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ESTERI 10 Giugno Giu 2016 1056 10 giugno 2016

Polonia, l'intesa con la Nato è sempre più forte

Il Paese ospita una maxi esercitazione militare. Prima del summit di luglio. L'Alleanza strega Varsavia. E a scuola diventa pure materia d'insegnamento.

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da Varsavia

Andrzej Duda, presidente della Polonia.

L'8 e il 9 luglio, Varsavia ospita il summit biennale della Nato.
Al vertice, che si terrà all'interno dello Stadio nazionale della capitale polacca, parteciperanno decine di capi di Stato protetti da ingenti misure di sicurezza, con uno spiegamento straordinario di 13 mila agenti.
Sarà la prima volta che la Polonia ospite un incontro internazionale dell'Alleanza Atlantica e l'evento andrà a suggellare una collaborazione recente, ma già strettissima.
Il Paese è entrato a fare parte della Nato solo nel '99, assieme ad altri due ex membri del Patto di Varsavia: Ungheria e Repubblica Ceca.
In questi 17 anni, la Polonia è stata una delle più grandi sostenitrici dell'organizzazione nata a Washington nel '49 e alla quale aderiscono 28 Paesi.
CON UN OCCHIO ALLA RUSSIA. I vertici dell'Alleanza, dal canto loro, sanno di potere contare sull'appoggio logistico di Varsavia in caso di emergenza e sono consapevoli dell'importanza strategica nello scacchiere geopolitico internazionale di avere una presenza consolidata nel cuore dell'Europa.
Da secoli territorio di conquista prediletto di bellicosi vicini europei, la Polonia vede nella Nato un potente alleato militare in grado di agire da dissuasore così come di difenderla all'occorrenza.
E il pericolo numero uno per le autorità polacche resta l'ambiziosa Russia di Vladimir Putin.
Non a caso, pochi giorni fa, il ministro della Difesa di Varsavia, Antoni Macierewicz, ha annunciato la creazione di un nuovo contingente di 35 mila riservisti pronto a entrare in azione sin dal 2017 in caso di invasione russa.

L'operazione 'Anaconda-2016': 31 mila soldati sul suolo polacco

Forza Nato in Polonia.

Lunedì 6 giugno, proprio in Polonia, è iniziata l'operazione “Anaconda-2016”, la più grande esercitazione Nato in Europa dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Dieci giorni di simulazioni militari che vedono impegnati 31 mila soldati di 24 Paesi oltre a migliaia di automezzi. Fra questi, anche carri armati tedeschi, per la prima volta dal '41 a oggi in movimento da Ovest verso Est sul suolo polacco.
Le truppe di Varsavia che partecipano alle operazioni sono le più numerose del lotto e contano 12 mila unità, e a capo di “Anaconda-2016” c'è un generale polacco, Marek Tomaszycki.
L'INCIDENTE DI APRILE. Lo scenario di crisi ipotizzato è quello di una risposta dell'Alleanza Atlantica a un improvviso attacco russo in Europa.
War games, certo. Ma anche un'eventualità ritenuta non più così remota dai vertici Nato, preoccupati dalla crescente presenza militare di Mosca attorno all'enclave russa di Kaliningrad.
Basti ricordare quanto accaduto il 13 aprile scorso nelle acque polacche del Baltico quando due jet da combattimento Su-24 di Mosca avevano sorvolato più volte il cacciatorpediniere statunitense Donald Cook. Manovre ritenute dal Pentagono una provocazione militare.
Di certo c'è che, mentre Varsavia auspica un allargamento dell'Alleanza e una sua maggiore presenza nell'area baltica, il Cremlino non accoglie queste intenzioni in modo favorevole.
TENSIONI SULLO SCUDO MISSILISTICO. Tensioni acuite dalla costruzione di uno scudo missilistico Nato cominciata il 13 maggio scorso a Redzikowo, sulla costa settentrionale polacca.
Un sistema di difesa che sarà ultimato nel 2018 ed è dotato di intercettatori Sm-3. L'obiettivo dichiarato è quello di proteggere i Paesi del Patto Atlantico dal rischio potenziale di missili balistici lanciati da Stati canaglia. Scettico il presidente russo Putin, preoccupato dal fatto che Redzikowo disti appena 250 chilometri da Kaliningrad e intenzionato a «ristabilire la parità strategica» nella regione.
Entusiasta, invece, la reazione delle autorità di Varsavia: «Sebbene la Polonia sia entrata nella Nato diversi anni fa, ora finalmente vediamo la Nato entrare in Polonia», ha dichiarato il presidente della Repubblica, Andrzej Duda.
Gli ha fatto eco il ministro Macierewicz parlando di «una data importante per la pace in Europa e nel mondo».

L'Alleanza Atlantica diventa materia di insegnamento

Il segretario della Nato Jens Stoltenberg con il premier polacco Beata Szydło.

Le autorità di Varsavia tengono a tal punto all'Alleanza Atlantica da averla trasformata in materia d'insegnamento.
Come rivelato dal Financial Times, infatti, negli ultimi due mesi di scuola centinaia di istituti polacchi offrono “corsi Nato” facoltativi da quattro ore settimanali.
Oltre ad apprenderne storia e valori fondanti direttamente da personale diplomatico e militare, gli studenti sono invitati a ideare poster ispirati all'Alleanza e a disegnare mappe delle esercitazioni.
Fra gli argomenti più seri trattati nelle lezioni, invece, la partecipazione di truppe polacche alla missione in Afghanistan o l'intenzione della Nato di istituire basi militari permanenti in Polonia.
Un'eventualità, quest'ultima, oggi concreta e che potrebbe essere approvata proprio al summit di Varsavia dell'8 e 9 luglio.
IL CONTEST #PROJECTSYRENKA. La campagna di avvicinamento al Patto Atlantico rivolta alle nuove generazioni non si ferma qui. Di recente il governo ha distribuito gratuitamente a tutte le scuole dell'obbligo e le biblioteche pubbliche del Paese migliaia di libri sulla Nato.
E in occasione dell'imminente summit varsaviano, il ministero della Difesa e la Nato hanno persino lanciato un social media contest denominato #ProjectSyrenka, il cui nome è ispirato alla sirena armata di spada simbolo della capitale.
Ai vincitori del concorso – riservato ai cittadini dei 28 Stati membri della Nato – viene offerto un soggiorno di tre giorni a Varsavia in occasione del vertice e l'accesso all'area riservata del summit.
Un modo originale di collegare la promozione turistica a un evento di fondamentale importanza strategica.
FRIZIONI DIMENTICATE. Paiono dimenticate le frizioni successive al mini incidente diplomatico del dicembre scorso, quando la polizia polacca entrò in un centro del controspionaggio Nato a Varsavia nel cuore della notte. Un'irruzione minimizzata dal ministro degli Esteri Witold Waszczykowski, che l'aveva definita «un intervento rapido necessario per cambiare i nostri vertici militari».
Sta di fatto che, da allora, le autorità di Varsavia sono andate d'amore e d'accordo con quelle dell'Alleanza. Il tutto in un contesto internazionale in cui il governo guidato dal centrodestra nazionalista di PiS (Diritto e Giustizia) ha più volte sottolineato l'importanza di difendere e preservare la sovranità nazionale della Polonia.
Un concetto utile per esercitare pressioni sulle istituzioni Ue, ma che viene accantonato quando in gioco c'è la possibilità di difendere meglio i propri confini accogliendo sul suolo nazionale le truppe della Nato.

Twitter @LorenzoBerardi

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