Roberto Benigni 140910190610
MAMBO 3 Giugno Giu 2016 0944 03 giugno 2016

Lasciate stare Benigni, il suo 'Sì' non cambia nulla

Il toscano cambia idea e appoggia la riforma. Libero di farlo, tanto non influenzerà il voto.

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Roberto Benigni.

Gli artisti, intesi come personaggi che per mestiere fanno cinema, teatro, scrivono libri ecc., notoriamente non portano un voto alla causa che difendono.
Il Pci ne candidava parecchi ma in collegi sicuri dove sarebbe stato eletto, sotto la falce e il martello, anche uno sconosciuto maniscalco.
Questo per dire che il gran chiasso attorno al dietrofront di Roberto Benigni appartiene a quel mondo di vendette che circonda la vita dello spettacolo e che non a caso confina con la politica. Abbiamo letto che a Roma Michele Placido sta con Marchini e, sempre nella Capitale, alla schieratissima pentastellata Fiorella Mannoia si sono aggiunti Antonello Venditti e Sabrina Ferilli, elettrice di sinistra con marito di destra.
UN ENDORSEMENT CHE NON INFLUIRÀ SUL VOTO. L'elenco è fitto ma del tutto irrilevante. L'elettore di borgata o dei Parioli non voterà sulla base dei suggerimenti di attori o attrici o cantanti attempati che, peraltro, hanno votato in modo diverso, ma sempre entusiasticamente, nelle precedenti elezioni. Per questo mi fa tenerezza il povero, si fa per dire, Roberto Benigni che l'incoerenza non la manifesta di cinque anni in cinque anni ma in pochi mesi passando da un voto assai scandalizzato e negativo per il referendum istituzionale al successivo voto di appoggio.
L'incazzatura contro Benigni - poteva mancare Dario Fo? - nasce dal fatto che il comico ha fatto cose in tivù in difesa della «Costituzione più bella del mondo» che ora considera emendabile.
C'è questa strana sindrome per cui l'artista merita la maiuscola se sta con te, va nel sottoscala se politicamente ti delude. Ovvia la tiritera dell'insinuazione sulle ragioni nascoste che ci sarebbero dietro al voltafaccia.
Nessuno dà a Benigni la facoltà di mutare parere, ovvero di essere indeciso. I paladini del 'Sì' e del 'No' sono tuttora una minoranza, tanti non hanno scelto lo schieramento e soprattutto non hanno deciso se votare.
OGGI IL MONDO DELLO SPETTACOLO NON È PIÙ AUTOREVOLE. Se un cittadino qualsiasi muta la sua opinione perché non può farlo anche Roberto Benigni? Certo, se fosse in gioco la democrazia al punto che devono scendere in campo i partigiani, si comprende che quello di Benigni sarebbe un tradimento, una specie di ultima raffica di Salò.
Se invece fosse un voto su una riforma che un altro governo a sua volta riformerà, o potrebbe farlo, staremmo tutti più tranquilli. Anche perché non siamo più ai tempi in cui lo scrittore, l'attore, il cantante godevano di autorevolezza nella società.
Oggi fanno spettacolo, spesso peggio dei politici, fateli votare come credono.
A proposito: e Checco Zalone? Non sarà che è l'unico serio della compagnia?

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