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CONSULTAZIONE 6 Giugno Giu 2016 1127 06 giugno 2016

Svizzera, bocciato il referendum sul reddito di cittadinanza

I no vincono col 76,9%. Gli elettori dicono no a 2.500 franchi al mese.

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La spilla di uno dei sostenitori del sì al referendum svizzero sul reddito di base.

In Italia lo invocano i grillini. Appena oltre le Alpi lo respingono i cittadini. Il referendum per il reddito minimo in Svizzera ha subito una clamorosa sconfitta. Il no si è imposto con il 76,9% di quelle stesse persone che avrebbero intascato un assegno dalla nascita al decesso.
«ESISTENZA DIGNITOSA». Promossa da un comitato indipendente, l'iniziativa chiedeva alla Confederazione di istituire un reddito minimo affinché tutta la popolazione potesse condurre «un'esistenza dignitosa» e partecipare alla vita pubblica, anche senza lavorare.
Nessuno dei 26 cantoni del Paese ha approvato il testo. Nel referendum non si specificava un importo preciso, delegando la questione al legislatore, ma i promotori dell'iniziativa avevano ipotizzato la somma di 2.500 franchi al mese per gli adulti (circa 2.250 euro) e di 625 franchi per i minorenni.
INDIPENDENTE DAL REDDITO. L'importo sarebbe stato versato indipendentemente dal reddito e dalla situazione patrimoniale dei beneficiari.
Primi al mondo a poter votare sul tema, agli svizzeri non è piaciuto il nuovo 'contratto sociale' promosso dai fautori dell'iniziativa e hanno preferito seguire le indicazioni del governo, della maggioranza dei partiti e degli imprenditori, contrari a un testo giudicato pericoloso e utopistico.
Nonostante il fallimento, il comitato promotore si è detto «positivamente sorpreso» dai risultati delle urne. Per uno dei suoi membri, il professore di economia Sergio Rossi, circa «una persona su cinque» ha votato a favore. «È un successo», ha aggiunto citato dall'agenzia di stampa svizzera Ats.
GLI OPPOSITORI: «PROPOSTA SEPPELLITA». Ancora più soddisfatti gli oppositori. «È uno schiaffo» che «seppellisce il reddito di base», ha detto il deputato popolare democratico Yannick Buttet, membro del Comitato interpartitico che si opponeva al testo. Questa «buona notizia» non impedisce tuttavia di riflettere sul futuro del mondo del lavoro in Svizzera, i quesiti sollevati erano legittimi, ma la soluzione non era realistica. Per il deputato radicale-liberale Marcel Dobler, è chiaro che la maggior parte dei cittadini «non è pronta ad un esperimento tanto radicale».
Il verdetto delle urne riflette i sondaggi della vigilia. L'iniziativa, che aveva raccolto 126mila firme, aveva solo il sostegno dei Verdi e dell'estrema sinistra.
Stando alle indagini demoscopiche condotte prima della votazione, due argomenti contro il reddito di base incondizionato hanno fatto breccia tra gli elettori: il timore che un reddito mensile garantito agisse da disincentivo al lavoro e la convinzione che la proposta - il cui costo era stato stimato in circa 208 miliardi di franchi all'anno (quasi 190 miliardi di euro) - non fosse assolutamente finanziabile.

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