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SCENARIO 9 Giugno Giu 2016 2054 09 giugno 2016

Forza Italia, ora Silvio Berlusconi potrebbe lasciare la politica

L'intervento al cuore toglie il Cav dai giochi. Confalonieri e i figli: «Devi mollare». Lui: «Sono sereno, il partito è operativo». Rumor sui nomi di Gelmini e Parisi.

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Fedele Confalonieri e, dietro di lui, Adriano Galliani all'ospedale San Raffaele.

«Non cambierà nulla».
Filtra poco da quartier generale di Silvio Berlusconi dopo la notizia dell'operazione al cuore che l'ex Cavaliere deve affrontare all'ospedale San Raffaele.
Si tratta di un intervento, come ha spiegato il professore e cardiologo Alberto Zangrillo in conferenza stampa, destinato a tenerlo lontano dai riflettori per almeno un mese, con annessa riabilitazione, e che potrebbe anche nel futuro cambiare la routine quotidiana del Cav.
A cominciare dalla politica, che fino a domenica 5 giugno 2016 è stato uno dei suoi impegni principali.
TROPPO SFORZO PER VOTARE. Del resto l'aggravarsi della situazione della valvola dell'aorta che va cambiata è dovuta anche allo sforzo compiuto nell'andare a votare a Roma per Alfio Marchini.
«Ha rischiato di morire», ha detto Zangrillo che aveva subito consigliato al leader di Forza Italia, non appena saputo del malore, di trasferirsi immediatamente da Roma dopo lo scompenso cardiaco.
«Non so se tornerà a fare politica», ha detto il medico che segue Berlusconi da anni. «Io glielo sconsiglio da sempre».
LA FAMIGLIA È PER IL RITIRO. Sulla stessa linea sarebbe la famiglia, in particolare i figli insieme con l'amico e collaboratore di sempre Fedele Confalonieri, che da tempo vorrebbero si allontanasse definitivamente dalla scena, che molto gli ha dato ma anche tanti stress gli ha causato.

Dentro Forza Italia è una guerra per bande

Mariastella Gelmini.

Tra gli azzurri, forti del buon risultato a Milano con la candidatura di Stefano Parisi e una Mariastella Gelmini che ha ricevuto un boom preferenze (quasi 12 mila), al momento nessuno vuole sbottonarsi né fare previsioni.
Anzi, tutti sono sicuri del fatto che Berlusconi torni il prima possibile a occuparsi del partito.
Ma di certo l'intervento al cuore potrebbe allontanare per molto tempo il Cavaliere dalla scena, cambiando così parametri, pesi, contrappesi e alleanze dentro Forza Italia.
PPE O LEPENISTI? E non è un segreto che all'interno di quello che una volta era il primo partito in Italia ci sia da tempo una guerra dei lunghi coltelli, tra chi in questi mesi è stato più vicino al Capo, chi invece si ritrova in 'cerchi' più lontani per parlare con lui, chi vorrebbe seguire la linea di Matteo Salvini e chi invece preferisce i toni moderati del Ppe rispetto a quelli di Marine Le Pen.
IN ASCESA LA GELMINI. Non è un caso che il senatore Altero Mattioli si sia subito affrettato a smentire le illazioni giornalistiche definendole «sciacallesche».
Dice Mattioli: «Mentre auguro un grande in bocca al lupo a Berlusconi e un pronto rientro da par suo nell'agone politico, penso che in Forza Italia non accadrà nulla di negativo, non ci saranno divisioni».
Al momento a tenere le fila sono sempre Mariarosaria Rossi, Francesca Pascale e Deborah Bergamini.
È questo il cerchio più stretto dove, a quanto pare, solo la Gelmini può vantare di avere un percorso privilegiato.
Proprio sull'ex ministro dell'Istruzione si stanno concentrando le attenzioni maggiori.

Il futuro si decide dopo il ballottaggio

Stefano Parisi.

Forte del risultato nel capoluogo lombardo, Gelmini ha ricevuto subito l'endorsement di Laura Ravetto, che durante la trasmissione Un Giorno da Pecora ha detto: «Il risultato delle elezioni a Milano ha dato due notizie; la prima è che il centrodestra unito vince, la seconda è che, per ciò che concerne Forza Italia, nel nostro partito c'è Berlusconi e poi la Gelmini».
Si tratta di un sostegno di peso che pone Milano e il nuovo laboratorio politico intorno a Parisi come centrali nel futuro degli azzurri.
INCONTRO PARISI-SILVIO? Ma bisogna capire anche cosa può succedere dopo il ballottaggio, in caso di vittoria o di sconfitta.
Il candidato di centrodestra milanese avrebbe dovuto incontrare Berlusconi all'uscita dall'ospedale, ma dopo la notizia dell'operazione non è ancora sicuro se i due si vedranno o sentiranno solo telefonicamente.
SUMMIT CON LETTA E GHEDINI. Di certo c'è che Berlusconi è lucido e vigile.
In due giorni ha visto a lungo l'avvocato Niccolò Ghedini, insieme poi con i figli, i collaboratori fidati e il braccio destro di sempre Gianni Letta.
Con i primi sono stati affrontate le questioni più spinose, dai processi fino al patrimonio imprenditoriale del Cavaliere.
Con Letta invece ci sarebbe stata un'intesa di massima sulla gestione ''istituzionale'' dei suoi rapporti personali e pubblici.
Il leader di Ala Denis Verdini, che si era presentato al San Raffaele per incontrarlo, non è stato fatto passare.
Come ha confermato lo stesso Zangrillo, è stato Berlsconi a decidere chi far entrare e chi no.
E Denis, dopo il tradimento parlamentare con il premier Matteo Renzi, non è evidentemente una persona gradita.


Twitter @ARoldering

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