Renzi, spiace assenza opposizioni
POLITICA 10 Giugno Giu 2016 0805 10 giugno 2016

Comunali, Renzi: «Solo un voto locale, andiamo avanti»

Il premier: «I fischi? Normali, ci metto la faccia. Ho cambiato poco il Pd, farò di più».

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L'ha detto in mille salse e continua a ripeterlo. L'ultima occasione è un'intervista al Corriere della Sera.
«Ho legato la mia permanenza al governo all'approvazione delle riforme nel referendum di ottobre e mi hanno accusato di aver personalizzato. Adesso gli stessi vorrebbero legare il governo al voto di alcune realtà municipali? Ma non scherziamo». È categorico Matteo Renzi, secondo cui «nessun Paese del mondo civile fa così. Si rassegnino: le elezioni amministrative sono un passaggio locale».
«Adremo avanti con il cambiamento. E ci sarà spazio per ridurre le tasse», ha aggiunto il premier. «Io ho preso i fischi dal primo giorno e continuerò a prenderli, mettendo la faccia ovunque».
«NO AI NEMICI IN POLITICA». Alla domanda se non tema che dopo il 5 giugno si rinsaldi e allarghi un ampio schieramento contro di lui, Renzi ha replicato: «Non mi fa paura chi fa politica contro qualcuno. Se c'è una novità che ho portato, fin dall'inizio del travagliato rapporto con Berlusconi, è stata quella di fare politica per un'idea e non contro un nemico. Io penso che gli italiani siano molto maturi, più dei politici e più dei raffinati commentatori. Al referendum sulla scheda c'è la possibilità di avere un Paese più semplice o di mantenere il sistema com'è».
«AVREMO I BANCHETTI PER IL SÌ». Quindi, a Bersani che ha chiesto di non mettere i banchetti per il Sì alle Feste dell'Unità, Renzi ha fatto sapere: «Dovrei vergognarmi delle cose fatte? Avremo i banchetti per il sì al referendum». «È ovvio» - è tornato quindi sulle Comunali Renzi - «che il Pd anche in caso di vittoria in queste elezioni deve affrontare un problema interno. Non si può continuare con un gruppo che tira e altri che lavorano per dividere». «Se proprio vogliamo trasformarlo in un voto di protesta» - ha osservato - «diciamo che chi non ci vota più per colpa mia mi accusa di aver mediato e discusso fino allo sfinimento con tutti nel Pd». «L'alleanza con Verdini» - ha sottolineato il premier - «criticata dalla minoranza, nasce dal fatto che nel 2013 si sono perse le elezioni. E con Verdini quel gruppo dirigente ha governato e tentato un'intesa sulla legge elettorale».

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