TANTI 'VOTI DI DISPETTO'. Preferisco i grillini convinti rispetto a quelli che salgono sul taxi per fare cento metri e poi saranno pronti a sparare a zero sulla Raggi quando dovesse governare e, in quel caso, quando sicuramente, a mio parere, si mostrerà totalmente inadeguata.
C’è quindi a disposizione quello che possiamo chiamare il voto per il meno peggio, i neo-montanelliani diranno che si tureranno il naso, altri che bisogna fermare l’ondata neo-barbara che si avvicina.
Mettetela come volete, ma credo che, a sinistra, dovrebbe essere ragionevole votare i candidati del Pd, qualunque cosa si pensi di Renzi.
Io ho criticato le cose che Roberto Giachetti ha detto in risposta a frasi molto dure di D’Alema contro di lui. Non so che cosa farà D’Alema, so che le ultime interviste di Giachetti sono stare più misurate (ma può ancora dire cazzate, purtroppo!). Se le cose resteranno così voterei per lui.
A Milano, se fossi milanese, sarei dilaniato fra una persona che conosco e stimo come Parisi e una persona che non conosco ma sta dalla mia stessa parte come Sala. E ho detto tutto. Per il resto viva Fassino e Merola. De Magistris viene dato vincente, e la sinistra anche questa volta se l’è proprio cercata. Chiedete scusa a Bassolino.
Comunque vada a finire è stata una campagna elettorale surreale, con pochi programmi, molte contrapposizioni spesso nello stesso campo, che avrà un peso politico straordinario.
Chi dice il contrario, mente.

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