Comunali, boom M5S, Raggi sfonda a Roma
MAMBO 10 Giugno Giu 2016 1104 10 giugno 2016

Raggi sindaco sarebbe il colpo di grazia per Roma

Dopo il duo Alemanno-Marino altro disastro. Merito anche dei delusi Pd che votano M5s.

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I rischi che corrono i candidati Pd al ballottaggio sono tre: la demoralizzazione del proprio elettorato, il prevalere in zone elettorali di sinistra della voglia di dare uno schiaffo al partito (soprattutto al suo leader), l’alleanza fra M5s e destre, da Salvini a Meloni fino a Brunetta.
Quest'ultimo rischio non è sventabile. In fondo parlano lo stesso linguaggio e da tempo penso e scrivo che i grillini sono una variante della destra italiana e europea. Si tratta di una formazione non democratica, con un’idea di società ultra-liberista, indifferente ai grandi drammi del mondo moderno, aper esempio l’immigrazione.
Anche il linguaggio è simile, compresa la carica di odio e di violenza verbale verso gli avversari o gli ex amici, basta ricordare le cose che Salvini dice del povero Berlusconi e come ha trattato i suoi ex dirigenti al cui servizio è cresciuto, pur ora fingendosi nuovo.
LA SINISTRA SEMPRE PIÙ IN CONFUSIONE. Il rischio dello scoraggiamento esiste ed è palpabile. I mondi, al plurale, della sinistra cominciano a credere che il treno sia passato e che non si possa fare più niente. Sulle ragioni di questo scoraggiamento vi sono diverse motivazioni. Si va dall’accusa al vecchio gruppo dirigente ex comunista al fastidio per l’aggressività e l’eccesso di verbosità inconcludente del premier.
C’è una sinistra che non crede né alle lacrime né tantomeno alle favole. Per riportarla al voto ha bisogno di un sogno, ha bisogno non di giovanilismo, di nuovismo, di riformismo spicciolo, ma di grandi idee, di una prospettiva lunga. Serve, come dire, un piatto forte, anche un po’ antico, non di questi brodini insipidi ma bollenti che ci propinano i nuovi dirigenti.
Assai più tosto da allontanare è il rischio che fa correre ai candidati quella sinistra che vuole dare una lezione al Pd. Il mondo degli scontenti è affollato da secoli. Non troverete mai un “contento” di sinistra. Tutti avranno da lamentarsi di qualcosa. Tutti hanno distribuito l’Unità, tutti hanno passato la vita in sezione, tutti hanno rinunciato alla carriera per il partito, tutti sono stati scavalcati da cretini. Molte volte è vero. Altre volte siano di fronte ad auto-biografie romanzate che fanno parte di quella branca della scienza politica che si chiama vittimologia.

Quei radical che seguono costantemente il voto 'alla moda'

Roberto Giachetti, candidato del Pd a Roma.

Questi mondi di sinistra sono sempre alla ricerca del voto più estremo, e diciamolo, più alla moda. Fausto Bertinotti, Nichi Vendola, per qualcuno pure l’onesto Stefano Fassina. Da tempo molti di loro hanno eletto come guru Marco Travaglio, il più singolare esempio di trasformismo politico-giornalistico visto che è l’unico giornalista di destra che una porzione non piccola della sinistra segue religiosamente.
Questa porzione della sinistra, ad esempio, “per dispetto” voterà la signora Virginia Raggi e non Roberto Giachetti.
Che cosa abbia fatto di male Giachetti non è chiaro. È per bene, è un ottimo parlamentare, conosce a menadito Roma e i suoi problemi, ha già da tempo presentato una squadra, ama la politica nel senso dell’amore vero per la politica bella. Non basta, ai “dispettosi” di sinistra non sta bene. È troppo amico di Renzi, e qui ci ha messo il carico da 90 il mio caro amico Massimo D’Alema, rappresenta la nomenklatura e poi il Pd deve pagare.
Come può finire Roma a tutti costoro non importa. I più cinici dicono, anzi, che peggio di così non può finire. Invece si, può finire peggio di così.
Abbiamo visto con due sindaci diversi e diversamente responsabili di cattivo governo che cosa accade quando la città cade in mani sbagliate. Gianni Alemanno ne he ha fatte più di Carlo in Francia. Ignazio Marino ha chiuso al traffico il Colosseo dimenticandosi che Roma è molto più grande del Colosseo.
VIRGINIA RAGGI SINDACO? TOTALMENTE INADATTA. Immaginiamoci la Raggi. La si conosce poco. Ma ha parlato molto e non sono venute da lei né idee né personalità. Mi importa poco se sia stata o no nello studio Previti, anzi, se lì ha imparato come si gestisce il potere è un valore aggiunto, né mi importa che l’orfanello Casaleggio la consigli. Ognuno libero a casa sua.
È che non appare assolutamente adatta. La mia amica Ritanna Armeni, che dice che non la voterà, si inalbera su Facebook di fronte a questo giudizio perché sessista. Ho imparato a emendarmi dal sessismo ma se uno o una non è adatto/a si potrà ancora dire o no?
Eleggere un sindaco inadatto non è cosa correggibile. Abbiamo perso cinque anni con Alemanno, circa due con Marino, mettiamo i prossimi due con la Raggi: nove anni di niente per una città come Roma significa ucciderla. E poi con quale faccia si può votare come la Meloni e Salvini.
Suvvia non vi pare una coglionata (citazione prevertiana) fare un simile regalo ai nemici di Roma?

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