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POLITICA 8 Giugno Giu 2016 2030 08 giugno 2016

Trasparenza dei partiti, i punti della riforma approvata alla Camera

Statuti e bilanci online. Per il M5s vale il Codice civile: norma salva-Pizzarotti. Introdotta la dichiarazione minima di trasparenza.

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L'aula della Camera dei deputati.

I movimenti politici privi di uno statuto che garantisca la democrazia interna dovranno presentare, al momento delle elezioni, una «dichiarazione minima di trasparenza», in cui dovranno indicare il titolare del simbolo, la sede legale, gli organi e le relative attribuzioni, nonché le modalità di selezione dei candidati. Pena l'esclusione dalle urne. È questo il cuore della legge che riforma gli obblighi di trasparenza dei partiti e dei movimenti politici, approvata mercoledì 8 giugno dalla Camera. Il provvedimento attua l'articolo 49 della Costituzione e passa adesso all'esame del Senato.
Ecco i punti pricipali del testo licenziato a Montecitorio, che contiene anche una norma già ribattezzata salva-Pizzarotti.
BENEFICI FISCALI PER CHI HA UNO STATUTO. I partiti dotati di uno statuto capace di garantire la democrazia interna potranno avere benefici fiscali come il 2 per mille e saranno iscritti in un apposito registro. Lo statuto dovrà indicare «i diritti e i doveri degli iscritti e i relativi organi di garanzia, le modalità di partecipazione degli iscritti alle fasi di formazione della proposta politica del partito, compresa la selezione dei candidati alle elezioni», e il diritto di ogni iscritto a consultare l'anagrafe degli iscritti.
PER I 5 STELLE VALE IL CODICE CIVILE. Per i movimenti che non vogliono avere uno statuto, come il Movimento 5 stelle, varranno le regole del Codice civile sulle associazioni non riconosciute. È la cosiddetta norma «salva Pizzarotti»: per la giurisprudenza infatti, un iscritto può essere espulso solo dalla deliberazione di un apposito organismo, del partito o del movimento politico, che vota a maggioranza. Organismo che, formalmente, il Movimento 5 stelle non ha istituito.
DICHIARAZIONI PUBBLICATE SUL SITO DEL VIMINALE. Al momento di presentare le liste, partiti e movimenti devono depositare lo Statuto o almeno la dichiarazione minima di trasparenza, pena l'esclusione dalle urne. Il tutto verrà pubblicato sul sito internet del ministero dell'Interno.
ONLINE STATUTI E BILANCI. Tutti i partiti e i movimenti dovranno inserire sui propri siti internet lo statuto e il bilancio. I movimenti privi di statuto dovranno comunque pubblicare «le procedure richieste per l'approvazione degli atti» del movimento, gli organi interni con i loro poteri e le modalità di elezione e la loro durata, le modalità di selezione delle candidature.
FINANZIAMENTI SEMPRE TRACCIABILI. I finanziamenti ricevuti dovranno essere sempre tracciabili. Quelli tra i 5 mila e i 15 mila euro possono essere pubblicati con il consenso del donatore. Oltre i 15 mila è obbligatorio conoscere il donatore. Il tetto rimane di 100 mila euro l'anno.
LIBERTÀ DI COOKIES. La legge impone ai partiti di avere dei siti internet, ma non vieta l'utilizzo di cookies, né obbliga a rendicontare gli eventuali introiti dalla loro vendita.
LOCALI MESSI A DISPOSIZIONE DAI COMUNI. Per i partiti in regola con le nuove norme sulla trasparenza, gli enti locali potranno mettere a disposizione, a pagamento, locali per lo svolgimento di riunioni, assemblee, convegni o altre iniziative finalizzate allo svolgimento dell'attività politica.
PARTITI E FONDAZIONI FORMALMENTE COLLEGATI. Ciascun partito o movimento politico potrà essere formalmente collegato a fondazioni o associazioni. I rapporti tra le due entità dovranno «conformarsi ai princìpi di trasparenza, autonomia finanziaria e separazione contabile». La legge approvata dalla Camera non contiene vincoli sui finanziamenti delle fondazioni che fanno riferimento a uomini politici, come chiedeva invece il Movimento 5 stelle.

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