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ELEZIONI 4 Giugno Giu 2016 1800 04 giugno 2016

Amministrative 2016, la mappa delle elezioni

Sala favorito a Milano. Raggi a Roma. Fassino a Torino. De Magistris a Napoli. Merola a Bologna. Scenari e grafici sulle 5 piazze principali chiamate al voto.

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Gli italiani tornano alle urne domenica 5 giugno 2016, a pochi giorni di distanza dalla festa con cui la Repubblica ha celebrato i suoi primi 70 anni.
Tutto si decide in un solo giorno. Anzi no, in due, compreso il ballottaggio.
Perché difficilmente il primo turno delle Comunali, destinate a rinnovare i sindaci di città-cardine come Milano, Roma, Bologna, Torino e Napoli, sarà risolutivo per tutte le sfide in corso.
RIPERCUSSIONI NAZIONALI. L'impatto del voto va ben oltre la dimensione locale e i risultati della consultazione getteranno le basi dei futuri equilibri politici nazionali, tanto a sinistra e dentro al Partito democratico, quanto a destra e tra le sue differenti anime, di fede berlusconiana o salviniana.
Soprattutto a Roma e Milano, la necessità di andare al secondo turno per i candidati più votati appare scontata. L'appuntamento decisivo diventa così quello di due settimane dopo, domenica 19 giugno.
URNE APERTE FINO ALLE 23. Il 5 giugno le urne sono aperte dalle 7 alle 23.
Lo scrutinio inizia subito dopo l'accertamento dell'affluenza e sarà seguito in diretta da Lettera43.it. Complessivamente nella scelta dei prossimi amministratori di 1.342 Comuni sono coinvolti 13 milioni 316 mila 379 elettori, di cui 6 milioni 382 mila 798 uomini e 6 milioni 933 mila 581 donne.

  • Le principali città al voto. (Clicca sulle incone per vedere in dettaglio gli elettori e i candidati sindaco).

Roma, la madre di tutte le battaglie con la Raggi favorita

Si vota nella Capitale commissariata, che ha rischiato lo scioglimento per mafia dopo l'inchiesta ''Mondo di mezzo'' e l'arresto del boss Massimo Carminati.
Il sindaco uscente Ignazio Marino è caduto il 30 ottobre 2015, con le dimissioni di 26 consiglieri dall'Assemblea capitolina.
Da allora Roma è governata dall'ex prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca.
SINISTRA E DESTRA A PEZZI. Nella corsa al Campidoglio si nascondono molte insidie.
Quelli che un tempo erano il centrodestra e il centrosinistra si presentano spaccati, ciascuno con due candidati.
E i favori del pronostico vanno alla candidata del Movimento 5 stelle, Virginia Raggi.
La profezia della grillina Paola Taverna - «A Roma c'è un complotto per farci vincere» - potrebbe effettivamente avverarsi.
Raggi è data in testa da tutti i sondaggi e non è chiaro chi affronterà al ballottaggio, fra Giorgia Meloni (sostenuta da Fratelli d'Italia e Lega) e Roberto Giachetti del Partito democratico.
Alfio Marchini, appoggiato da Silvio Berlusconi al termine dell'affaire-Bertolaso, appare più arretrato, così come Stefano Fassina di Sinistra italiana, riammesso in gara dal Consiglio di Stato.
IN GIOCO IL FUTURO DEL CAV. Oltre al futuro sindaco di Roma, l'esito delle Comunali 2016 nella Capitale dirà molto sui rapporti di forza interni alla destra.
Se Meloni dovesse arrivare al ballottaggio, l'investitura di Salvini a leader nazionale e successore 'estremo' di Silvio Berlusconi ne uscirebbe rafforzata.
Viceversa, se dovesse farcela Marchini, il Cav potrebbe ancora restare credibilmente in sella.
Sul fronte opposto, l'approdo al ballottaggio del renziano Giachetti sarebbe un duro colpo per la minoranza interna al Pd.
Mentre una sua sconfitta galvanizzerebbe i dissidenti dem, in vista dell'ennesima e annunciata resa dei conti al prossimo congresso.

Milano, la sfida incerta tra i candidati ''gemelli'' Sala-Parisi

Nella Milano del dopo-Expo si fronteggiano due candidati ''gemelli''.
A differenza di quanto accaduto nella Capitale, i tradizionali fronti di centrosinistra e centrodestra hanno retto al percorso di selezione dell'uomo forte, schierando rispettivamente Giuseppe Sala e Stefano Parisi.
DUELLO DEI MANAGER. Entrambi ex manager delle telecomunicazioni, uno in Telecom e l'altro in Fastweb, entrambi dirigenti a Palazzo Marino con giunte di centrodestra (Sala con Letizia Moratti, Parisi con Gabriele Albertini), nei sondaggi figurano staccati soltanto di pochi punti percentuali e la sfida è più incerta che mai.
Gli altri contendenti in campo non sembrano in grado di disturbare i conducenti.
Una parte della sinistra ha deciso di convergere sul presidente del Consiglio comunale uscente, Basilio Rizzo.
Il candidato del Movimento 5 stelle è Gianluca Corrado, che ha sostituito la ritirata Patrizia Bedori.
Mentre Marco Cappato, ex parlamentare europeo e consigliere comunale uscente, è sostenuto dai Radicali.
TRA IMMIGRAZIONE E SICUREZZA. Sala si è proposto come l'erede di Giuliano Pisapia.
Non crede che a Milano ci sia un'emergenza sicurezza e ritiene necessario che la città continui a fare la sua parte per assicurare un'accoglienza dignitosa a profughi e richiedenti asilo.
Gode dell'endorsement del presidente del Consiglio Renzi e punta a rinnovare lo spirito industriale di Milano, attraverso il sostegno alla creazione di nuove imprese e all'edilizia sociale.
Parisi vuole mettere in rete le telecamere dei privati e quelle del Comune per migliorare il controllo del territorio, avvertito come una priorità.
Promette di ridurre le tasse locali e di tagliare i costi della Pubblica amministrazione. È favorevole alla costruzione di una moschea, se il parlamento nazionale stabilisse una cornice legislativa idonea ad assicurarne la trasparenza gestionale e finanziaria.

Napoli, De Magistris verso il secondo mandato (ancora contro Lettieri)

A Napoli il candidato favorito è il sindaco uscente Luigi de Magistris, appoggiato da liste civiche, da Sinistra italiana e da Possibile di Pippo Civati.
I sondaggi lo danno saldamente in testa e proiettato verso il secondo mandato, ma il ballottaggio non è del tutto escluso.
LETTIERI CI RIPROVA. Il suo avversario più accreditato è il candidato di Forza Italia Gianni Lettieri, ex presidente dell'unione degli industriali della provincia di Napoli.
Nel precedente del 2011 fu sconfitto proprio da De Magistris, che risucì a imporsi al ballottaggio sebbene Lettieri avesse raccolto più voti al primo turno.
VALENTE SOLO TERZA? Valeria Valente, vincitrice delle primarie Pd e rottamatrice di Antonio Bassolino con soli 500 voti di scarto, propone di tagliare le spese del Comune, vorrebbe recuperare il lungomare e investire su legalità e sicurezza.
Matteo Renzi proverà fino all'ultimo a tirarle la volata, e in città si sono già fatti vedere i ministri Dario Franceschini, Andrea Orlando e Maurizio Martina.
DESTRA DIVISA. Come a Roma, anche a Napoli la destra si presenta divisa: la Lega e una parte di Fratelli d’Italia appoggiano il deputato Marcello Taglialatela, mentre Forza Italia il già citato Lettieri.
Chiude il cerchio il Movimento 5 stelle, che schiera l'ingegner Matteo Brambilla, originario di Monza ma da anni trapiantato in città.

Torino, record di liste e candidati: se la giocano Fassino e Appendino

Per la poltrona di sindaco di Torino corrono 17 candidati. Un record, che riguarda anche il numero delle liste in campo.
Ad avere le maggiori possibilità di vittoria sono però il primo cittadino uscente Piero Fassino, dato largamente in vantaggio nei sondaggi, e la consigliera del Movimento 5 stelle Chiara Appendino. Entrambi godono dell'appoggio dei rispettivi stati maggiori, e cioè del presidente del Consiglio Matteo Renzi e del membro del direttorio pentastellato Luigi Di Maio.
UNA GRILLINA ANOMALA. Secondo i bookmaker politici saranno loro a spuntarla al primo turno.
Fassino punta sulla riconferma, mentre Appendino si presenta come una grillina anomala, con un background di figlia di imprenditori, una laurea alla Bocconi e un passato lavorativo alla Juventus degli Agnelli, la dinastia regnante sotto la Mole.
C'È PURE L'EX FIOM AIRAUDO. In lizza ci sono altri 15 nomi, tra i quali spiccano l’ex segretario provinciale della Fiom e deputato di Sinistra italiana Giorgio Airaudo, l’onorevole di Forza Italia Osvaldo Napoli, il notaio sostenuto da Lega Nord e Fratelli d’Italia Alberto Morano, il centrista Roberto Rosso (perdente nel 2001 contro Sergio Chiamparino) e il comunista Marco Rizzo.
DEBITO DA QUASI 3 MILIARDI. La città arriva alle urne dopo la fusione che ha dato vita a Fiat-Chrysler e il trasferimento delle sedi dell'azienda in Olanda e a Londra.
Il bilancio del Comune è gravato dai debiti, che nel 2016 dovrebbero ridursi a 2,8 miliardi di euro.
Ma Appendino e Airaudo sospettano che il buco nei conti sia ancora più profondo, e attaccano il cosiddetto «Sistema Torino» (copyright della prima), cioè quell'alleanza tra democratici di sinistra, liberali, professionisti e imprenditori che avrebbe permesso a Sergio Chiamparino di restare in sella per 10 anni e a Piero Fassino di prenderne il posto, nel solco della continuità e dell'occupazione dei posti di potere.

Bologna, per Merola del Pd probabile riconferma

A Bologna il sindaco uscente, Virginio Merola del Partito democratico, potrebbe farcela al primo turno.
Gli ultimi sondaggi lo danno in testa con il 49,8% dei consensi.
Un sostegno molto ampio, che in campagna elettorale gli ha consentito una certa libertà di manovra, anche nei confronti della dirigenza del suo partito.
CON LA CGIL CONTRO IL JOBS ACT. Merola ha infatti firmato il referendum promosso dalla Cgil contro il Jobs act.
Un gesto politico che non gli attirerà le simpatie del premier Renzi, ma che potrebbe consentirgli di raggranellare a sinistra i pochi voti che gli mancano per spuntarla al primo turno.
Nell'improbabile eventualità di un ballottaggio, l'avversario più accreditato sarebbe la leghista Lucia Bergonzoni, sostenuta anche da Forza Italia e Fratelli d'Italia, più avanti nei sondaggi rispetto al candidato del Movimento 5 stelle Massimo Bugani.
QUELL'UFFICIO D'IMMAGINAZIONE CIVICA... Merola ha promesso biglietti gratis per i ragazzini delle medie che prendono l'autobus, 25 milioni di euro per costruire nuovi marciapiedi e 40 milioni da investire contro la disoccupazione.
Il primo atto del suo secondo mandato, però, se dovesse vincere, sarebbe un altro. E cioè l'istituzione dell'«Ufficio di immaginazione civica», un luogo del Comune dove ogni cittadino «potrà consegnare idee per la città e lavorare insieme all’amministrazione per la loro realizzazione».
Dall'immaginazione al potere di sessantottiniana memoria, al potere dell’immaginazione.

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