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ESTERI 3 Giugno Giu 2016 0941 03 giugno 2016

Armeni, crisi diplomatica tra Germania e Turchia

Via libera a una mozione del Bundestag che parla di «genocidio». Ankara richiama l'ambasciatore a Berlino.

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I cartelli di ringraziamento esposti dagli esponenti della comunità armena durante la seduta del parlamento tedesco.

Tra Germania e Turchia, dopo le tensioni e lo scambio di accuse sull'implementazione dell'accordo per arginare le partenze dei migranti e dei profughi che scappano dalla Siria, si apre ufficialmente la crisi diplomatica. Il motivo scatenante, che ha portato Ankara a richamare l'ambasciatore a Berlino, non riguarda tuttavia i siriani, ma gli armeni.
LA TURCHIA MINACCIA ALTRE RITORSIONI. Una mozione del Bundestag, che definisce «genocidio» l'esecuzione degli armeni compiuta dai turchi ottomani nel 1915, è stata infatti approvata giovedì 2 giugno. Immediata la reazione del presidente Recep Tayyp Erdogan: «Questa decisione avrà un impatto molto serio sulle relazioni tra la Turchia e la Germania». Il richiamo dell'ambasciatore è solo «il primo passo», visto che l'intenzione è intraprendere nuove misure contro il governo tedesco.
RICADUTE SULLA CRISI MIGRATORIA. Durissimo anche il primo ministro turco, Binali Yildirim, secondo cui la mossa del Bundestag «è un errore storico». Lo scontro rischia inevitabilmente di avere ricadute dirette sulla crisi migratoria, visto che proprio Germania e Turchia sono i due partner chiave nel controverso accordo che l'Unione europea ha stretto con il governo turco. Per non parlare del negoziato ancora tesissimo tra Bruxelles e Ankara sul tema dell'abolizione dei visti.
MERKEL: «VEDUTE DIVERSE SONO DEMOCRATICHE». Angela Merkel, al momento del voto, non era presente in Aula, ma solo perchè impegnata in un incontro con il Segretario Generale della Nato, Jens Stoltenber: «La Germania ha con la Turchia legami estesi e forti», ha spiegato la Cancelliera, aggiungendo però che «esistono comunque idee differenti sul alcuni temi. Le vedute diverse su alcuni problemi fanno parte della cultura democratica».
AVVERTIMENTO INASCOLTATO. Il voto che ha acceso lo scontro era ovviamente ampiamente atteso. Il premier turco aveva chiarito quale fosse la posta in gioco, definendo il pronunciamento dell'Aula «un vero test di amicizia tra i due Paesi». Un avvertimento chiaro, forte anche del fatto che la comunità turca presente in Germania conta circa 3 milioni di persone. Le sue parole però sono cadute nel vuoto.
MOZIONE APPROVATA CON VOTO UNANIME. La mozione, presentata dal blocco conservatore della Merkel assieme a socialdemocratici e Verdi, è passata con un appoggio unanime, con un solo voto contrario e un solo astenuto, riconoscendo e condannando in modo esplicito come «genocidio» lo sterminio di circa 1,5 milioni di donne, bambini e uomini armeni sotto l'impero ottomano.
IN TURCHIA È VIETATO PARLARE DI GENOCIDIO. La foto-simbolo della giornata ritrae decine di armeni sorridenti, seduti tra gli ospiti del Bundestag, con un cartello con su scritto «Danke», grazie, tra le mani. In Turchia, definire «genocidio» la strage degli armeni è considerato reato. Ankara ammette il massacro, ma lo considera parte di una guerra civile contro una popolazione che collaborava con la Russia zarista.

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