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RIFLESSIONE 6 Giugno Giu 2016 1818 06 giugno 2016

Milano, perché su Sala pesa l'insuccesso della Lista Pisapia

Cerami, osservatore politico ex dalemiano e ora renziano a sostegno di Beppe: «Contro Expo la sinistra ha fatto una campagna irresponsabile».

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Giuliano Pisapia e, nel riquadro, Carlo Cerami.

Un pezzo della rivoluzione arancione non c'è più.
Ed è «il fattore che pesa di più su queste elezioni di Milano: l'insucesso della lista Pisapia».
Carlo Cerami, attento osservatore politico ed economico del capoluogo lombardo, già consigliere di Fondazione Cariplo e sostenitore di Giuseppe Sala nella sfida per le amministrative 2016 contro Stefano Parisi, analizza con Lettera43.it il voto del primo turno che sa tanto di fallimento.
Ex dalemiano di ferro, ora renziano di rito vicino al ministro di Grazia e Giustizia Andrea Orlando e a Matteo Orfini, Cerami non dà un giudizio negativo sulla prestazione del manager di Expo 2015.
INDEBOLIMENTO A SINISTRA. «C'è stato un indebolimento sul lato sinistro, e soprattutto un risultato forte di Parisi, ma non riesco a giustificare chi parla di pessima prestazione di Sala, anzi la sua lista civica è andata molto bene».
Lui era «tra quelli che sostenevano che sarebbe arrivato al 42%, così è stato».
Ma non è bastato. «Sala resta un buon candidato che di certo non incanta le folle. Ma mi viene da ridere se sento dire che con la Balzani avremmo vinto facilmente», continua Cerami.
Anche se, ammette, «c'è un tema non risolto tra Sala e la sinistra dell'alleanza, che va affrontato in vista del ballottaggio».
«SALA BATTE PARISI 7% A 3,5%». Sono concetti che lo stesso candidato sindaco per la coalizione di centrosinistra ha ribadito in conferenza stampa.
Del resto la lista civica per Sala è arrivata a un abbondante 7%, doppiando quella di Parisi, ferma al 3,5%.
Più che altro a perdere consensi soprattutto nei quartieri periferici è stato il Partito democratico.

«La sinistra ha lanciato anatemi morali contro Expo»

L'albero della vita di Expo.

Secondo Cerami se ci sono problemi da analizzare vanno cercati nel mondo di sinistra che ha lanciato, specie alle Primarie, «anatemi morali contro Expo e Sala. Che si sono rivelati infondati alla fine, secondo quanto risulta dal bilancio approvato dai nuovi vertici dell'esposizione universale: una campagna dissennata e irresponsabile».
«GIUNTA NON BOCCIATA». Per questo motivo «io non credo che sia stata una bocciatura dell'operato della giunta», spiega l'avvocato.
«Pisapia non ha deciso di candidarsi, è stata una sua scelta personale, più che altro il suo invito a votare per questa lista di sinistra per Milano non ha funzionato. E vale anche per il cosiddetto renzismo che non funziona altrettanto bene senza Renzi».
«RENZI BENE, IL PD NO». Nel senso? «Il segretario del Pd e premier è una persona molto coraggiosa, gli va dato merito per questo, ma il suo partito non è diventato un'organizzazione politica da cui può trarre giovamento. Renzi ha influito poco sul voto a queste Amministrative, mentre spesso ha contato lo stato di salute non eccellente del Pd».
Più che altro è mancata una fetta della Milano arancione che nel 2011 si riversò in piazza del Duomo per festeggiare la sconfitta di Letizia Moratti.
«Ci sono molti nostalgici di quel clima di tensione politica che certamente a questa tornata elettorale non era riproponibile. Hanno riservato a Sala un trattamento molto critico», continua Cerami.

Ma Forza Italia regge: «L'assetto socio-economico della città resta»

Mariastella Gelmini.

L'Expo 2015 ha avuto un effetto negativo?
«La mia lettura è diversa. L'Expo è servito al centrosinistra per emanciparsi dalla sua vocazione minoritaria a Milano, quella del ''no'' contro i grandi progetti. È un dato che ha raccolto consensi nella parte riformista della città. La sinistra è apparsa capace di governare, e di farlo con coraggio. Non era scontato. Né facile».
Ma dall'altro lato c'è ancora una classe dirigente di Forza Italia che non sembra essere scomparsa.
«GELMINI, BOOM ECLATANTE». «E questo è uno dei dati più interessanti. Perché testimonia che l'assetto socio economico che per tanti anni è stato l'architrave della città non è del tutto usurato, ma solo indebolito. Il dato eclatante è quello di Mariastella Gelmini che supera il leader della Lega Nord Matteo Salvini. Chi avrebbe scommesso su un risultato così forte?», si domanda Cerami.
BERLUSCONI SOTTOVALUTATO. «Vivessi a Roma non dormirei sonni tranquilli, qui invece il centrodestra popolare ha dimostrato di non portare voti al Movimento 5 stelle, la stessa Lega Nord populista non sfonda. Sono risultati che aiutano il benessere economico della città».
Soprattutto c'è l'effetto Parisi. «È un uomo capace, ha una dialettica brillante, è positivo, sorridente, non ha qualità banali».
Ma Sala ha dalla sua una grande credibilità. La sfida è aperta e interessante.
Infine Silvio Berlusconi. «È un personaggio che viene sistematicamente sottovalutato. Ha imparato a fare politica come un leone, è acciaccato dagli anni, ma è ancora capace di ruggire».


Twitter @ARoldering

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