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POLITICA NEL PALLONE 7 Giugno Giu 2016 1858 07 giugno 2016

Roma, Totti con Giachetti e gli altri endorsement dei calciatori

Il Pupone: «Tifo per Roma 2024». Che piace al Pd e non alla Raggi. Quando il campione 'scende in campo'.

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Il candidato sindaco del Pd a Roma Roberto Giachetti e Francesco Totti.

Virginia Raggi, probabilmente, potrà contare sui voti di Giorgia Meloni. Ma Roberto Giachetti si presenterà al ballottaggio del 19 giugno forte del sostegno di Francesco Totti. Un aspirante sindaco della Capitale appoggiato dall'ottavo Re di Roma. Le parole del numero 10 giallorosso, pronunciate il 7 giugno quasi in contemporanea all'annuncio del suo rinnovo di contratto per un'altra stagione da calciatore, suonano come un endorsement vero.
«Roma deve tornare ad essere una capitale mondiale e solo lavorando tutti insieme con passione e determinazione per portare qui i Giochi del 2024 si può garantire una prospettiva di sviluppo concreto alla città e alle future generazioni».
RAGGI TIEPIDA SUI GIOCHI. Il nome del candidato democratico non c'è, ma è come se ci fosse. Perché tutti sanno che Bobo vuole Roma 2024, mentre Virginia è decisamente più tiepida al riguardo.
Metteteci pure che Totti non ha mai nascosto le sue simpatie politiche, fin da quando si dichiarò sostenitore di Walter Veltroni. E ora si ritrova a giocare uno strano derby politico con Simone Perrotta, suo ex compagno di squadra alla Roma e campione del mondo nel 2006 come lui, che aveva confessato di aver trovato sul suo cammino una fede politica grazie proprio a Beppe Grillo.
Non sono gli unici calciatori a essere 'scesi in campo' nel corso della loro vita. Uno dei primi fu il perugino Paolo Sollier, simpatizzante di Avanguardia operaia e che alla fine di ogni partita alzava il pugno al cielo.
DI CANIO E IL SALUTO ROMANO SOTTO LA NORD. A destra di casi noti ce sono tanti. Paolo Di Canio, per esempio, che quando giocava all'Olimpico salutava la curva Nord laziale col saluto romano. Ma anche tanti portieri: basti citare Christian Abbiati, Matteo Sereni, Stefano Tacconi.
Un discorso a parte per Gigi Buffon: il suo 'boia chi molla' sulla maglia provocò polemiche. Di recente il portiere della nazionale ha parlato di «ingenuità giovanili», ma non per questo ha rinunciato a dire la sua. Anzi, prima i reciproci messaggi di stima per l'allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, poi l'endorsement più recente per Matteo Renzi. In mezzo quello per Mario Monti.
RIVERA E MAURO IN PARLAMENTO. Se Gianni Rivera divenne sottosegretario alla Difesa e parlamentare europeo con Democrazia cristiana, Patto Segni e Ulivo (anche se nel 2011 appoggiò Letizia Moratti alle comunali di Milano), Cristiano Lucarelli non ha mai nascosto la sua fede. Nel 1997 a Livorno, la sua città, dopo aver realizzato un gol andò sotto la curva e mostrò la maglietta con l'immagine del 'Che'.
Un altro calciatore-politico è stato Massimo Mauro, ex di Juventus e Napoli eletto nel '96 alla Camera e 10 anni dopo consigliere comunale di Torino, sempre con l'Ulivo.
Non mancano grandi nomi di ex calciatori scesi in politica all'estero: su tutti George Weah, Romario, Kaladze, Hakan Sukur, Bebeto, Blokhin e, ovviamente, Pelè, ex ministro dello Sport brasiliano.
Ultima curiosità: il ct del Belgio, Marc Wilmots, prossimo avversario dell'Italia a Euro2016, prima di tornare in panchina ha fatto parte del Senato belga.

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