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ELEZIONI 8 Giugno Giu 2016 0649 08 giugno 2016

Usa2016, Clinton celebra la vittoria

Hillary conquista anche la California nell'ultimo SuperTuesday e ufficializza la nomination: «Raggiunta una pietra miliare». È la prima donna alla presidenza. Sanders non lascia.

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Per la prima volta, Hillary Clinton festeggia ufficialmente la nomination.

Alla fine, anche Hillary ha ammesso la vittoria. Martedì l'Associated Press le aveva conferito la maggioranza assoluta dei delegati per la prima volta, ma lei ha voluto festeggiare sul campo. Dopo aver conquistato California, New Jersey, New Mexico e South Dakota nell'ultimo SuperTuesday di una delle più appassionanti primarie Usa di sempre, la prima donna candidata alla Casa Bianca si è lasciata andare al tripudio.
La posta in palio in questa tornata non era la vittoria finale dell'ex segretario di Stato, ormai scontata nei numeri, ma una convincente dimostrazione di forza e di superioritaà nel Golden State per seppellire definitivamente le velleità di Bernie Sanders.
«PIETRA MILIARE». «Grazie a voi abbiamo raggiunto una pietra miliare, la prima volta nella storia del nostro Paese che una donna conquista la nomination di un principale partito», ha detto Hillary dal palco della vittoria a Brooklyn.
«La vittoria di questa notte», ha continuato, «non è di una persona sola, appartiene a generazioni».

  • «Abbiamo fatto la Storia».


Ufficializzato il sofferto trionfo, ha teso ancora la mano allo sfidante Sanders e si è complimentata con lui «per la sua straordinaria campagna».
Il senatore del Vermont, tuttavia, non molla ancora: «Il prossimo martedì continuiamo la lotta per vincere le primarie a Washington Dc, e poi porteremo la nostra battaglia per la giustizia sociale, economica, razziale, a Philadelphia (dove si terrà la convention democratica, ndr)».

  • Il video postato dalla Clinton sulla storia delle battaglie per i diritti delle donne.

Le parole del 'socialista' lasciano comunque intavedere un futuro appoggio alla candidata democratica contro il nemico pubblico n°1: Donald Trump. «Non lo appoggeremo mai, non supporteremo mai una campagna improntata alla bigotteria», ha dichiarato facendo sicuramente felice tutto l'establishment democratico.
L'ENDORSEMENT DI OBAMA. A sigillare il momento storico, anche il presidente Barack Obama, che otto anni fa aveva sconfitto proprio Hillary. Obama ha chiamato i candidati e si è congratulato con entrambi per le campagne condotte.
Il presidente si è complimentato con il suo ex segretario di Stato per aver raggiunto il numero di delegati necessario per la nomination, e giovedì ha programmato un incontro per parlare con Sanders.

Il senatore del Vermont, Bernie Sanders: «Andiamo avanti».

Al senatore del Vermont, Obama chiederà probabilmente di fare un passo indietro per unire il partito contro Donald Trump in vista delle elezioni di novembre. Passo che Sanders si è sempre rifiutato di fare, anche in seguito all'annuncio dell'Associated Press.
TRUMP SERRA I RANGHI. A cercare di serrare i ranghi è anche il fronte opposto, con Donald Trump, che ha chiesto ai repubblicani di unirsi contro i Clinton, «che hanno fatto della politica di arricchimento personale un'arte». Il tycoon ha sbandierato alcuni degli ultimi sondaggi, che lo vedono davanti alla rivale, assicurando ai suoi fan che «Continueremo a crescere e a crescere sostanzialmente».

  • «Elettori di Sanders, vi accogliamo a braccia aperte».

Secondo la maggior parte degli analisti, tuttavia, con la vittoria nelle primarie le previsioni dovrebbero tutte tornare a favore dell'ex segretario di Stato, in un balzo in avanti fisiologico dovuto al trionfo nelle primarie.
CACCIA AI VOTI DI SANDERS. Il magnate ha subito iniziato la caccia agli elettori di Sanders e agli indipendenti, fondamentali per le elezioni presidenziali: «Vi accogliamo a braccia aperte», ha dichiarato, «sarò il vostro campione, sarò il campione dell'America».
Ora che la partita è a due, Sanders raccoglie i frutti di un'ottima campagna elettorale e ha in mano una delle chiavi per il trionfo finale: il pacchetto dei suoi supporter. Resta da vedere se vorrà consegnarla a Hillary.

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