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POLITICA 1 Giugno Giu 2016 0800 01 giugno 2016

Governo, l'ascesa degli uomini di Montezemolo

Scannavini all'Ice. Calenda al Mise. Stancanelli a Palazzo Chigi. Tinagli a Imille. Di Italia Futura non si parla più. Ma i membri del think tank hanno fatto strada. 

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Il presidente di Alitalia Sai, Luca Cordero di Montezemolo e il premier Matteo Renzi.

C'era una volta il think tank Italia Futura, associazione nata nel 2009 che prometteva lo sbarco di Luca Cordero di Montezemolo in politica.
Nel 2014 spuntò l'idea di farla diventare un partito, ma con l'arrivo di Matteo Renzi a Palazzo Chigi i Montezemolo boys hanno saputo trovarsi un posto nel governo anche senza passare dalle urne.
Sarà anche per questo che di Italia Futura non si parla più, le pagine sui social network sono ferme da due anni e persino il sito è passato di mano: il dominio che un tempo apparteneva al presidente Carlo Pontecorvo è scaduto nel dicembre scorso, ora il proprietario è lo spagnolo Josep Almelda che posta la versione porno di Star Wars e vende medicinali.
SCANNAVINI VA ALL'ICE. Ma di fondo il think tank non serve più a nulla. E pure Montezemolo - come anche l'amico Diego Della Valle - sembrano aver riposto al momento l'idea di correre in politica: la società civile è stata assorbita dal renzismo, come già accaduto pure a Scelta Civica di Mario Monti.
Di quel gruppo che il presidente di Alitalia ha cresciuto in questi anni, quasi tutti hanno avuto successo o in ogni caso una poltrona nella cabina di regia dell'esecutivo.
Qalcuno li definisce 'la colonna' del Giglio magico renziano.
L'ultimo arrivato è Michele Scannavini, nuovo presidente di Ice al posto di Riccardo Monti: gestirà l'agenzia del ministero dello Sviluppo Economico per la promozione dell'Italia all'estero.

Da Rossi a Stancanelli: la scalata dei montezemoliani

Carlo Calenda.

La nomina ha colto molti di sorpresa, anche perché fino a poche settimane fa si mormorava che sarebbe arrivato Marco Simoni, rampante consigliere economico di Renzi a Palazzo Chigi, molto amico di Marco Carrai e Luca Lotti.
Anche Simoni, ex veltroniano, ha un passato in Italia Futura, ma a quanto pare dentro la nuova Confindustria di Vincenzo Boccia hanno preferito uno di maggiore esperienza come Scannavini, da sempre in buoni rapporti con viale dell'Astronomia, un lungo passato alla Ferrari come capo del marketing e attuale consigliere di amministrazione di Tod's, il gruppo di Diego Della Valle, altro buon amico di Renzi e dello stesso Montezemolo, con cui ha fondato Italo Treno.
IL PUPILLO CALENDA. Di sicuro, Scannavini conosce bene sin dai tempi della Ferrari il montezemoliano più renziano di tutti, Carlo Calenda, ex viceministro allo Sviluppo Economico, poi per qualche mese ambasciatore a Bruxelles, ora di nuovo di ritorno al Mise, questa volta come ministro.
Calenda, che non fu eletto nel 2013 candidandosi con Monti, era la punta di diamante del team di Italia Futura, il pupillo di Montezemolo.
In quel gruppo c'era anche Andrea Romano, per un anno capogruppo di Scelta Civica alla Camera, poi folgorato dal renzismo e al momento uno degli alfieri della rottamazione all'interno del Partito Democratico. Non ha ricevuto incarichi di governo, ma è tra i commissari dem per le amministrative di Roma.
TINAGLI AL FIANCO DI SCALFAROTTO. All'epoca c'era anche Nicola Rossi, ex senatore, economista, che poi ha (quasi) divorziato da Montezemolo e ora siede come presidente nel Consiglio di sorveglianza di Banca Popolare di Milano, i maligni dicono con la benedizione del nuovo vento renziano.
Altro ex montezemoliano è Alberto Stancanelli, uomo di palazzo da sempre, ora ancora in forza a Palazzo Chigi con delega alla Trasparenza, già capo di gabinetto della Funzione Pubblica ai tempi di Luigi Nicolais.
Di quella squadra si rammenta anche l'economista Irene Tinagli, altra ex di Scelta Civica poi votata al renzismo. Presiede il think tank Imille insieme con Ivan Scalfarotto, renzianissimo sottosegretario allo Sviluppo Economico.
Insomma, Renzi già nella formazione del governo pensò a Montezemolo come ministro. Alla fine, entrambi hanno preferito lasciare spazio ai suoi uomini. Ma allo stesso tempo l'ex manager Fiat si muove nel dietro le quinte, come dichiarò l'ex sindaco di Roma Ignazio Marino parlando degli accordi dietro alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024.

Twitter @ARoldering

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