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POLITICA 6 Giugno Giu 2016 1221 06 giugno 2016

Comunali, Raggi regina sulla stampa estera

Tutti i titoli per il M5s. Ft: «Strigliata al Pd». Wp: «Un duro colpo inferto a Renzi».

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La candidata del M5s a Roma Virginia Raggi.

La candidata del «movimento anti-establishment» che può dare «un duro colpo» al governo Renzi.
È Virginia Raggi la star internazionale del primo turno delle elezioni amministrative in Italia.
La giovane esponente dei Cinque stelle, in corsa per diventare sindaco di Roma, richiama l'attenzione dei principali quotidiani esteri, con la sua posa sorridente mentre deposita la scheda nell'urna.
FT: «STRIGLIATA AL PD». Oltremanica, l'attenzione è tutta per il risultato della capitale. Per il Financial Times, testata di riferimento della City, gli elettori hanno riservato «una strigliata populista al Partito democratico al governo». Il Guardian sottolinea che Raggi, «candidata anti-establishment, spicca il volo nell'elezione del sindaco di Roma».
LE MONDE: «IN CAMMINO PER ROMA». «Virginia Raggi, in cammino verso Roma», titola un articolo il francese Le Monde, con tanto di foto in prima pagina. «Renzi scosso dal M5s di Beppe Grillo alle municipali», continua il giornale, secondo cui «il Pd del primo ministro è nettamente distanziato a Roma». Allo stesso mondo, lo spagnolo El Pais osserva che «Matteo Renzi avverte che il risultato delle elezioni locali non costituisce un test per il suo governo».
In Germania, la Frankfurter Allgemeine Zeitung osserva che «a Roma un partito di protesta fa incetta di voti», mentre «anche in Italia faticano i partiti storici».
NYT: «DURO COLPO PER RENZI». Dagli Stati Uniti, il New York Times evidenzia che i Cinque stelle «sono a un passo dal governare Roma e il loro successo sarebbe un duro colpo per il governo di centrosinistra del premier Matteo Renzi, con i suoi candidati in difficoltà in tutte le principali città».
Il Washington Post individua anche le possibili cause di questo exploit: «I romani, disgustati dalla corruzione e dall'inefficienza dei servizi, hanno per larga parte voltato le spalle ai partiti tradizionali di centrodestra e centrosinistra».

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