Matteo Renzi 160412162644
MAMBO 6 Giugno Giu 2016 1011 06 giugno 2016

Il voto rivela che l'unico anti-Renzi è Renzi stesso

Il premier paga la sua mancanza di visione e l'allontanamento degli elettori di sinistra.

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Matteo Renzi, presidente del Consiglio italiano.

Il voto concreto non si deve commentare né richiede interpretazioni. I dati sono chiari.
Roma va male per il Pd, va particolarmente male a Milano - dove la rimonta di Stefano Parisi è spettacolare -, Piero Fassino sente sul collo il fiato della pentastellata Chiara Appendino che avrà fra due settimane i voti di Matteo Salvini, non prevista la fatica di Virginio Merola a Bologna, disastro Valeria Valente a Napoli.
Silvio Berlusconi mette a segno il colpo milanese ma scopre che se a Roma avesse lasciato correre libera Giorgia Meloni sarebbe al ballottaggio con Virginia Raggi escludendo il Pd. La sinistra radicale si è misurata, ma dai loro voti non emergono incoraggiamenti per il progetto futuro. I 5 Stelle possono essere molto soddisfatti.
ATTENZIONE AL PATTO LEGA-M5S. Quelli di via del Nazareno e di palazzo Chigi sottovalutano gli eventi, ma la sequenza più probabile che il premier ha di fronte a sé dopo la chiusura delle amministrative (che potrebbe rivelarsi un disastro se a Torino e Bologna scattasse il patto Lega-5 Stelle), è che si può mettere in conto una probabile vittoria al referendum e una molto probabile sconfitta alle politiche, assai certa se la destra trovasse una intesa.
Ecco allora che tornano i problemi di sempre per il Pd. Lo “schiaffo” di Renzi ai vecchi elefanti - ad alcuni, in verità - è servito a fare “ammuina” per un po’ di tempo ma non si è rivelato incisivo nel medio periodo.
Le cose fatte dal governo sono state tante, alcune buone, ma l’opinione pubblica è stata sopraffatta da annunci e ha cominciato a non credere misurando frasi e vita reale. L’avversario grillino ha scavato come una vecchia talpa nel profondo dell’anima di molti italiani, così da prendere voti anche quando uno dei suoi leader è venuto a mancare e l’altro è “stanchino”: è un voto talmente contro che persino un’anonima come la Raggi sfonda in una città che ha subito il disastro Alemanno e l’inconcludenza affabulatoria di Marino.
L'ASTENSIONE CONTINUA A PESARE. C’è su tutto lo scenario politico, ma soprattutto sul Pd, il dato pesante dell’astensione. Guardate Bologna e confrontatela con altre consultazioni elettorali di quella regione. Guardate Napoli. Pensate alla rimonta di Parisi (chissà quanto voto disgiunto ci sarà stato).
Il premier può anche dichiarare a Maria Teresa Meli che si sente tranquillo (come Enrico Letta?), ma i voti che gli mancano sono di sinistra. E probabilmente con lui alla guida anche del partito non torneranno più. Né è avvenuta la sostituzione fra il voto di sinistra allontanatosi, dopo aver preso sberle dai pentiti ex Pci e dai renziani nativi, e il voto centrista e/o di destra.
Anche quelli che non hanno votato il centro o il centrodestra sono rimasti a casa senza farsi prendere dalla sirena Renzi.
Se il premier accantonasse un po’ della sua superbia, se smettesse di ascoltare le sciocchezze degli ex Lothar dalemiani (vedi l’ultima intervista di Claudio Velardi), scoprirebbe che non si può stare in piedi in nome della sinistra mandando a casa non solo quella più radicale ma anche quella tradizionalmente riformista.
GRAVE PERDITA DI VOTI A SINISTRA. Sento dire: è il prezzo elettorale che Renzi paga alle riforme. Ma che dite? Quali sono queste riforme che hanno allontanato la gente di sinistra? È vero il contrario, è vero che la gente di sinistra avrebbe potuto tenersi gli schiaffoni a condizione di trovarsi di fronte una energica stagione riformatrice.
Invece molta roba sui diritti civili, molte perplessità sul Job act, dissensi sulla scuola e niente, proprio niente che faccia capire che l’Italia ha scelto la sua strada per un nuovo eco-compatibile sviluppo (se Chicco Testa permette).
Al premier manca la visione. In tutto il mondo gli elettori chiedono la visione. La chiedono gli elettori di Trump e di Sanders, quelli austriaci, spagnoli e greci e qui ci dovremmo accontentare di “chiacchiere e tabacchiere di legno”?
Gli anti-renziani hanno poco da caricare le loro armi. Il vero anti- Renzi è proprio lui, Renzi.

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