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POLITICA 8 Giugno Giu 2016 2049 08 giugno 2016

Comunali, Renzi avverte: «Se perdo Roma e Milano non lascio»

Il premier a tutto campo in attesa del ballottaggio. Polemica con il Movimento 5 stelle sui numeri del primo turno. «È il Pd il primo partito».

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Matteo Renzi

Torna a fare la voce grossa Matteo Renzi, a tre giorni dal voto alle Comunali che ha visto il Partito democratico accusare il colpo, con i propri candidati costretti al ballottaggio a Roma, Milano, Bologna e Torino. Mentre Napoli si è rivelata un vero e proprio flop.
Il segretario-premier, tuttavia, si sforza di non far trasparire alcun segno di cedimento. «Assolutamente no», risponde fermo a chi gli chiede se, nel caso il Pd dovesse perdere il ballottaggio a Roma e Milano cadrà il governo. «Abbiamo già detto che l'esito della permanenza al governo è legato al referendum costituzionale».
GRILLO: «I PIDDINI ROSICANO». Ma intanto impazza la polemica tra i dem e i 5 Stelle su chi abbia vinto il primo turno. «Il Pd è nettamente il primo partito in Italia, senza alcuna ombra di discussione», taglia corto Renzi. «i piddini rosicano, perché il M5S è la forza più votata alle comunali: si inventano numeri e dati farlocchi per nasconderlo», attacca il blog di Grillo.
RISPUNTA BERSANI. Dentro il Pd, intanto, la temperatura è altissima. Pierluigi Bersani assicura di voler continuare a lavorare per la ditta in vista del prossimo voto, ma il suo giudizio sul primo turno resta severo. Sono state confermate «cose che diciamo da mesi. Bastava andare in giro, parlare con la gente, ma non dico nulla fino ai ballottaggi». Su Twitter, tuttavia, Bersani pubblica l'analisi del senatore bersaniano Federico Fornaro, che dimostra come alle comunali il Pd abbia perso voti rispetto a cinque anni fa. «L'ho fatto per difendere una persona perbene», dopo gli attacchi piovuti sul parlamentare dall'Unità.
RENZI: «USERÒ IL LANCIAFIAMME». Se tutti dicono di voler attendere il 20 giugno per un chiarimento, il segretario del Partito democratico non promette carezze: «Nel partito entriamo con il lanciafiamme dopo il ballottaggio». Ma non va meglio nel centrodestra. La guerra per la leadership non fa prigionieri e ora anche Alessandra Mussolini, capolista azzurra a Roma con Marchini, semina zizzania.
MUSSOLINI: «IO CONTRO MELONI». «La mia missione, per volere di Berlusconi, era impedire l'accesso della Meloni al ballottaggio», annuncia dalle colonne del Messaggero. «Fa un certo effetto vedere una Mussolini vantarsi di una badogliata», replica la leader e candidata di Fratelli d'Italia, che assieme alla Lega ora pretende una smentita di Forza Italia. Agli azzurri arriva però un inatteso aiuto dal premier: «Se oggi ci fosse il ballottaggio, con l'Italicum, al voto andrebbero il Pd e Forza Italia».

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