Zedda (Sel)
SINDACI 6 Giugno Giu 2016 1051 06 giugno 2016

Comunali 2016, Zedda l'arancione vince al primo turno

Vince a Cagliari con il 50,9%. E mettendo insieme l'intero centrosinistra. 

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Se c’è un partito che non avrebbe alcun problema nel 2013 a mettere in campo giovanissimi è Sinistra ecologia e libertà. Solo tra i segretari provinciali Under 45, infatti, Sel ne conta circa la metà. Senza contare i sindaci come il 36enne Massimo Zedda, primo cittadino di Cagliari. A parte il 44enne Gennaro Migliore, il 44enne Nicola Fratoianni (assessore alle Politiche giovanili della Regione Puglia) e il 35enne tesoriere di Sel, Sergio Boccadutri.

La stagione dei sindaci arancioni cancellata dallo scenario politico nazionale, dagli strappi, dalle rottamazioni e dalle alchimie delle nuove alleanze, si prende la sua rivincita a Cagliari. Massimo Zedda, sopravvissuto assieme a Luigi de Magistris da quegli anni di risveglio civico, è l'unico candidato di una grande città che è riuscito a conquistare la poltrona di sindaco al primo turno. A scrutinio ultimato, Zedda ha ottenuto il 50,8% dei consensi.
Nel 2011, appena 35 enne aveva vinto a sorpresa una città governata per un ventennio dal centrodestra. Era un giorno di fine maggio che aveva suggellato anche l''espugnazione' di Milano da parte di Giuliano Pisapia e la vittoria a Napoli dell'ex pm De Magistris.
LE SCELTE DI PISAPIA BOCCIATE DALLE URNE. A cinque anni di distanza, Pisapia ha rinunciato alla corsa. E alle primarie i suoi consensi si sono divisi tra la 'sua' candidata e assessore al Bilancio Francesca Balzani e l' assessore alle politiche sociali, il primo a scendere in campo, Pierfrancesco Majorino, regalando la vittoria al candidato più renziano dei renziani Giuseppe Sala, investito direttamente dal presidente del Consiglio Matteo Renzi. Il risultato è noto: rispetto alla primavera 2011 il centrosinistra ha perso 100mila voti. Ma mentre la lista di Mister Expo ha ottenuto il 7,68%, quella dell'area che faceva riferimento a Pisapia e da Pisapia promossa, Sinistra x Milano, ha raccolto appena il 3,83%. Segno che il movimento arancione di Milano ha in parte voltato le spalle alle scelte del primo cittadino uscente.
DE MAGISTRIS, LISTE CIVICHE E ANTI RENZI. A Napoli, invece, De Magistris è caso a sé: eletto anche la prima volta in opposizione al Partito democratico, continua a interpretare il ruolo dell'anti Renzi. E approda al ballottaggio, distanziando il candidato di Forza Italia e lasciando fuori dalla competizione i dem, con il sostegno di sole liste civiche.
Zedda con quei suoi lineamenti ancora da ragazzo è il solo candidato di un grande capoluogo che è riuscito a raccogliere attorno a sé l'intero arco del centrosinistra. Una unità che non c'è stata né a Bologna, né a Milano, per non parlare di Roma. In altre città dove il Pd e la sinistra-sinistra si sono presentanti insieme, i risultati si sono visti. A Rimini il primo cittadino uscente, Andrea Gnassi, è stato eletto al primo turno con il 57% dei voti. A Salerno Enzo Napoli è volato addirittura oltre il 70%.

Una coalizione dai centristi a Rifondazione

Era stato dato in avvicinamento al Partito democratico, Zedda. Ma ha resistito, in anni di continue fibrillazioni a livello nazionale tra i dem e il suo partito, Sinistra Ecologia Libertà. E è riuscito a mettere insieme una coalizione persino più ampia della prima volta. E pensare che anche tenere insieme le due anime del partito di Vendola, quella che a livello nazionale ha aderito a Sinistra italiana, l'ultimo di una lunga serie di progetti falliti di confederazione della sinistra-sinistra e quella invece che stringe l'occhiolino a quello stesso Pd che le ha chiuso le porte in faccia dopo l'alleanza delle politiche del 2013, è stata un'impresa ardua. Ma le persone contano.
TENTATO DAL PASSAGGIO AL PD. E infatti Zedda ha mantenuto la sua posizione e coi dem ha stretto di nuovo un patto elettorale che comprende tutti, ma proprio tutti: dai centristi di Unione popolare cristiana a Rifondazione comunista. Arrivando fino agli autonomisti del Partito d'azione sardo che fino a poco tempo fa appoggiavano il centrodestra (poi è arrivato il congresso a cambiarne gli equilibri interni). Così, a Cagliari, il Pd risulta il più votato tra i partiti, ma raccoglie il 19,8%, nemmeno la metà dei consensi ottenuti in totale dal sindaco. In valore assoluto il Partito democratico è calato di cinquemila voti rispetto alla tornata precedente, quasi un terzo su un totale di circa 12 mila preferenze .
IL M5S SI FERMA AL 9,2%. Intanto, nonostante vicissitudini giudiziarie molto simili a quelle di Federico Pizzarotti a Parma, un'accusa di abuso di ufficio per una nomina risoltasi in una assoluzione piena e un'altra indagine per lo stesso capo di imputazione ancora in corso, il primo cittadino e le sue politiche - investimenti in innovazione e opere pubbliche - sono state premiate. Il candidato di Forza Italia Piergiorgio Massidda, 59 anni, presidente dell'autorità portuale si è fermato al 32,1% e il Movimento 5 Stelle è arretrato, e di molto, rispetto alle politiche di tre anni fa. Allora era il primo partito, ma nel momento di scegliere chi deve amministrare concretamente la città, i cagliaritani lo hanno stoppato al 9,2%.
Certo, una bella notizia per democratici e sinistra, peccato che Cagliari, come la Sardegna, sia un'isola.

Twitter: @GioFaggionato

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