Gottardo Brennero 160601182940
INTERVISTA 1 Giugno Giu 2016 1826 01 giugno 2016

San Gottardo, Ponti: «Rischio concorrenza, ora più cautela sul Brennero»

Il cantiere del secolo avrà un impatto limitato sul trasporto merci su rotaia. E possibili ricadute sul progetto italiano. L'analisi di Marco Ponti.

  • ...

Il tunnel più lungo del mondo, il «cantiere del secolo», utile ad «avvicinare i popoli», a unire Milano e Zurigo in tre ore, l'Europa del Nord e quella del Sud. Così è stata salutata l'inaugurazione del San Gottardo, un progetto completato non solo con perfetto tempismo svizzero, ma addirittura con un anno di anticipo e spendendo meno di quanto previsto: un record nel record.
«UN'OPERA PER L'EUROPA». La galleria dovrebbe sbloccare il trasporto merci lungo l'asse Genova-Rotterdam e accorciare la filiera della logistica. «È stata realizzata dalla Svizzera, ma è per tutta l'Europa», ha dichiarato il presidente elvetico Schneider-Ammann.
Il tunnel di 57 chilometri è destinato a entrare in funzione il prossimo 11 dicembre e a ospitare 65 treni passeggeri e 260 treni merci (fino a 3.600 tonnellate) al giorno. L'obiettivo dichiarato è togliere Tir dalla strada e quindi inquinare meno. Già la realizzazione è stata finanziata attraverso un'imposta sul trasporto pesante su strada.
IMPATTO LIMITATO SUI TRENI MERCI. I leader di governo dei tre maggiori Paesi d'Europa, Angela Merkel, François Hollande e Matteo Renzi, hanno celebrato la grande opera addirittura come un simbolo «contro i muri».
Secondo il professore di Economia dei trasporti Marco Ponti, però, prima di lasciarsi andare a tanto entusiasmo servirebbe riflettere sugli effetti del tunnel con molta più prudenza.
«La Svizzera è un Paese di transito», spiega a L43, «e quindi guadagnerà molto dalla galleria, mentre l'impatto sul trasporto merci su rotaia sarà limitato, piuttosto potrebbe avere effetti negativi sul Brennero su cui noi stiamo spendendo miliardi».

Il tunnel del San Gottardo. In alto a destra l'esperto di economia dei trasporti Marco Ponti. 

DOMANDA. Quindi chi ci guadagna con il San Gottardo?
RISPOSTA. La Svizzera, che è un Paese di transito.
D. Gli elvetici sono stati bravissimi: hanno speso solo 11 miliardi.
R. E pensano di raccoglierne molto di più, vista la loro attenzione ai soldi. Io sono mezzo svizzero e posso dirlo.
D. Ma il progetto ha un obiettivo importante: spostare il traffico merci anche ad alta velocità su rotaia. È stato anche finanziato parzialmente dalla tassa sui Tir.
R. La verità è che il traffico merci su treno è in calo. E peraltro non ha nemmeno bisogno dell'Alta velocità. Il Paese che ha il maggior traffico merci su ferrovia, cioè gli Stati Uniti, i treni viaggiano a 35 chilometri all'ora.
D. Non crede che sia un obiettivo a cui tendere?
R. Bisogna essere realisti: il traffico merci su rotaia è adatto a produzioni povere e merci pesanti. Va benissimo per gli Usa o per la Russia. Fortunatamente l'Europa ha produzioni minori in quantità e a più alto valore aggiunto che sono molto più adatte al trasporto su camion. La stessa Corte dei conti europea con un rapporto pubblicato a fine maggio ha certificato che il traffico merci su rotaia è in declino.

Il trasporto merci su tutto l'arco transalpino.

D. Quel rapporto dice che, tra il 2007 e il 2013, l'Ue ha stanziato per il trasporto ferroviario 28 miliardi e ciononostante non è riuscita a rispondere efficacemente alla concorrenza dei quello su strada.
R. E questo nonostante i sussidi alle ferrovie e le tasse, come quella elvetica, sul trasporto camion. Quindi credo che si debba usare cautela.
D. Eppure se tre leader Ue sono andati all'inaugurazione qualcosa vorrà pur dire. Lo hanno chiamato un progetto che unisce i popoli.
R. E chi manca mai a un'inaugurazione, soprattutto se paga un altro. Mi verrebbe da dire, però, che pure un'autostrada unisce i popoli.
D. Le ferrovie promettono un servizio più integrato, almeno per i passeggeri una buona notizia.
R.
Ma infatti va benissimo. Io suggerisco solo di essere prudenti. Potrebbero esserci effetti sul traffico del Brennero. E anche sulla Torino-Lione che avrebbe come obiettivo il transito di 400-500 milioni di tonnellate di merci al giorno.

Il confronto tra trasporto merci su rotaia e strada attraverso le Alpi.


D. La Torino-Lione è costata un'immensità, anche sul Brennero stiamo investendo un bel po' di miliardi.
R. Sul Brennero circa sei, tra la quota italiana e quella Ue, a cui ovviamente contribuiamo.
D. Ma è il passo più trafficato.
R. Le merci però hanno trasporto di tratta medio lunga. E su queste distanze le deviazioni impattano fino a un certo punto. E gli svizzeri possono agire in maniera strategica sulle tariffe di transito su strada.
D. Dice che il Gottardo potrebbe essere un'alternativa più vantaggiosa?
R. C'è questo rischio. Attualmente nel Brennero si sta pensando a un progetto a doppia canna. Forse sarebbe il caso di farne una sola. E vedere se il traffico c'è. Non si risparmierebbe la metà perché ovviamente una parte dei costi sono comuni, ma almeno un po' di risorse non andrebbero sprecate.
D. Crede che possano prendere in considerazione l'opzione?
R. Credo che il governo che spende raccoglie consenso, quello che risparmia mai. E questo la dice lunga su come siamo arrivati fin qui. E poi ci sono interessi importanti, quelli dei costruttori.
Ma vedrà che all'inaugurazione del tunnel del Brennero i leader saranno anche il doppio.

Le cifre del traffico merci attraverso le Alpi svizzere.

Correlati

Potresti esserti perso