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CENTRODESTRA 1 Giugno Giu 2016 1900 01 giugno 2016

Forza Italia, fronte del ''Sì'' in pressing su Berlusconi

A Pavia nascono i comitati per la riforma Boschi. Libero e Il Foglio premono. Così il Cav tentenna. E dopo le Comunali può cambiare idea sul referendum.

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Marco Bellaviti.

«Spero che Silvio Berlusconi, dopo le elezioni amministrative 2016, ripensi la sua posizione sul ''No'' al referendum sulla riforma costituzionale».
Marco Bellaviti, 51enne di Pavia, è uno che milita dentro Forza Italia da più di vent'anni.
È stato segretario provinciale nel Pavese, è un berlusconiano della prima ora e di votare ''No'' al referendum di ottobre 2016 non ha proprio voglia.
«Abbiamo fondato il nostro partito con l'obiettivo di rinnovare la macchina statale e superare il bicameralismo: ho tutti i video delle interviste e dei comizi del presidente».
Non sta con né con Ala di Denis Verdini, né con Matteo Renzi.
«NON VOTIAMO COME SEL». «Noi critichiamo il premier perché ha incentrato su di lui il referendum. Poi ci sono cose da perfezionare, ma non possiamo farci scavalcare in questo modo. E poi qui a Pavia sono quelli di Sel a scegliere il ''No'': io non voto come i comunisti».
Parole fin troppo chiare. Per questo motivo Bellaviti ha organizzato insieme con altri azzurri della zona i comitati per il ''Sì'' al referendum.
Lorenzo Callegari, sindaco di Casteggio, Federico Taverna, consigliere di Forza Italia a Voghera, Paolo Bremi, sindaco in quota centrodestra di Trivolzio, Mario Anselmi, ex sindaco e assessore provinciale ed Emilio Valle, segretario cittadino.
«IL RENZISMO CI SCAVALCA». Anche a Monza e Brianza qualcosa si sta muovendo.
In tanti chiedono di approfondire i contenuti del referendum e soprattutto non vogliono farsi scavalcare dal renzismo. Soprattutto «non vogliamo rinforzare la Lega Nord di Matteo Salvini, che è lepenista, tutta un'altra cosa da quella di Umberto Bossi».
DA BRUNETTA SOLO ''MINACCE''. In teoria dovrebbero essere espulsi.
Del resto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, durante una trasmissione televisiva locale, a precisa domanda ha risposto di «considerare comitati per il ''Sì'' al referendum fuori dal movimento».
Al momento, però, di comunicazioni non ne sono arrivate.
«Io non ho ricevuto nulla», spiega Bellaviti a Lettera43.it. E non sembrerebbe essere un caso.

Anche la stampa prova a convincere Silvio: Libero e Il Foglio schierati

Silvio Berlusconi.

Che nel centrodestra ci siano posizioni differenti sul referendum istituzionale è cosa fin troppo nota.
A questo si aggiunga che Bellaviti continua a ricevere telefonate di solidarietà, segno che la breccia potrebbe presto diventare voragine.
Il Foglio, quotidiano un tempo diretto da Giuliano Ferrara e ora da Claudio Cerasa, sta portando avanti da settimane una campagna per far cambiare idea a Berlusconi sulla riforma della Costituzione.
Non solo. Negli ultimi tempi si è unito anche il quotidiano Libero: prima era diretto da Maurizio Belpietro, contrario alla riforma renziana, ma ora con Vittorio Feltri si è schierato per votare a favore.
E DOPO LE COMUNALI... Il Cavaliere al momento tiene il punto. Continua a ribadire il «rischio regime», ma sono in tanti a ritenere che magari dopo le elezioni comunali, passata l'estate, possa prendere una posizione diversa sulla vicenda.
Di certo c'è che i risultati delle Amministrative potrebbero essere l'ago della bilancia.
Tutto dipende da come si posizionerà la Lega Nord di Salvini, sia in una città storica come Varese, dove rischia di perdere, sia a Milano.
VERSO UN NUOVO NAZARENO. E poi c'è Roma e il Sud. Se alla fine il segretario del Carroccio Salvini non dovesse sfondare come previsto?
Se la svolta lepenista non fosse la soluzione per il nuovo centrodestra?
A quel punto si rimescolerebbero le carte in tavolo. Chissà cosa potrebbe tirare fuori Berlusconi dal cilindro.
Forse, come già qualcuno fa trapelare a Montecitorio, un nuovo Patto del Nazareno. La breccia dentro Forza italia è aperta. Verdini, come sempre, vigila.

Twitter @ARoldering

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