Comunali 160605180949
POLITICA 10 Giugno Giu 2016 2030 10 giugno 2016

Milano, quella sinistra che non vota per Sala

Da Civati a Dalla Chiesa, fino a Dario Fo: sostenevano Pisapia, criticano Mr Expo.

  • ...

Beppe Sala.

«Qui il problema o lo spauracchio, come vogliono raccontarcela, non è votare un candidato di centrodestra e uno di centrosinistra, qui i candidati di centrodestra sono due».
Giuseppe Pippo Civati, leader di Possibile, ex deputato del Partito Democratico, già sfidante di Matteo Renzi alle primarie del 2013 (prese il 25% delle preferenze ndr), ha già dettato la linea al suo partito in vista del ballottaggio di Milano tra Giuseppe Sala e Stefano Parisi: «L'ho già ripetuto più volte, abbiamo dato carta bianca ai nostri elettori, poi immagino che qualcuno voterà per Sala, non credo per Parisi».
NESSUN APPARENTAMENTO CON RIZZO. Possibile ha sostenuto la candidatura di Basilio Rizzo, il presidente del consiglio comunale che ha raccolto con Sinistra e Costitiuzioni quasi 20 mila voti al primo turno.
L'ex esponente di Rifondazione Comunista, che ha ottenuto già un posto a palazzo Marino nel prossimo consiglio, ha smentito possibili apparentamenti con Sala, spiegando all'ex amministratore delegato di Expo 2015 di puntare sui programmi per intercettare singoli voti.
In sostanza, più passa il tempo e più il candidato di centrosinistra, scelto da Renzi, il ministro Maurizio Martina e il sindaco Giuliano Pisapia, continua ad avere un problema a sinistra.
IL TENTATIVO DI SPOSTARSI A SINISTRA. Non è un caso, si fa notare da più parti, la scelta di proporre come presidente di un comitato per la legalità l'ex magistrato di Mani Pulite Gherardo Colombo, già in odore di candidatura a sindaco nei mesi scorsi. E non è un caso che Pierfrancesco Majorino, assessore al Welfare, continui ad attaccare Parisi sull'intenzione di cancellare la commissione antimafia di palazzo Marino.
Basterà? Al momento la situazione è tutt'altro che facile. Persino Dario Fo, il premio Nobel da sempre anima della sinistra cittadina, ormai sostenitore del Movimento 5 Stelle data l'amicizia che lo legava a Gianroberto Casaleggio, ha spiegato alla trasmissione Un Giorno da Pecora che avrebbe voglia di votare per Parisi.
Ha spiegato Fo: «Non so chi voterò, sono molto perplesso, per paradosso, la voglia è quella addirittura di arrivare a votare per la destra pur di levare di mezzo uno che ha fatto tutta la campagna senza dire come ha speso i soldi, come ha realizzato la grande kermesse l'Expo e come è il debito e quanto si è perduto in questa operazione».
FO SVELA IL GIOCO DI UNA PARTE DEL M5S. L'endorsement a metà per il candidato del centrodestra è comunque pesante. Perché da un lato svelta il malessere di una parte di Milano da sempre a sinistra verso Sala, dall'altra rivela un dato ormai dato per certo da mesi: una buona fetta di grillini potrebbe votare il candidato sostenuto da Forza Italia e Lega Nord.
Non a caso Parisi ha detto di sentirsi onorato per questa possibilità.
Il punto, come si spiega in piazza Scala, è che il voto di Milano sta diventando sempre di più un voto contro Renzi, il premier e segretario del Partito Democratico che resta lontano dalle città in vista della campagna elettorale, per paura di perdere altri consensi. Il capoluogo lombardo, che fu un laboratorio della politica arancione per il centrosinistra nel 2011 con Pisapia, si ritrova quindi di nuovo all'anno zero.
LE CRITICHE DI DALLA CHIESA. I voti alla lista Sinistra x Sala di Daria Colombo, moglie del cantante e professore del liceo Beccaria Roberto Vecchioni, non sono stati molti.
E soprattutto anche un politico importante per quest'area come Nando Dalla Chiesa da tempo rema contro Sala.
Non solo. In un post su Facebook se l'è presa pure con Renzi, che ha annunciato nei giorni scorsi di tornare a occuparsi del partito. «Ma chi è da due anni il segretario del partito?» scrive Dalla Chiesa. «Si è mai visto, nella storia dei partiti, un segretario dire, dopo una sconfitta elettorale, “ora mi occupo del partito”?».
E soprattutto le primarie con Francesca Balzani, uscita sconfitta dalla competizione, non sembrano aver aiutato né unito di più le varie anime del centrosinistra meneghino.
Anzi, le hanno fatte arrabbiare di più.

Twitter @ARoldering

Articoli Correlati

Potresti esserti perso