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POLITICA 7 Giugno Giu 2016 1844 07 giugno 2016

Comunali: a Roma, Torino e Bologna ex Pd votano M5s

L'analisi dei flussi elettorali del primo turno. L'elettorato grillino diventa più fedele. E i pentastellati si nutrono soprattutto dei transfughi del centrosinitra. I pentiti di centrodestra, invece, si rifugiano nell'astensione.

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Virginia Raggi.

A Roma gli ex elettori del Partito democratico preferiscono Virginia Raggi.
Secondo l’analisi Ipr per Porta a Porta, il 28,4% dell'elettorato dem alle Europee del 2014 ha infatti scelto di votare per la candidata grillina il 5 giugno. Raggi ha poi guadagnato il 19,3% dalla lista Tsipras E una quota consistente di preferenze dal centrodestra: il 15,1% da Forza Italia e il 12,3% da Fratelli d’Italia.
Roberto Giachetti, al contrario, ha conquistato il 19% dei suffragi dall’ex lista Tsipras, e soltanto il 3,6% dal M5s.
La metà degli elettori di Forza Italia, infine, ha puntato su Giorgia Meloni, mentre il 28,4% ha optato per il candidato appoggiato da Berlusconi, Alfio Marchini.
TRE TENDENZE PRINCIPALI. A due giorni di distanza dal primo turno delle Comunali 2016, arriva anche l'analisi dei flussi elettorali dell'Istituto Cattaneo. Che rivela altre tre tendenze particolarmente significative. La prima riguarda il Movimento 5 stelle, la seconda gli elettori del centrodestra, la terza quelli del Partito democratico. Da una parte l'elettorato grillino sta diventando sempre più radicato. Dall'altra cresce il numero dei tradizionali sostenitori del centrodestra che decidono di rifugiarsi nell'astensione. Infine, ad abbracciare per la prima volta il Movimento 5 stelle, sono soprattutto ex elettori dem.

I dati dell'Istituto Cattaneo.


A BOLOGNA IL 39% DEGLI ELETTORI M5s NON HA VOTATO. L'analisi dell'Istituto prende in considerazione le scelte fatte il 5 giugno in sette città italiane, chiamate a rinnovare il Consiglio comunale. Per quanto riguarda il Movimento 5 stelle si registrano ancora fughe verso l'astensione. In particolare a Bologna, dove il 39% di quanti hanno votato grillino alle Politiche del 2013 ha preferito restare a casa. Il numero dei 'pentiti', però, si riduce rispetto al passato. L'elettorato pentastellato, quindi, dimostra una maggiore fedeltà.
A DESTRA CRESCE L'ASTENSIONISMO FUNZIONALE. Non è verò però che il Movimento 5 stelle abbia riportato alle urne gli astenuti. Si nutre semmai di elettori abituali e, in alcune città, di transfughi del centrosinistra. Nel centrodestra, al contrario, cresce il cosiddetto astensionismo differenziale. Ovvero la scarsa capacità della coalizione di attrarre voti nelle elezioni locali rispetto a quelle nazionali. Quote elevatissime di elettori che nel 2013 avevano votato per il Popolo delle libertà non sono andati a votare: più della metà a Torino, circa un terzo a Salerno, Napoli, Rimini e Bologna.
IL PD CEDE CONSENSI. Sul fronte dem, invece, il Pd cede consensi al M5s. Sia a Torino, dove ben il 4,7% dell'elettorato ha scelto Chiara Appendino dopo aver votato per i democratici alle Politiche del 2013. Sia a Bologna, dove il 3,6% del corpo elettorale dem ha votato Massimo Bugani, mentre il 2,1% ha sostenuto la leghista Lucia Borgonzoni.
IL FASCINO DISCRETO DELLA BORGONZONI. In attesa del ballottaggio, inoltre, secondo l'Istituto Cattaneo emergono due ulteriori elementi degni di nota: da una parte non esistono flussi significativi tra la sinistra radicale e il M5s, il che lascerebbe presagire una certa incomunicabilità tra i due elettorati nel contesto torinese. Dall'altra, si evidenzia la presenza di un flusso di voti (pari all'1,4% dell'elettorato) che dal M5s raggiunge il candidato sindaco sostenuto dalla Lega Nord. Lucia Borgonzoni, in particolare, appare in grado di intercettare voti in modo trasversale, da sinistra a destra, compreso il M5s. Virginio Merola risulta invece scarsamente attrattivo al di fuori della sua area di riferimento. A parte un flusso proveniente dalla coalizione centrista di Monti (1,4% del corpo elettorale).
DE MAGISTRIS IL PIÙ TRASVERSALE. Per quanto riguarda invece il Sud, da dove provengono i nuovi voti presi da Luigi De Magistris? La quota maggiore arriva dagli elettori che alle Politiche avevano scelto il Movimento 5 stelle: una fetta che vale il 6,2% dell'elettorato. Ma il sindaco di Napoli ha evidenziato una notevole trasversalità. Hanno votato per lui anche gli elettori che avevano scelto i partiti di sinistra, e persino chi aveva votato per il Pd di Bersani nel 2013. Anche in questo caso in misura maggiore (il 5,4% del corpo elettorale) di chi ha votato la Valente. De Magistris ha pescato pure nel centrodestra (2,3%). Mentre a Napoli il Pd ha perso, rispetto alle politiche del 2013, una fetta consistente del proprio elettorato (il 4,4% del totale) a favore dell'astensione. Dinamica presente anche nel centrodestra (5,7%).
ZEDDA L'ACCHIAPPAVOTI. Il riconfermato sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, deve invece ringraziare se stesso e la sua capacità di fare il pieno sia tra gli elettorati dei partiti che tradizionalmente lo hanno sostenuto, sia tra gli elettorati dei partiti degli altri schieramenti. Gli elettori della sinistra, in larga maggioranza, hanno confermato la loro preferenza per Zedda, così come gli elettori del Pd, che però hanno perso un flusso non trascurabile verso l'astensione: il 4,3% del corpo elettorale. Anche una parte degli elettori grillini ha scelto Zedda (3,9%), mentre un'altra ha preferito il candidato del centrodestra, Piergiorgio Massida (5%), e un'altra ancora si è astenuta (5,7%).

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