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ANALISI 6 Giugno Giu 2016 0407 06 giugno 2016

Amministrative, Berlusconi batte Salvini e Meloni

Parisi pareggia con Sala. Marchini frena la Meloni. Le scelte di B. decisive alle urne. Dove la Lega non sfonda. E al ballottaggio potrebbero esserci sorprese.

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Berlusconi, Meloni e Salvini.

Come sempre avviene da quasi 20 anni, non appena lo si dà per morto per inchieste giudiziarie o per l'arrivo di nuovi rottamatori come Matteo Renzi o Matteo Salvini, lui torna in campo e risorge.
Silvio Berlusconi, quasi 80 anni a settembre, è di sicuro uno dei vincitori di queste elezioni amministrative del 2016. Il Cavaliere si fa vedere sempre di meno in giro, di politica parla pooco, ma i suoi voti e le sue scelte sono risultate decisive in città come Milano e Roma.
SALVINI: AFFONDO MANCATO. Se Salvini, segretario della Lega Nord, doveva provare la spallata, a questa tornata elettorale gli è andata male. Nel capoluogo lombardo il Carroccio prende più voti rispetto alle europee del 2014, passa dal 7,4% al 12%, ma il vero boom è di Forza Italia, un partito dato per morto, poco presente sui social network, a confronto dei leghisti, capace di essere la seconda forza politica con il 20% rispetto al 29% del Partito democratico. Non solo. A raccogliere il maggior numero di preferenze è Mariastella Gelmini, sfiorando quota 10 mila: Salvini è sotto, distaccato di quasi 3 mila voti. Appaiono azzardate le parole del Capitano a caldo, nella sede di via Bellerio, quando parla di suicidio a Roma e pareggio a Milano.
PARISI SCELTA VINCENTE. Perché è stato soprattutto la scelta di Stefano Parisi contrapposto a Giuseppe Sala a spiazzare ogni previsione. Il candidato romano, arrivato da un'azienda televisiva, si trova alla pari con l'amministratore delegato di Expo 2015. E la scelta, va sottolineato, è stata di Berlusconi. Anzi, l'ex amministratore delegato di Chili Tv si è sempre mantenuto distante dai leghisti, in particolare proprio dalle ruspe di Salvini.
Nella Capitale il discorso è diverso. Il pasticcio su Guido Bertolaso, con poi la scelta di Alfio Marchini, alla fine avvantaggia Roberto Giachetti del Pd e danneggia Giorgia Meloni di Fratelli D'Italia. Non farà vincere la destra - Marchini arriva a un misero 10% - ma ridimensiona i due giovani e segna la traccia per un nuovo centrodestra moderato, più vicino al Ppe europeo che a Marine Le Pen.

Berlusconi è ancora decisivo

Silvio Berlusconi lascia la sua scheda nell'urna alle elezioni per il sindaco di Roma.

In pratica Berlusconi si ritrova ancora una volta decisivo, centrale, perché sia Salvini sia Renzi devono ancora fare i conti con lui. Sembrava quasi inimmaginabile fino a poche settimane fa, eppure il Cavaliere, il Caimano, è stato capace dell'ennesimo colpo da maestro.
CENTRODESTRA A PEZZI. Certo, il centrodestra è in brandelli, ma le previsioni dei sondaggi non sono mai state così sbagliate: Forza Italia a Milano era data al 10%. A Roma i berlusconiani non vanno benissimo, ma sono comunque capaci di fare meglio della lista Noi Con Salvini, il partito sudista del leader del Carroccio che avrebbe dovuto rilanciare Salvini sul piano nazionale. Qualcosa non deve aver funzionato. Perché i leghisti si ritrovano a mantenere le posizioni nel Nord, senza grossi picchi verso l'alto.
A VARESE LA LEGA VA AL BALLOTTAGGIO. A Varese, storico feudo della Lega, il divario tra il candidato padano Paolo Orrigoni e quello del Pd Davide Galimberti è di appena a sei punti, con il primo quindi costretto al ballottaggio.
Non è una novità, capitò anche con Attilio Fontana nel 2011. Ma anche qui il Carroccio salviniano si sogna i tempi d'oro del varesotto, quando i padani arrivavano sopra il 20%. Il primo partito è il Pd, con Forza Italia all'11% decisiva per far vincere una Lega al 16.
DECISIVO ANCHE AL BALLOTTAGGIO? In sostanza se qualcuno doveva dare un segnale agli alleati sul fatto di non essere ancora morto questo è di sicuro Silvio Berlusconi. Che risulta ancora un bullone fondamentale negli ingranaggi del governo nazionale e della politica locale, nelle città che contano.
Nella Capitale già si vocifera che potrebbero essere i voti di Marchini quelli decisivi per far vincere Giachetti al ballottaggio contro la Raggi. Di sicuro c'è solamente che le prossime due settimane saranno di grandi trattatative. Si decide il futuro politico dell'Italia. E Berlusconi ha ancora da dire la sua.

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