Parisi Sala Milano 160608193530
ELEZIONI 9 Giugno Giu 2016 2012 09 giugno 2016

Milano, Sala-Parisi: addio al fair play da manager

La pacatezza del primo turno è lontana: in vista del ballottaggio i due candidati si attaccano senza esclusione di colpi. Al centro dello scontro, M5s, Expo, Serravalle e Area C.

  • ...

Stefano Parisi e Beppe Sala.

Prosegue su toni sempre più accesi la campagna elettorale di Beppe Sala e Stefano Parisi, i due candidati al ballottaggio per diventare sindaco di Milano.
Dopo il confronto andato in onda mercoledì su Sky, anche il faccia a faccia negli studi Rai di Porta a Porta è stato decisamente più movimentato rispetto al fair play e ai toni bassi che avevano caratterizzato i due candidati fino al primo turno.
A colpi di «Dici balle» (Parisi), «Ma per favore, non facciamo i fenomeni» (Sala), «Zitto e ascolta» (Parisi), «Buttate tutto in caciara» (Sala), anche nella trasmissione di Bruno Vespa i due si sono scambiati reciproche accuse su società partecipate, traffico, tasse ed Expo, dimostrando una volta per tutte che tra loro ci sono grandi differenze e ribadendo con forza che i loro programmi sono tutt'altro che uguali.
CACCIA AI VOTI DEL M5S. La caccia ai voti degli elettori del M5S è stato l'inizio dello scontro: «Su molte questioni», ha detto Sala, «possono più facilmente essere dalla nostra parte».
«Chiedono soprattutto un cambiamento», ha risposto Parisi, «e Sala rappresenta la continuità con Pisapia e ha un forte legame con Renzi. Quindi è probabile che chi vuole cambiare, guardi a noi».
POLEMICA SU ALBERTINI. E sul tema del cambiamento che «Parisi tira sempre fuori», Sala ha spiegato che «la cosa un po' buffa è che il primo nome di un assessore fatto da Parisi è quello del sindaco di Milano di vent'anni fa. Certo che è cambiamento, ma per tornare indietro».
«Albertini», ha replicato Parisi, «è un sindaco molto amato a Milano, in nove anni ha realizzato questo miracolo a Milano di cui parliamo e di cui si vanta anche il Pd».
PARISI: «SERRAVALLE NON È VENDIBILE». Ma ben più alti i toni sulla Serravalle, la società partecipata da Comune e Regione che gestisce un tratto dell'A7 e le tre tangenziali milanesi. Sala ha ribadito che il Comune «può uscire e uscirà» da Serravalle e che la vendita delle quote «è in fase avanzata».
Pronta la replica di Parisi: «Non si può trattare con tanta disinvoltura le partecipazioni pubbliche, come sembrerebbe aver fatto anche sul bilancio di Expo. Sala dice balle, Serravalle non è vendibile, non sta né in cielo né in terra, dire queste cose significa prendere in giro i cittadini».
SALA:«NON FACCIAMO I FENOMENI». «Non si prende in giro nessuno», ha risposto Sala, «Poi se ti vuoi mettere a fare come tutti quelli della tua parte vatti a guardare i conti sul bilancio Expo invece di lanciare accuse gratuite su una cosa di cui tutta Milano e tutta l'Italia va fiera. Però questo è il vostro stile, è la vostra capacità di cercare di buttare tutto in caciara, vai tu a spiegare ai milanesi come si fa a tagliare le tasse di 200 milioni. Per favore, dai, non facciamo i fenomeni e lasciamo stare Expo».
Anche su traffico e mobilità, Parisi e Sala hanno polemizzato: «Io voglio confermare Area C, Parisi la vuole eliminare», ha detto Sala. SCONTRO SULL'AREA C. «Non ho mai detto di voler togliere Area C», ha risposto Parisi. «Come no? Hai detto che vuoi tornare all'Ecopass, ma stiamo scherzando? Fammi la cortesia, l'hai detto sì o no?», ha replicato Sala.
«Zitto, stai a sentire quello che dico. Ho detto che non bisogna più far pagare Area C ai residenti. Punto», ha detto Parisi che poi, al termine della trasmissione, ha spiegato che «all'inizio dissi torniamo a com'era con la Moratti (cioè con Ecopass, ndr), ma da tre mesi dico di togliere Area C ai residenti».
«Vedo Sala più aggressivo», ha detto l'uno. «Vedo Parisi in grande difficoltà», ha detto l'altro.
E addio al fair play da manager.

Correlati

Potresti esserti perso