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ANALISI 9 Giugno Giu 2016 0900 09 giugno 2016

Iraq, l'intollerabile ignavia di Usa e Ue

Civili vittime di torture da parte degli sciiti. Ma l'Occidente fa finta di non vedere.

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Il generale iraniano Qasem Soleimani.

L’Onu conferma le nostre peggiori previsioni espresse su queste pagine una settimana fa: le milizie sciite irachene stanno facendo strage di civili a Falluja, che assediano, macchiandosi di gravissimi crimini che avranno pesanti conseguenze politiche nei prossimi anni.
La denuncia del commissario Onu per i diritti umani Zeid Ra’ad al Hussein è dettagliata e raccapricciante: «Abbiamo ricevuto testimonianze di esecuzioni nei confronti di civili fermati durante la loro fuga da Falluja. Alcuni testimoni hanno parlato anche di sunniti sepolti vivi dai miliziani sciiti».
Ma non basta: secondo Al Jazeera, sia gli agenti di polizia sia le Unità sciite di mobilitazione popolare (Pmu) hanno compiuto violenze e torture a danno dei civili sunniti nelle città di Karma e Saqlawiya.
CIVILI VITTIME DI TORTURE. Fonti dell'ospedale di Amiriya di Falluja sostengono di aver ricevuto i corpi di quattro sunniti della zona su cui c'erano segni di torture.
Nel fine settimana scorso sono circolati sui social media video in cui miliziani sciiti delle Pmu trattano gli uomini all'interno di Falluja come ostaggi e li tengono bendati.
Già un anno fa alti esponenti del governo del Kurdistan iracheno avevano accusato le milizie sciite di «comportarsi come l’Isis» nei confronti dei civili sunniti e decine sono state le conferme di questa realtà negli ultimi mesi.
È questo un dato di fatto che dovrebbe preoccupare, e non poco, anche il governo italiano che partecipa alla coalizione internazionale che contrasta l’Isis in Iraq e che si accinge a inviare 400 militari per garantire i lavori di restauro della pericolante diga di Mosul.
IL GENERALE SOLEIMANI? RECIDIVO. È vero che il nostro appoggio militare si rivolge essenzialmente a favore dei peshmerga curdi, che non si rendono complici di tali misfatti nei confronti dei sunniti, ma è indubbio che il silenzio nei confronti di quanto avviene nel contrasto all’Isis sul suolo iracheno rischia di essere scabroso.
Questo anche perché le denunce di tali crudeltà da parte dell’Imam al Tayeb della Grande Moschea di al Azhar si sommano a quelle dell’Arabia Saudita, che negli ultimi giorni polemizza duramente pure contro il fatto che le efferatezze nei confronti dei civili sunniti sono praticate alle milizie sciite irachene sotto il comando diretto del generale dei Pasdaran iraniani Qasem Soleimani, che è colpito da sanzioni personali dell’Ue dal 24 luglio 2014 per «il suo coinvolgimento nel fornire equipaggiamento e supporto al regime siriano nella repressione delle proteste popolari». Un recidivo.
LA MANO DI TEHERAN. Ma soprattutto è il chiaro segno che questa pratica di guerra feroce è voluta e programmata da Teheran nell’ottica di una espansione verso Ovest della sua penetrazione “persiana” e sciita.
Secca la risposta del governo di Baghdad, che ammette il ruolo di comando di Soleimani ma riduce gli episodi «a fatti isolati ad opera di alcuni individui che verranno individuati e puniti».
L'aspetto più grave, che coinvolge anche il governo italiano, è che questi episodi sono sintomatici di un fatto completamente eluso dalla strategia della coalizione promossa da Barack Obama: in Iraq e in Siria è in atto un conflitto che ha molte componenti, non solo il contrasto all’Isis.
E la componente fondamentale è il riaccendersi di una crudele guerra di religione tra sunniti e sciiti, che vede i suoi estremi più feroci nell’Isis nel primo caso e nelle milizie irachene nel secondo.
LA DENUNCIA DEI LEADER TRIBALI. È dunque riemerso un conflitto che ha sconvolto la Mesopotamia sin dalla morte del Profeta, che verrà rinfocolato e reso cronico da una guerra contro l’Isis che punta a eliminare il carattere arabo e sunnita dell’Anbar (la regione sunnita irachena), come denunciano da otto anni anche i leader tribali sunniti più moderati.
Ma l’aviazione americana ed europea che garantisce dal cielo l’avanzata delle milizie sciite finge di non rendersi conto di questa realtà feroce. Un’ignavia intollerabile.

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